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La frase di Fromm

Erich Fromm, psicanalista tedesco, riesce a coniugare nei suoi scritti, al rigore scientifico, una forte sensibilità valoriale. Vi propongo una sua frase sul senso della vita.

“Il compito principale della vita di un uomo è di dare alla luce se stesso”.
- Come risuona tale affermazione nella tua mente e nel tuo cuore?
RISPOSTE

Dare valore a se stessi, percorrere una crescita interiore, migliorarsi, stare bene con se stessi, stare in pace con il mondo e con se stessi-(Fegorgan).

caro luciano……….certo nascere nn è sufficente a realizzare quello che c’è in ognuno di noi, il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare i sogni le ambizioni che abbiamo, cercando di far venir fuori il meglio che c’è in noi, si perchè io credo che in ognuno di noi ci sia qualcosa di potenzialmente meraviglioso, la difficoltà stà nel riuscire a dargli spazio ………e quando si riesce in questo la luce si accende nei nostri occhi e nei nostri cuori, e allora e solo allora saremo in grado di illuminare anche chi ci circonda ……..ciao anna mi chiamo anna ed ho 50 anni

La guida risponde
Sì, è vero, nella nostra esistenza ci sono questi momenti speciali in cui ci sentiamo “irradianti”. In questi casi comunichiamo ottimismo e gioia, addirittura anche a livello fisico: é dimostrato che quando siamo su di giri emettiamo onde alfa che gli altri percepiscono. Grazie. Luciano.

La mia interpretazione è che essa riguarda la “missione” che ogni uomo ha, il perchè è a questo mondo. Dare alla luce sè stesso nel senso di realizzare sè stesso, quell’Io che è “in nuce” dentro ognuno di noi. Ovviamente questo comporta una lotta continua contro circostanze contingenti che lo impediscono, che creano ostacoli e bivii. Alla fine si tirano le somme: l’io che si è realizzato contro l’io ideale. L’io ideale, ciò che desideravamo essere, dovrebbe avvicinarsi il più possibile a quello reale. Ma il più delle volte non è così. Un cordiale saluto, Sgramigno.

La guida risponde
In questi casi può essere molto utile accettare la realtà, riconciliarsi con essa, scorgervi il positivo… ed esclamare col filosofo: “Verum est factum” (E’ vero solo ciò che accade). Luciano.

La frase di Fromm è meravigliosa. Se si pensa normalmente al significato di “dare alla luce” si immagina una madre che partorisce suo figlio. Il figlio è così come è nato da sua madre. E’ in fondo una visione quasi ineluttabile: siamo come nasciamo, con quell’imprinting che ci dà la natura, i nostri avi, il nostro DNA… Fromm invece punta il dito sulla costruzione di noi stessi. La vita, l’anima, l’essenza dell’uomo è qulacosa di sconosciuto, che non appartiene solo a noi stessi, ma un pò a tutta l’umanità. Dare alla luce se stessi per me vuol dire appunto vivere nella pienezza del significato della vita, acquisire sensibilità verso gli altri, vivere nella luce, alla luce, aprirsi anche verso gli altri. Vuol dire abbandonare gli atteggiamenti infantili che tendono alla soddisfazione dei primari bisogni corporali ed estendersi al di là, guardare oltre, sentire, comprendere, ascoltare. Attraverso questa finestra scorgiamo anche noi stessi, e nasciamo un’altra volta, più completi e più veri.

La guida risponde
Complimenti. Possiedi una forte sensibilità valoriale e progettuale. Sei aperta agli altri ed all’oltre. Procedi guardando la stella. Calpesterai strade fangose, senza accorgertene. Chi ha una buona ragione per vivere, è stato detto, non si occupa del “come”. Luciano.

