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Cosa disegna il mio bambino? ( 2 - 6 anni)

Il disegno infantile, per gli psicologi Piaget e Luquet, attraversa delle fasi sequenziali e gerarchizzate, attraverso le quali è possibile analizzare l'intelligenza e la personalità del bambino...

- Mi rivolgo ad una madre immaginaria. Prendi un disegno di tuo figlio ed analizziamolo insieme per comprendere a quale livello di maturazione cognitiva si trova. Seguimi nella lettura dello schema che ho preparato.

- Se, alla fine di questo confronto, desideri sottopormi il disegno per un’analisi della personalità, invialo scannerizzato
a verdone3@supereva.it

Iniziamo…

1. LA FASE DELLO SCARABOCCHIO.

Se il tuo bambino è fra i 2-4 anni si troverà nella fase dello scarabocchio, considerato un semplice esercizio motorio, caratterizzato, però, da crescente intenzionalità. Il bambino sarà più o meno evoluto intellettualmente a seconda del livello d’intenzionalità che rivela. Attenzione però a non condizionarlo.Il bambino tenderà, infatti, ad assecondare l’adulto. “Cos’è questa, una macchina?”. “Si, - risponderà, - è una macchina!”. Poi cambia idea ed afferma che è una barca, e poi qualcos’altro ancora. Luquet ha chiamato lo scarabocchio “realismo fortuito” per sottolineare la non chiara intenzionalità del disegno.

- Osserva allora come si presenta il suo scarabocchio.

1. E’ disordinato (il segno è solo un esercizio motorio: 2 anni circa);

2. E’ abbastanza intenzionale (il segno appare finalizzato a qualcosa ma spesso il bambino cambia idea mentre disegna: 2 anni e mezzo circa);

3. Ha decisamente un nome (il bambino definisce l’oggetto disegnato, su richiesta dell’adulto, in modo deciso, alla fine del disegno: 3 anni e mezzo circa).

2. FASE DELL’OMINO TESTONE.

- Sempre fra i 2-4 anni, il bambino attraversa la fase dell’”Omino Testone” o “Omino Girino”. Si tratta di un cerchio che rappresenta la testa ma in un certo senso anche il corpo. Alla testa sono attaccate direttamente le braccia e le gambe. Ma queste sono formate da una sola linea.

3. FASE DEL CORPO, DEL COLLO E DEGLI ELEMENTI DI CONTORNO

- Con la distinzione fra corpo e testa si entra in una nuova fase, detta del corpo. In questa fase, gambe e braccia sono rappresentate con un segno doppio e le proporzioni vengono sempre più rispettate. Tutto ciò avviene fra i 4 e i 7 anni.

- Un altro passo avanti si ha quando tra la testa e il corpo è messo il collo. Ciò avviene soprattutto dai 6 anni in poi.

- Sempre a questa età, la figura umana viene rappresentata insieme ad altri elementi: una casa, il sole, gli animali, gli alberi, i fiori, l’erba, le automobili. Da notare che gli animali hanno quasi sempre forma umana, appaiono eretti (antropomorfismo).

4. FASE DELLE LINEE DI SFONDO

- Fra i 4-5 anni appare lo SFONDO. Esso è rappresentato da una linea superiore (il cielo, il sole) e da una linea inferiore (verde come l’erba, scura come la strada, del colore del pavimento).

- Tra le due linee sono collocate persone ed oggetti senza rispetto per le proporzioni di grandezza.

- Le figure sono preferite statiche, cioè disposte in modo teatrale, rivolte verso un pubblico immaginario, rappresentato dal bambino che disegna.

- Tutta questa rigidità rivela un pensiero “preoperatorio” (2- 6 anni), rigido, poco flessibile, incapace di cogliere la realtà da più punti di vista.

- A questo punto, poniti una domanda: mio figlio disegna come una bambino (2-6 anni) o come un ragazzo (7-11 anni)?
Quali sono le differenze fondamentali fra il disegno del bambino e quello del ragazzo?.

- Il bambino, nel disegnare è IDEOGRAFICO, disegna cioè secondo schemi. Il ragazzo tende, invece, ad essere IDEOPLASTICO, a rappresentare le cose così come appaiono realmente.

- Per saperne di più e per conoscere le caratteristiche del disegno del ragazzo, clicca sul prossimo intervento della stessa categoria: “Cosa disegna il mio ragazzo”.

- Altre informazioni, su questa ed altre dimensioni dell’evoluzione infantile, le potrai trovare nei seguenti libri:
ABBATE O., Il tuo bambino… il suo disegno, a cura dell’Associazione milanese scuole materne, VI edizione, 1996.
AUBIN H., Il disegno del bambino disadattato, ed. Piccin, Padova, 1985.

BERENSON M., Dallo scarabocchio al disegno, ed. Armando, Roma, 1968.

CORMAN L., Il disegno della famiglia: test per bambini, ed. Boringhieri, Torino.

DALLARI M., Pastrocchi, macchie, scarabocchi. Il linguaggio grafico-pittorico da 0 a 3 anni, ed. La Nuova Italia.

GOLFARI C., Il disegno nella pedagogia e nella scuola, ed. La Scuola, Brescia, 1963.

KELLOG R., Analisi dell’arte infantile. Una fondamentale ricerca sugli scarabocchi ed i disegni dei bambini dai 2 agli 8 anni.

LUQUET G.H., Il disegno infantile, ed. Armando, Roma.

MORINO ABBELE F., Interpretazioni psicologiche del disegno infantile, ed. OS, Firenze, 1970.

OLIVERIO FERRARIS A., Il significato del disegno infantile, ed. Boringhieri, Torino.

RISPOLI G., Bambini, colori, immagini, ed. Nicola, Milano.
WIDLOCHER D., L’interpretazione dei disegni infantili, ed. Armando, Roma.

LUCIANO VERDONE, “Schede strutturate di Pedagogia e Scienza dell’Educazione”, Andromeda Editrice, Colledara (Teramo), tel 0861 699014 ; fax 0861 699000.

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