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La Logoterapia

La Logoterapia è un "dialogo significativo" fra il terapeuta ed il paziente affetto da "Nevrosi Noogena" (vedi Parola-Chiave corrispondente) allo scopo di rifocalizzare lo spettro valoriale di quest'ultimo. E' stata ideata ed utilizzata da Victor Frankl, lo psicanalista viennese che ha scoperto la malattia mentale più diffusa del nostro tempo: la Nevrosi Noogena...

 Il soggetto affetto da “Nevrosi Noogena” (vedi Parola-Chiave corrispondente) è soggetto, per motivi ansioso-angosciosi, a focalizzarsi sul suo sentimento d’insignificanza, rimuovendo tutto il suo sistema valoriale. Si avvertirà allora insignificante e la vita gli sembrerà insopportabile.

 Duplice sarà allora il compito del terapeuta. Primo: dovrà cercare di ampliare lo spettro valoriale del malato di crisi noogena facendogli prendere coscienza dell’intera gamma a sua disposizione dal momento che l’individuo in conflitto sopravvaluta ed assolutizza un solo valore, disconoscendo gli altri. Secondo: dovrà elevare il livello dei valori proponendone di più alti, dal momento che con il livello valoriale aumenta l’autostima dell’individuo.

 Il metodo preferito dal terapeuta di fronte a casi di nevrosi di tipo noogeno sarà dunque la logoterapia o dialogo significativo . Si tratta sostanzialmente di un dialogo di tipo socratico basato sul logos cioè sulla ricerca di senso esistenziale .

 Il terapeuta avrà a disposizione principalmente due strumenti: la Dereflessione, cioè la capacità di ridere su se stessi; e l’Intenzione Paradossa che consiste nel non contrastare una paura ma nell’amplificarla, portandola appunto al paradosso. Si pratica in tre modi: a) nel desiderare intensamente ciò che si teme; b) nel portare mentalmente all’estremo una situazione problematica in modo da gestirla meglio nella realtà; c) nel comandare di fare il contrario (”Non vuoi mangiare?…Allora, non mangiare”).
 Ambedue questi strumenti ottengono un effetto di autotrascendenza o autodistanziamento che consiste nel separarsi mentalmente dal proprio problema oggettivandolo e facendo anche di se stessi un oggetto pensato dall’Io come separato.

 Ciò permetterà di comprendere che l’Io è qualcosa di più del proprio problema e di spezzare il cerchio ansioso:

paura dello stimolo - stimolo - paura accresciuta dello stimolo- stimolo rinforzato.

 Puoi confrontarti anche tu col tuo spettro valoriale e col tuo sentimento di significanza. Cerca, in questo sito, il test: “Realizza il tuo triangolo valoriale” nella categoria “La consapevolezza di sè”.

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