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Ultimi interventi

  • Quando lo stomaco diventa un parafulmini.

    SOMATIZZAZIONE. Ciao Luciano, ho letto quello che hai scritto riguardo il punto del corpo che sentiamo di più... io somatizzo ogni tipo di emozione, positiva o negativa, nella bocca dello stomaco. A volte sento un peso che mi impedisce di respirare a fondo, a volte sento un turbinare di sensazioni, tutto sale da lì, e se non posso esprimermi così intensamente come vorrei, ritorna il sasso appoggiato sullo stomaco e ci rimane per giorni! Vorrei sapere se posso fare qualche esercizio per liberare questa energia soffocata che non sempre la vita mi permette di esprimere... Grazie e ciao.

  • Quanto è spessa la tua maschera sociale?

    Un soggetto rigido, incapace di sviluppare comportamenti alternativi di fronte al mutamento delle situazioni di vita, tende ad andare in crisi, a cadere nell’esaurimento nervoso o nella depressione. Ciò è particolarmente evidente in individui costretti a confrontarsi con la novità: cambiamento del luogo di residenza, del datore di lavoro, delle mansioni, perdita di status sociale, pensionamento, distacco dai figli, lunga degenza ospedaliera e così via.

  • Il mondo al femminile

    Per secoli l'essere umano si è portato dietro un grande equivoco: che la bontà e la tenerezza femminile equivalessero a fragilità e debolezza. Di conseguenza, anche per il suo bene, la donna doveva essere sottomessa alla forza dell’uomo. Soltanto recentemente, e non ovunque, la femminilità non è più considerata come inferiorità o come debolezza ma come diversità psicologica e anatomica. L'essenza della diversità, secondo gli ultimi studi, andrebbe cercata a partire dalla mente. Sembra che le donne usino di preferenza il pensiero intuitivo. Come mai?

  • 3. Scorgo un grosso cane...

    Mentre cammino in un vicolo, scorgo un grosso cane accovacciato che mi scruta sospettoso (stimolo attivante). La mente emette un segnale ansioso (emozione) e lo trasmette al corpo che risponde potenziando la sua energia (attivazione). La circolarità mente-corpo è tanto veloce che qualcuno sostiene che la reattività fisica si muova prima della mente stessa. Ma perché tanta paura per un cane? Probabilmente si tratta di una fobia. In questo caso, l'oggetto fobogenico (il cane), simboleggia altre realtà che la mia mente non vuole ammettere: vissuti angoscianti, lati oscuri di me, la consapevolezza che un sintomo angoscioso possa insorgere all'improvviso, come un cane, e mettere in crisi la mia tranquillità interiore... Ma torniamo al vicolo ed al cane. A questo punto, le possibilità sono due...

  • 2. L'intelligenza ha tante forme

    Ha fatto scalpore il progetto del premier britannico Tony Blair di dividere gli studenti in base al quoziente intellettivo anziché in base all'età. Si tratta di un atteggiamento che privilegia l'intelligenza scolastica - linguistico-logica - rispetto ad altre. Esistono però più tipi d'intelligenza e quella valorizzata a scuola non è decisiva per il successo sociale...

  • 1. Siamo analfabeti emotivi

    - Non è la ragione che guida il mondo ma le emozioni. - Esse sono all’origine della solitudine, della depressione, dell’angoscia. - Daniel Goleman, autore del famoso libro "Intelligenza emotiva", sostiene che le competenze dell’intelligenza del cuore sono, per esempio, la capacità di motivarsi e di perseverare nonostante le eventuali avversità e frustrazioni, il controllo dei propri impulsi, la capacità di regolare il proprio umore e di impedire al malessere di alterare la nostra razionalità...

  • Ma non è sempre umiltà!

    Non è facile riconoscere l’umiltà. Ci sono persone che dietro l’apparenza della modestia nascondono una superbia smisurata. Esse trovano estremamente difficile lodarsi o accettare un complimento da qualcun altro. Ma è solo una maschera psichica. Tali individui spesso sono così legati alla convinzione che “è bene essere modesti ad ogni costo” che non solo sono incapaci di accettare dei complimenti ma iniziano addirittura a negare l’esistenza di ogni loro attributo positivo. Come si spiega tale ostentazione di umiltà? “Rifiutare un elogio – scrive La Rochefoucauld – è come desiderare di essere lodati due volte”.

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