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Contratto a progetto, può essere la soluzione?

Domanda

Gentile Simona, ad ottobre comincerò a collaborare con un mensile che si occupa di informatica. Sono interessata all'iscrizione nell'elenco dei Pubblicisti, so che per poter fare richiesta, oltre ad aver svolto l'attività in modo non occasionale per 2 anni, bisogna dimostrare che i compensi sono stati soggetti ad una ritenuta d'acconto del 20%. Vorrei sapere se posso ovviare all'apertura della partita IVA (decisamente troppo costosa nella mia posizione, data la necessità di assistenza fiscale) chiedendo di stipulare un contratto a progetto (visto che il CO.CO.CO non esiste più'!). Grazie Cristina

Risposta

Ciao Cristina,

Non credo proprio che tu debba aprire una partita IVA, poiché uno dei requisiti richiesti per l'iscrizione all'albo dei giornalisti - elenco pubblicisti - è solo la collaborazione retribuita.

Per diventare pubblicisti, infatti, è sufficiente svolgere una collaborazione retribuita di almeno due anni e pubblicare un numero minimo d’articoli per presentare la domanda che «dev’essere corredata (…), anche dai giornali e periodici contenenti scritti a firma del richiedente, e da certificati dei direttori delle pubblicazioni, che comprovino l’attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni».
Per quanto riguarda il numero minimo di pubblicazioni da presentare, ogni Ordine regionale o interregionale ha un proprio regolamento.

In merito al contratto a progetto di cui parli, ricordati che esso ha precise regole. Secondo quanto pubblicato sul sito Web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, esso "deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi: 1) durata della prestazione di lavoro: può essere determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il programma o la fase di lavoro; 2) individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del progetto o programma di lavoro, o fase di esso corrispettivo e criteri per la sua determinazione, tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese; forme di coordinamento tra lavoratore a progetto e committente sull'esecuzione (anche temporale) della prestazione lavorativa; 3) eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione delle norme relative all'igiene e sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro). 4)Il contratto termina quando il progetto, il programma o la fase vengono realizzati. Il recesso anticipato può avvenire per giusta causa o in base alle modalità previste dalle parti nel contratto individuale".

Spero di esserti stata utile e ti auguro buon lavoro!

Simona Petaccia

cri*** - 16 anni fa
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