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I colori preferiti dal mio bambino

A differenza di quanto si pensa, il mondo infantile non è colorato di tinte di pastello, tenui ed impalpabili. I colori prediletti sono quelli che hanno più contrasto...

…Il risultato è un surrealismo che fa colorare il mare di giallo, i prati blu ed i fiori neri.

- Solo dai cinque anni in poi il bambino trova il colore giusto: mare blu, prato verde, ecc…

- Che cosa accade nel cervello in formazione del piccolo? Quale molla lo riporta alla realtà? E’ molto spesso l’imitazione dei grandi che lo distoglie dal mondo della fantasia dove vive, e lo riporta ai colori effettivi.

- Il genitore non dovrà influenzare o accelerare l’evoluzione in senso realistico di suo figlio, ma dovrà rispettarne i naturali ritmi di crescita.

- Del resto anche i grandi artisti si prendono la libertà di rappresentare la realtà con colori soggettivi e non realistici…Ma i colori usati dal bambino possono avere un significato psicologico?

- Si. Nella scelta dei colori, la prevalenza di rosso, giallo ed arancione, indica allegria, vivacità e salute. Se invece usa solo questi, il bambino potrebbe essere eccitato, desideroso di accentrare l’interesse degli altri su di sé.

- Se preferisce verde, viola, blu e nero, denota insicurezza, introversione, timidezza.

- Se esclude completamente rosso e giallo, può attraversare un momento di stanchezza e di poca salute.

- Anche la pressione della mano ci parla della psiche del bambino. Tratti decisi: forza di volontà. Tratti molto decisi: intuito, creatività, orgoglio, risentimento. Tratti sottili ed indecici: timidezza, paura.

- Negli scarabocchi infantili, in genere, possiamo dire che più ci sono spigoli e punte, più c’è stress ed aggressività nel bambino. Invece, i tratti arrotondati sono indice di sentimento e tranquillità.

- Anche la parte del foglio usata dal bambino per disegnare ha il suo significato, secondo la teoria del campo spaziale di Jung. Parte alta: fantasia, sensibilità, timidezza, poco senso pratico ma ottimismo. Parte bassa: intelligenza pratica ed istintività. Può tendere al pessimismo. Parte destra: estroversione, sicurezza, socievolezza, attaccamento al padre. Parte sinistra: insicurezza nel futuro, introversione, timidezza, attaccamento alla madre. Parte centrale: accentramento sui suoi problemi, desiderio d’essere sostenuto, supportato, notato, lodato. Tutto il foglio: grande intelligenza e vivacità, sicurezza ed entusiasmo nella vita.

- Altre informazioni, su questa ed altre dimensioni dell’evoluzione infantile, le potrai trovare nei seguenti libri:

ABBATE O., Il tuo bambino… il suo disegno, a cura dell’Associazione milanese scuole materne, VI edizione, 1996.
AUBIN H., Il disegno del bambino disadattato, ed. Piccin, Padova, 1985.

BERENSON M., Dallo scarabocchio al disegno, ed. Armando, Roma, 1968.

CORMAN L., Il disegno della famiglia: test per bambini, ed. Boringhieri, Torino.

DALLARI M., Pastrocchi, macchie, scarabocchi. Il linguaggio grafico-pittorico da 0 a 3 anni, ed. La Nuova Italia.

GOLFARI C., Il disegno nella pedagogia e nella scuola, ed. La Scuola, Brescia, 1963.

KELLOG R., Analisi dell’arte infantile. Una fondamentale ricerca sugli scarabocchi ed i disegni dei bambini dai 2 agli 8 anni.

LUQUET G.H., Il disegno infantile, ed. Armando, Roma.

MORINO ABBELE F., Interpretazioni psicologiche del disegno infantile, ed. OS, Firenze, 1970.

OLIVERIO FERRARIS A., Il significato del disegno infantile, ed. Boringhieri, Torino.

RISPOLI G., Bambini, colori, immagini, ed. Nicola, Milano.
WIDLOCHER D., L’interpretazione dei disegni infantili, ed. Armando, Roma.

LUCIANO VERDONE, “Schede strutturate di Pedagogia e Scienza dell’Educazione”, Andromeda Editrice, Colledara (Teramo), tel 0861 699014 ; fax 0861 699000.

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