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PUBBLICISTA

Domanda

Ciao Simona, la mia è forse una domanda retorica, ma tentar non nuoce. Esiste un modo per tutelarsi e far valere i propri diritti nei confronti di tutte quelle redazioni che sfruttano i collaboratori servendosi di false promesse? Io collaboro con una redazione da quasi due anni ormai, e mi hanno sempre assicurato che alla fine dei due anni mi avrebbero corrisposto la retribuzione necessaria all'iscrizione all'albo dei pubblicisti. Ora però si fanno negare SEMPRE ed è chiaro che è stata tutta una presa in giro. So che il mio non è l'unico caso e questo non mi rincuora. Non si può fare proprio niente? Grazie e continua così

Risposta

Ciao,

Purtroppo, i disonesti si trovano in tutte le categorie professionali.

Nel tuo caso specifico, a dir la verità, l'odore di cattive intenzioni si sarebbe potuto percepire fin dall'inizio.

Ti scrivo questo perché il "contratto" a me è stato fatto firmare il giorno precedente a quello in cui è uscito il mio primo articolo. Il mio ex caporedattore (un uomo capace e onesto), poi, mi ha registrato tutti i pezzi che ho redatto... sia quelli firmati sia quelli non firmati.

In questo modo, la retribuzione era mensile e il numero dei pezzi pubblicati registrato per la successiva iscrizione all'albo dei giornalisti - elenco pubblicisti -.

Tu mi chiedi se è possibile tutelarsi, io credo di sì... basta basarsi (sempre, non solo in questo settore) sul vecchio detto e non accettare promesse aleatorie, anche se il vero problema è che oggi l'offerta di aspiranti giornalisti è nettamente superiore alla richiesta da parte delle testate. Ciò fa sì che ci sarà sempre qualcuno pronto a lavorare senza garanzie pur di entrare in una redazione.

Per quanto riguarda la tua collaborazione professionale durata quasi 2 anni, potresti chiedere il parere di un avvocato qualora i tuoi pezzi siano stati firmati.

Non perdere mai la speranza...

Simona Petaccia

con*** - 16 anni e 4 mesi fa
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