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La personalità autoritaria

Questo termine, coniato da Adorno, psicosociologo tedesco, dopo la seconda guerra mondiale, designa un soggetto il quale avendo subito un'educazione repressiva e magari insuccessi nella vita, è portato ad assumere un'identificazione aggressiva a carico di soggetti piu' deboli e quindi a nutrire sentimenti discriminatori e razzisti. Ma gli studi successivi...

- Nel dopoguerra, gli psicologi scioccati dai crimini a sfondo razzista compiuti in pieno secolo ventesimo dai regimi totalitari furono indotti a pensare che il pregiudizio fosse il frutto di deformazioni della personalità dovute ad un’educazione sbagliata.
- La prima ricerca importante su questo tema è stata compiuta dai sociologi della Scuola di Francoforte emigrati in America e guidati da Adorno. Si tratta dell’opera “La personalità autoritaria”, pubblicata nel 1950 (tr. it. Comunità, Milano 1973) nella quale si sostiene che sono gl’individui con la personalità autoritaria che tendono a formarsi opinioni distorte sugli altri e in particolare sulle minoranze, sviluppando pregiudizi etnocentrici.
- La personalità autoritaria è caratterizzata, secondo l’equipe di Adorno, da rigidità morale e convenzionalismo. Le relazioni interpersonali vengono concepite in termini di potere e di status sociale, senza riguardo per l’originalità dei singoli. C’è la tendenza a idealizzare la forza e la durezza e a disprezzare debolezze e tenerezze. Mentre si è servili verso i superiori e l’autorità costituita, i deboli e i subordinati vengono guardati dall’alto in basso.
- La formazione della personalità autoritaria viene spiegata da Adorno in termini psicanalitici. All’origine ci sarebbe un’educazione repressiva. Sottoposto a continue frustrazioni, il bambino sviluppa ostilità nei riguardi dei genitori. Però non è in grado di ribellarsi e di conseguenza impara a identitificarsi con le figure autoritative o superegali e a scaricare l’aggressività sui deboli.
- E’ stato dimostrato che, in ordine all’insorgere di pregiudizi nell’età infantile, fondamentale è la figura materna. Allport pone l’accento su una particolare atmosfera di rigidità che può regnare in casa, per esempio riguardo ai problemi dell’igiene. E’ possibile che nel bambino si determini un’associazione d’idee tra lo sporco e chiunque non abbia la pelle chiara.
- Adorno mise a punto un questionario sulla personalità autoritaria, definito Scala F (scala del fascismo).
- Negli ultimi decenni le posizioni di Adorno sono state ridimensionate. Si è compreso che non è vero che i fabbricatori di pregiudizi siano solo persone disturbate o gente che vive momenti sociali difficili. Si è fatta strada l’idea che le distorsioni conoscitive in materia sociale (social cognition) sono massicciamente diffuse e non risparmiano nessuno.
- Aronson ha analizzato i cosiddetti “pregiudizi delle menti aperte”, cioè forme sottili di avversione per gruppi e categorie che si nascondono dentro pensieri apparentemente neutrali. La gente, sotto la pressione delle campagne antirazziste, passa da forme grossolane di razzismo (il cosiddetto razzismo cafonesco) ad altre sofisticate, ammantate di saggezza (il cosiddetto razzismo simbolico): dei negri non si dice più che sono primitivi, di intelligenza inferiore, sessualmente superdotati, ma che i loro valori mal si accordano col sistema capitalistico o con l’etica individualistica occidentale.
- Si pensi anche (l’esempio è proposto da Aronson) al complesso di superiorità delle tipiche famiglie benestanti americane (oggi definite WASP: White, Anglo-Saxon, Protestant).

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