Questo sito contribuisce alla audience di

Il gioco rivela l'età mentale di tuo figlio

Perché in natura esiste il gioco? Come mai gli animali superiori e gli esseri umani dedicano parte del loro tempo a giocare? Quale senso ha quest’attività apparentemente inutile? Cosa è il gioco? Un residuo evolutivo che ci garantisce, come negli animali, l’affinamento delle abilità necessarie a sopravvivere nel proprio ambiente (Spencer), un modo per esprimere il surplus di energia (Spencer), oppure, come vuole la psicanalisi, una trasposizione simbolica dell’esperienza e dei contenuti emotivi del bambino, un modo per dominare mentalmente le cose, specie quelle problematiche, uno strumento fondamentale per superare l’angoscia (Freud, Piaget, Winnicot)? Il gioco è un segno di sanità mentale e contribuisce ad essa. Il bambino che non gioca ha certamente dei problemi. Il gioco, infatti, come afferma Piaget, è qualcosa di biologicamente necessario, rappresenta “il lavoro del bambino”.

- Lo psicologo ginevrino Piaget ha messo in luce che il gioco ha una funzione fondamentale nello sviluppo dell’intelligenza tant’è vero che evolve di pari passo con le capacità intellettive del bambino.

- L’evoluzione del gioco esprime per Piaget due dinamiche: il passaggio dal concreto all’astratto ed il passaggio dall’egocentrismo alla socialità e si realizza attraverso quattro tipologie di gioco.

- Osserva adesso, come gioca il tuo bambino, creando un rapporto fra tipo di gioco ed età cronologica.

- PRIMA FASE: GIOCO FUNZIONALE O D’ESERCIZIO (2 mesi – 2 anni).

Il bambino apprende fin dai 2/3 mesi, il “gioco funzionale” o “d’esercizio” consistente nel manipolare il mondo circostante, ad esempio, nello scuotere aritmicamente un oggetto, o nel battere un oggetto contro l’altro. Questo tipo di gioco, usato anche da un adulto che batte aritmicamente la mano sul tavolo o che scuote un mazzo di chiavi, ha la funzione di compiere attività muscolare e di scaricare energia superflua. Nel bambino, inoltre, assolve anche alla funzione di controllo della realtà. Gestendo i propri movimenti muscolari egli si sente padrone del suo corpo ma anche, in qualche modo, del mondo.

- SECONDA FASE: GIOCO SIMBOLICO (dai 2 ai 6 anni).

- Già da due anni, il bambino è capace di fare un gioco simbolico o di finzione, in cui “fa finta di…”, cioè adopera oggetti simbolici al posto degli oggetti reali. Tale tipo di gioco, secondo Freud, ha lo scopo di assicurare l’equilibrio emotivo della persona, come il sogno, del resto. Svolge una serie di funzioni “psicoterapeutiche”:

a. “Funzione identificatoria”: fingendo di essere qualcuno (ad es. la bambina che indossa le scarpe di sua madre) il bambino si prepara ad assumere l’identità ed i ruoli dell’adulto.

b. “Funzione riparatoria e anticipatoria”: il bambino si prepara a qualcosa di problematico o cerca di abbassare il livello ansioso dopo che l’evento problematico è avvenuto (ad esempio il bambino che deve andare dal dentista o che è stato dal dentista).

c. “Funzione compensatoria”: si ha quando il bambino compensa un sentimento angoscioso o la percezione di una sottrazione affettiva attraverso la gestualità ludica. Famosa la descrizione freudiana del bambino che gettava un rocchetto, appeso ad un filo, dietro la spalliera del letto, facendolo poi ricomparire, per simulare l’uscita di casa ed il ritorno dei genitori ed alleviare, attraverso una drammatizzazione simbolica, la sua angoscia d’abbandono. Si pensi anche al cosiddetto “oggetto transizionale” di Winnicot (copertina, capelli, filo di lana…) che servono ad evocare simbolicamente il corpo materno ed a tranquillizzare il bambino che, da due anni in poi, comincia a distaccarsi dalla madre.

d. “Funzione rappresentativo-espressiva”: Bruner ci ha insegnato che il bambino, soprattutto fra i due ed i cinque anni, riesce a rappresentare la realtà soprattutto imitandola, non avendo ancora capacità di rappresentarla raffigurandola o raccontandola. Esempio: la bambina del racconto di Piagt che scarica testualmente l’emozione di aver visto una campana che dondola, un’anatra uccisa dalla mamma, una locomotiva che corre.

