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La distesa marina ( © Copyright - Verdone)

Il mare simboleggia l'universo emotivo problematico di cui siamo, più o meno, consapevoli. Dal mare ci perviene un'oscura ed indefinita percezione di minaccia. Un alito misterioso ed affascinante. Ci dà gran sollievo, dunque, poterlo navigare, scivolarvi sopra, dominarlo. Vogliamo provarci con un training di rilassamento?

- Mettiti a tuo agio, rilassati con l’aiuto di una musica dolce, naturale, dai ritmi molto calmi. Chiedi aiuto ad un’altra persona che dovrà leggerti quanto segue. Con la promessa che, a tua volta, le ricambierai la gentilezza. Allora, hai acceso la musica? Partiamo.

- Respira lentamente e profondamente. Inspira brevemente l’aria e gettala fuori, fino in fondo.

- Ripeti per un po’ tale esercizio di rilassamento.

- Ora chiudi gli occhi…Rallenta i bioritmi… Immagina di correre sulla riva del mare, lentamente, sempre più lentamente. Ti vedi a rallentatore. Ti sembra che i fotogrammi con te che corri si vadano bloccando. Bloccando. Ora sei fermo…Identificati con l’immobilità. Sei una cosa. Ferma, immobile…Ora entriamo nella scena…

- E’ un luminoso mattino di primavera.

- Stai scivolando, a bordo di una fragile barchetta sulla distesa del mare.

- Lo specchio marino è deserto. L’acqua immobile, senza increscapture. Illuminata da una luce radente e dorata, priva di ombre…

- Polarizza ora la mente su queste sensazioni:

- La brezza ti carezza il volto…Stridìo di gabbiani, sordo cigolìo delle corde della vela, tesa dal vento leggero…

Profumo di sale, di alghe, della vernice della barca, dei suoi canapi e teli…

- Immergiti nell’atmosfera, percepisci altre sensazioni.

- Adesso ti distendi sul fondo della barca e ti lasci immergere nella luce solare… Essa penetra il tuo corpo, ti senti armonico, tranquillo, in pace…

- Senza ansie, senza minacce…

- Ascolta il cuore dell’universo. Sei in sintonia con il cuore della natura. Ne cogli il ritmo profondo. Segui con la mente il rumore lentissimo, quasi impercettibile dell’onda che si scarica sulla riva sabbiosa…

- Continua a sintonizzarti sullo sciacquio dell’onda sulla riva… Esso diventa più forte…Ogni volta che un’onda si placa sulla spianata della riva una tua ansia si scarica, s’annulla nella sabbia…

- Pensa ad un problema…Lascialo scaricare con l’onda…Osserva la schiuma lattiginosa sulla riva…Il problema è annullato…Un altro problema…Anche questo si perde sulla terra, fra i granelli di sabbia….

- Adesso la tua mente penetra nell’universo, è tutt’uno con esso…

- Senti d’essere tu l’universo. Palpiti insieme ad esso…

- Ora ti sembra di guardarlo da fuori. Lo tieni dentro in mano… Ti accorgi che è come un pezzo di carne palpitante, una cosa piccola, tenera, calda. Avverti un sentimento di struggimento. L’universo ti appartiene. Ti chiede aiuto, protezione.

- Ora ti sporgi come un bambino dalla sponda della barca e guardi curioso dentro il mare. L’acqua è limpida. Puoi osservare pesci inebriati dalla luce che guizzano festosi.

- Ecco, sul fondo ora scorgi uno scrigno dal coperchio sollevato che mostra il suo contenuto. Cosa vedi?

- L’onda ti culla dolcemente. Percepisci che sotto la barca c’è il mare profondo con i suoi abissi oscuri.

- Percepisci ora la presenza di esseri misteriori che volteggiano nelle tenebre marine. Avverti un brivido di freddo, di smarrimento. Lo strato di legno della barca è sottile. Quasi quasi avverti lo strofinìo di corpi immensi contro la tua schiena…

- Ma non ti fanno paura più di tanto. Ti pare di poterli dominare. Desideri familiarizzare con essi. Apri gli occhi. Qualcosa guizza sul pelo dell’acqua. Cos’è?

- Torni a distenderti sul fondo della barca e ti laci cullare nell’abbraccio del sole e del mare…

- La barca sta ora galleggiando sopra una secca. Luccicano gli arenili dorati del fondale. Ti lasci scivolare dolcemente, senza scosse, dalla barca nell’acqua, tiepida, profumata, soave.

- Ora sei disteso nell’acqua bassa, tutta vibrante di riflessi di sole. Poni la mano nella sabbia calda e trovi un oggetto. Cos’è?

- Adesso torniamo lentamente alla realtà. Con calma, senza fretta, dolcemente… Uno, due e tre. Eccoci.

- Se vuoi raccontarmi le tue senzazioni scrivimi attraverso il sito. E’ sufficiente che mi descriva:

a)lo scrigno ed il suo contenuto;

b)la “cosa” guizzante sulla superficie marina;
c)l’oggetto trovato nella sabbia;

d) altre sensazioni.

- Per approfondire l’argomento puoi consultare nel sito, sotto la categoria “Parole chiave”: “La terapia dell’amore”.

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