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L'immagine tipica (© Copyright - Verdone)

Immaginiamo di aprire un album e di scorgere, in prima pagina, una foto. La nostra. Sorpresi dall’occhio della mente, eccoci fissati in un’immagine-sintesi, in un gesto particolare, personale, caratteristico. Eccoci scolpiti in un’età perfetta, senza tempo. Oppure collocati in una fase particolare della nostra evoluzione. Avremo nel volto l’infinita fiducia del bambino, il sottile delirio dell’adolescente, o la sicurezza disincantata dell’adulto. Oppure la tranquilla curiosità dell’anziano, cosciente del senso globale della sua esperienza, sazio di giorni ed ancora innamorato della vita. Nell’immagine tipica non c’è posto per il negativo. Essa manifesta ciò che vorremmo essere, la nostra identità ideale. Per la realtà di tutti i giorni, conflittuale e deludente, c’è un’altra immagine. La foto problematica. Ma questa non ci aiuta a raggiungere noi stessi e conviene tenerla nascosta, nella speranza che si dissolva, che diventi sempre più simile alla prima.

- Socchiudi gli occhi ed immagina di aprire l’album della tua vita.

- Nella prima pagina ti appare una foto. E’ la tua “immagine tipica”. Come la vedi?

- Gira pagina. Scorgi adesso una seconda foto. La tua “immagine problematica”.

- Se vuoi descrivermi le due foto, scrivimi. Non dimenticare d’indicarmi il tuo sesso e la tua età.

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