Gli stili educativi

Analizziamo i 4 stili educativi presentati da Hoffman

Hoffman ha individuato quattro stili educativi. I primi due sono basati sulla costrizione, o fisica o psichica, mentre gli altri due sono basati sulla persuasione, o razionale o emotiva.

1. Stile educativo costrittivo basato sul potere fisico.
 Va dal classico ceffone, alla privazione di oggetti materiali (giocattoli), alla proibizione di attività piacevoli (uscire a giocare coi compagni), alla sola minaccia di tali cose.
Secondo la terminologia piagettiana si tratta di punizioni di tipo espiatorio: i genitori controllano il b. sfruttando il proprio potere, la propria autorità e la propria superiorità fisica.

Svantaggi.

 Su base sperimentale questo stile produce i maggiori effetti negativi.
Si ignora il dialogo, non si forniscono spiegazioni che permettano un comportamento alternativo in futuro.

E’ lo stile che favorisce meno il passaggio dall’eteronomia all’autonomia morale.

Il b. fonda il proprio comportamento non in conformità a regole che vive come giuste, provenienti dall’interno di sé, logicamente valide, ma sulla base delle possibili punizioni che possono provenire dall’adulto.
 Di conseguenza è sfavorita l’interiorizzazione delle norme; il b. è portato ad attribuire più importanza alle conseguenze di un’azione che alle intenzioni; è scoraggiata la confessione spontanea.
E’ dimostrato che il b. punito in questo modo in futuro tenderà a desiderare maggiormente l’oggetto o l’azione proibiti e conseguentemente dovrà impiegare maggiori energie per resistere alla tentazione.
 Questo stile educativo ha effetti negativi soprattutto se utilizzato dalla madre.
 Le bambine ne risentono più dei bambini.

2. Stile educativo costrittivo basato sulla sottrazione dell’affetto.
 Consiste nella privazione dell’affetto, della stima, dell’attenzione, minacciata od attuata: ignorare il b., fingere di ignorare i suoi tentativi, espliciti o abbozzati, di riconciliarsi con l’adulto, rifiutare di parlargli quando è ansioso che il genitore faccia la prima mossa, dirgli “se fai così non ti voglio più bene”, esprimergli sentimenti di rifiuto di aiuto o di abbandono (“adesso ti arrangi”;”vai via, non ti voglio vedere”), minacciare di isolarlo o di lasciarlo in casa.

Svantaggi.

 Come il precedente, questo stile ha un alto potere punitivo.
Può agire in profondità scatenando paure di abbandono, di separazione, in quanto il b., specie se piccolo, manca della capacità di sapere quanto durerà la punizione.

Vantaggi.

Il b. punito in tal modo è portato ad inibire i sentimenti ostili verso gli adulti (non si sa se è ciò positivo: controllo aggressività, o negativo: coartazione); a confessare le colpe (specie se lo stile in questione è esercitato dalla madre); a cercare l’approvazione dell’adulto; a resistere alla tentazione.
 Rispetto allo stile precedente sono maggiori sia l’interiorizzazione delle norme che il senso di colpa.

3. Stile educativo induttivo basato sul ragionamento.
Consiste in un dialogo persuasivo di tipo razionale.
Ci si rivolge alla razionalità del b., facendolo riflettere circa la motivazione delle proprie azioni.
Anche le punizioni vengono motivate e spiegate.
 Oppure si fa appello all’autostima del b., al suo orgoglio, al piacere che si ricava costatando la propria capacità di autocontrollo.

4. Stile educativo induttivo basato sull’empatia.
Consiste in un dialogo persuasivo di tipo empatico-emotivo.
L’adulto fornisce al b. le informazioni che gli permettono di capire i sentimenti degli altri, facendolo riflettere sugli effetti del proprio comportamento sia su se stesso che sugli altri (“se tu rompi il giocattolo di Luca, egli sarà molto triste, poverino”; “se tiri la coda al cane, sentirà molto male”; “quello che hai fatto mi ha proprio addolorato”; “questa è la bambola preferita da Maria, perciò cerca di non rovinargliela”).
 Lo stile basato sul ragionamento e quello basato sull’empatia sono complementari: aspetto cognitivo ed emozionale si richiamano.

Vantaggi.

Le ricerche mostrano la superiorità degli stili induttivi su quelli costrittivi specie se adottati dalla madre e soprattutto se usato negli anni di transizione alla morale autonoma (5-9 anni: scuola elementare).
Rispetto agli altri stili in cui domina l’autorità dell’adulto, è messo al centro il b.; s’induce il b. ad una morale basata sull’attenzione ai sentimenti altrui piuttosto che a una morale “convenzionale”, basata sulle norme.

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