e. “Funzione di dominio e di controllo”: il bambino, nel gioco, crea un mondo tutto suo che può costruire o distruggere a suo piacimento, per difendersi dalla realtà “vera” fatta di divieti e regole. Si tratta dello “spazio ludico” di Winnicot. Si pensi all’esempio dei bambini che costruiscono sulla spiaggia, castelli di sabbia, godendo, secondo la descrizione di Erikson, sia della gioia di costruirli, sia della gioia di poterli distruggere, quando essi credono e liberamente.

f. “Funzione manipolatrice”: tutti i bambini sono attratti dalla manipolazione di materie primarie e plastiche, ricchi di significati simbolici (acuqa, farina, sabbia). La manipolazione di tali elementi esprime bisogno di scaricare tensioni, di difesa dal mondo delle regole e dei divieti. Si pensi ad esempio al godimento che i bambini provano nel camminare scalzi, ricongiungendosi al suolo come dimensione della natura. O al bisogno di pasticciare e di sporcarsi che hanno tutti i bambini.

TERZA FASE: GIOCO REALISTICO (7/8 anni).

- Intorno a 7/8 anni, il bambino approda al gioco realistico o gioco di costruzione che costituisce il superamento del gioco simbolico e consiste nella capacità di riprodurre, in modo esatto, la realtà (riproduzione dell’interno di una casa o di un villaggio…).

QUARTA FASE: GIOCO CON REGOLE (intorno ai 12 anni).

- Verso i 12 anni, il bambino matura la capacità del gioco con regole che è un gioco tipicamente adulto: sono le regole, formalmente regolamentate, che si trasmettono di bambino in bambino e di generazione in generazione e presuppongono l’esistenza di ruoli e relazioni sociali stabiliti e la capacità di oggettivare delle norme in astratto, cioè di prescindere da situazioni e circostanze. Questo tipo di gioco è importantissimo in quanto ha carattere funzionale al rispetto delle norme sociali e prepara il bambino a vivere in una vita sociale fatta di norme e di ruoli.

- Le ricerche empiriche mostrano che i giochi di finzione, in particolare, e quelli con regole facilitano i rapporti sociali, non solo perché preparano ai ruoli da svolgere, ma anche perché rendono più flessibili e tolleranti nei riguardi degli altri. Anche per l’antropologia culturale il gioco infantile è stato in genere visto come momento in cui le nuove generazioni vengono socializzate ai valori, alle norme, ai modelli di vita della cultura di appartenenza.

CONSIGLI PSICO-EDUCATIVI: lasciare libero il bambino che gioca oppure stimolarlo?

- Piaget è dell’idea che il gioco, al contrario del linguaggio che segue una dinamica accomodativa (è il bambino che si deve adeguare passivamente a codici già precostituiti dalla società) segua invece una dinamica assimilativa (la realtà viene assimilata liberamente e creativamente agli schemi che possiede il bambino, ritagliandosi così uno spazio creativo tutto suo).
- Ma le ricerche empiriche hanno successivamente messo in risalto anche l’importanza di una stimolazione educativa del gioco infantile. E’ emerso che nel gioco, il bambino che viene stimolato, dalla realtà stessa o dall’educatore, tende a elaborare, sempre creativamente, organizzazioni mentali nuove, anziché ripetere le vecchie.
- Per Bruner il gioco è funzionale all’apprendimento perché, al riparo dall’assillo dei bisogni reali, consente al bambino la libera sperimentazione di comportamenti e soluzioni a problemi, facilitando l’inventiva e le correlazioni insolite (divergenza) cioè le soluzioni in discontinuità con l’esperienza quotidiana.

- Se vuoi dialogare con me su problemi inerenti al modo di giocare del tuo bambino, scrivimi.

- Per analizzare eventuali disturbi emotivi nel gioco di tuo figlio, clicca sull’intervento della stessa categoria “Il gioco rivela i conflitti del bambino”. Lo trovi linkato qui sotto.

- Altre informazioni, su questa ed altre dimensioni dell’evoluzione infantile, le potrai trovare nel mio libro: LUCIANO VERDONE, “Schede strutturate di Pedagogia e Scienza dell’Educazione”, Andromeda Editrice, Colledara (Teramo), tel 0861 699014 ; fax 0861 699000 .

Il gioco rivela i conflitti del bambino

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati