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Mio padre vestito di rosso

Buongiorno, le scrivo per l'analisi della scena sul palcoscenico, questo e' quello che ho visualizzato io: Una scena di inizio 900, sulla scena ci sono degli attori, un uomo e una donna, sono vestiti in stile e il testo e' una commedia. L'uomo e' il padrone di casa e la ragazza la cameriera. Dietro le quinte ci sono tutti gli attori pronti a entrare in scena e poi c'e' anche un suggeritore, in caso che qualcuno non si ricordi. Io sono tra il pubblico. Oltre a questo, le vorrei anche proporre un sogno sul genere che ho fatto da molto piccola e che e' rimasto impresso nella mia mente in maniera molto forte. Il sipario si apre e vedo una figura di uomo molto grande e spaventosa che sta a braccia conserte e guarda verso di me (che sono sempre nella platea ma sola). Non sono sicura se fosse mio padre, o la morte, o qualche altra cosa spaventosa. Mi sembra che fosse vestito di rosso. Non dice nulla, ma io provo molto spavento, e' come se fosse venuto a prendermi contro la mia volonta'. Sulla scena e' solo, e dietro le quinte non c'e nessuno. La ringrazio vivamente

Cara M., certamente devi aver interiorizzato molto fortemente la figura paterna e quel sentimento d’inadeguatezza che tutti i bambini provano verso i grandi. Da bambina la figura di tuo padre ti appariva onnipotente e minacciosa (temevi soprattutto la sua violenza: vetito di rosso). Tieni presente che quel rosso possiede anche una sottile allusione sessuale: il padre, il maschio, come aggressore sessuale. Ti difendevi dal mondo degli adulti, dall’assunzione dei ruoli sociali adulti. Paragonavi il crescere alla morte, cioè ti sembrava che crescendo avresti perso la tua integrità infantile. Tutto ciò riguardo al sogno. Per la visualizzazione, invece,…è la stessa cosa. Anche qui ti difendi da ruoli e stereotipi sociali: quello del marito e della moglie. Il marito esigente e schiavizzante (padrone di casa)e la moglie-cameriera, che recitano una commedia che si ripete sempre allo stesso modo e…quindi un po’ demodé (abiti inizio novecento). Ti stai, ancora una volta difendendo da modelli genitoriali e sociali, interiorizzati da piccola. Ti piacerebbe cambiare il mondo, renderlo giusto e paritario, compiere una rivoluzione egualitaria fra i sessi ma…il tuo senso d’inadeguatezza infantile, ancora potente in te, te lo impedisce. Almeno conosci, adesso, la tua ansia ricorrente: la difesa dalla dominanza e dall’aggressività maschile. Analizzati e comprenderai perchè. Luciano.

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