Depressione

Insorge quando percepiamo la realtà attraverso schemi deformanti e selezioniamo in negativo.

DEPRESSIONE

- Definizione

Stato d’animo caratterizzato da senso d’inadeguatezza, sentimento di scoraggiamento, diminuzione di attività e reattività, pessimismo, tristezza. In questo senso è normalissima, relativamente breve ed estremamente frequente.

La depressione è un disturbo sicuramente diffuso tra la popolazione generale e quindi molto ben conosciuto. Sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione, con una diffusione maggiore tra le donne.
I sintomi primari presenti nelle persone che soffrono di questo disturbo sono:
- un appetito aumentato o diminuito;
- un aumento o una diminuzione del sonno;
- spesso un marcato rallentamento motorio o, al contrario, una marcata agitazione;
- una marcata affaticabilità;
- una ridotta capacità di concentrarsi;
- una tendenza molto forte ad incolparsi, a svalutarsi;
- pensare al suicidio.

Sebbene l’età dell’insorgenza non sia stata precisata, si tratta di una sfida difficile per ogni fase della vita ed è così diffusa che nel corso dell’esistenza colpisce almeno una volta una persona su cinque.

Circa il 10% delle assenze dal lavoro è dovuto ai sintomi della depressione, mentre il 50% dei pazienti depressi non viene diagnosticato. Se si hanno dei parenti diretti malati di depressione il rischio di malattia può essere il triplo rispetto alla popolazione normale.

Ogni tre persone ammalate, due sono donne. Ogni anno due donne su cento si ammalano, mentre per gli uomini l’incidenza è di uno a cento.

La vulnerabilità delle giovani generazioni sembra aumentata, probabilmente per l’influenza di più fattori: uso di sostanze, dieta e cambiamenti occorsi nella struttura familiare, sociale e occupazionale, uniti al generale incremento dell’urbanizzazione.

Chi soffre di depressione può soffrirne in modo acuto (cioè presenta delle fasi di depressione molto acute ed improvvise, che magari tendono a scomparire da sole o con una terapia) oppure soffrirne costantemente, anche se in forma leggera, con alcuni improvvisi momenti di peggioramento.
Spesso i parenti spronano chi ne soffre a reagire, a sforzarsi. Questo ovviamente in buona fede, senza rendersi conto che ciò tende a far sentire chi ne soffre ancora più in colpa.
L’atteggiamento migliore da tenere è quello di aiutare gradatamente chi ne soffre a riprendere le proprie attività, assumere un’adeguata terapia farmacologica ed intraprendere una psicoterapia cognitivo comportamentale.

- Ricorda che…
1. Non esiste la realtà ma “la nostra realtà”. La realtà è modellata da noi, a nostra insaputa, attraverso schemi mentali.
2. Se i nostri schemi sono deformanti allora, senza accorgercene nemmeno, selezioneremo la realtà in negativo. Non vedremo il foglio bianco ma il puntino nero che è in esso ed alla fine, per polarizzazione nevrotica, vedremo solo il puntino.
3. La depressione deriva dall’accumulo di giudizi negativi verso se stessi e verso gli altri: sconfitte emotive, sconfitte relazionali, problemi con l’immagine corporea.

- Consigli

Puòi avvalerti della ristrutturazione degli schemi mentali (reframing o rincorniciamento). In particolare, possono giovare le seguenti tecniche:

1. Ascolta la tua depressione.

Ha tanto da insegnarti. Prova a risalire la scala dei “perché” in cerca della ragione primaria della tua tristezza.

2. Accettazione della realtà
- Riconosci coraggiosamente i tuoi aspetti negativi.
- Devi comprendere che i tuoi limiti non sono i tuoi nemici ma i tuoi maggiori alleati perché ti conferiscono una tensione continua al superamento ed al miglioramento (“Il mio potere più grande è proprio la debolezza”, Ovidio). Offri un caffè al mostro che vive in te e ti accorgerai che è tuo amico e che lavora per te.

- Ricorda che “Noi non soffriamo per le cose ma per il significato che diamo ad esse” (Epittetto). Non ti fermare alla macchiolina sul foglio bianco ma guarda al foglio. Tu sei più dei tuoi problemi.

2. Focalizzazione degli aspetti positivi
a. La Carta d’identità positiva.

Scriviamo su un foglio i primi tre quattro aspetti positivi (psico-fisici) che ci vengono in mente. Amplifichiamo mentalmente quello principale. Associamoci una frase elogiativa che ci è stata detta a riguardo. Facciamone il nostro slogan di vita nei momenti di depressione.

b. Il Diario positivo.

Per un intero periodo, annoteremo, giorno per giorno, i nostri successi. Anche nelle vicende negative ci sforzeremo di trovare il positivo.

c. La rilettura della vita.

Ripercorriamo il nostro passato, mirando intenzionalmente a cogliervi una logica unitaria positiva.

d. La ricerca del senso unificante.

Formuliamo dieci valori fondamentali che danno senso alla vita umana. Scegliamone tre che per noi sono più significativi. Scegliamo poi quello principale. Immaginiamo fortemente noi stessi circonfusi di quel valore (“La vita è ricerca di se stessi. Scoperto il proprio strato profondo ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova pace”, Cesare Pavese).

e. Il modello positivo ideale.

Se siamo in forte crisi di autostima e non troviamo in noi nulla di positivo, allora visualizziamo con intensità la persona che noi vorremmo essere e lasciamola agire, sempre nella fantasia, in situazioni di vita in cui solitamente ci avvertiamo perdenti.

3. Alterovalutazione

Nell’altro puoi trovare sia il positivo che il negativo, a seconda di quello che intendi selezionare. Dal momento che la definizione di noi passa attraverso l’altro, più noi innalziamo il livello di stima degli altri più cresce, di riflesso, la nostra autostima. Inoltre non dobbiamo difenderci dalla diversità dell’altro. L’altro è una realtà arricchente proprio per la sua diversità (“Se negli altri cerchi il male, di certo lo troverai, ma se cerchi il bene lo troverai sempre”, Lincoln).

Save n'Keep

Bookmark condivisi e privati.

Con Save n' Keep ora è possibile!

Le categorie della guida

Argomenti

Ultimi interventi

Vedi tutti