Dare alla luce se stesso è il fine di ogni vita è riuscire a realizzare il proprio karma cioè riuscire a fare nella vita ciò per cui siamo predisposti senza farsi ostacolare da pregiudizzi e imposizioni altrui. Purtroppo io ho 57 anni e so di non aver mai vissunto come avrei voluto al punto che ora non so nemmeno più come avrei voluto vivere e non so vivere senza condizionamenti. Per questo penso che la mia vita sia stata una vita inutile e ho una depressione cronica perchè sono anche malata e so che la mia vita non sarà molto lunga: pur sapendo di avere poco tempo non riesco ancora a liberarmi dagli altrui giudizi e vivo una vita al buio. Ma ho ancora la forza di arrabbiarmi quando qualche adulto cerca di soggiogare un giovane e mi accoderei volentieri a un corteo inneggiante la libertà, libertà di tutto, sempre nel rispetto della libertà altrui. Non m’importa di capelli lunghi o corti, di abiti semplici o stavaganti, mi importa della luce che ogni essere umano emana e quella luce è ciò che se coltivata con cura permetterà la nascita di se stessi.

La guida risponde

Quando parliamo della nostra realizzazione, pensiamo subito a quei fattori che ci fanno sentire sereni, gratificati, autonomi… Non mettiamo mai in conto che la realizzazione di un uomo è per gran parte determinata dai problemi e dagli insuccessi. Che la consapevolezza di noi e del mondo passa attraverso il negativo. Se veramente le cose fossero andate secondo un certo schema, - ritenuto aprioristicamente ideale, positivo, rispondente ai parametri di normalità dei manuali di psicologia - noi non avremmo “certi” problemi ma ne sorgerebbero altri… Arroganza, insensibilità, autostima insopportabile… Ed allora è preferibile, per la pace interiore, accettare in pieno noi stessi, il nostro passato… Tu parli di karma e di destino… Ma, alla fin dei conti, esiste solo ciò che accade, “noi siamo la nostra storia”. Per la tua serenità, ti consiglio di “mantenerti in pace con la realtà”, di accettare ciò che esiste e non ciò che avrebbe potuto essere. Ti dico una cosa forte. Il tuo vero nemico non è la realtà - essa sarà, semmai dura e spiacevole - ma lo schema ideale, l’idea che la realtà non si è realizzata e che possa essere un’altra. Quant’anche fosse vero, tu non incontrerai mai la vita parallela che desideri, mentre il tuo equilibrio mentale dipende unicamente dall’accettazione di ciò che è accaduto ed accade. La repressione? Errata, riprovevole… Eppure è da essa che sono nate le filosofie libertarie e le rivoluzioni. E tu, ameresti tanto la libertà, se non l’avessi così desiderata? La vita. Non si misura dalla durata ma dal significato che riusciamo a darle. “Longa est vita si plena est”, affermava Seneca, uno scrittore latino. Il vivere a lungo può essere un privilegio ma anche una condanna, a seconda dei casi. E te ne accorgi se entri in una casa di riposo per anziani. Un momento intenso di relazione vera, appagante, vale per un secolo di esistenza logorante e noiosa. Non credi? La tua vita è breve… Proprio per questo essa tende ad essere più significativa. Nulla è più prezioso di ciò che ci sfugge di mano. Bevi al calice dell’esistenza, avidamente, sorso dopo sorso. Prendi ogni giorno come un dono non dovuto. Guarda al tempo che hai in mano e non a quello che ti viene sottratto da un destino infausto. E chi di noi può essere sicuro di avere più tempo da vivere di te che affermi di averne poco? Se entri nell’attimo e lo dilati, facendone un assoluto, allora farai esperienze che da sana non avresti potuto fare. “Solo i malati si sentono esistere” (Maine de Biran). Ti abbraccio di cuore e sperimento, attraverso te, la vicenda universale dell’uomo che vive, soffre e gioisce. Luciano.

TROVO CHE SIA UNA FRASE BRUTTISSIMA.”DARE ALLA LUCE SE STESSI”…SCRITTO IN QUESTO MODO PER ME SIGNIFICA METTERE AL MONDO UN’ALTRO IO IDENTICO AL PRIMO, ALTRIMENTI AVREBBE SCRITTO:ILLUMINARE SE STESSI.VI SEMBRERà STRANO, MA CREDO CHE QUESTO SCRITTORE SIA UN EGOCENTRICO MASCHILISTA.

La guida risponde

Pero’, “dare alla luce se stessi” non significa duplicarsi, dilatare il proprio Ego, ma comprendersi, scoprire il senso unificante della propria esistenza. “Maschilista”? Attenzione a non proiettarti sulla frase. Evidentemente tu avverti fortemente il problema del maschilismo e finisci per per vederlo dovunque. Luciano.

I compiti fondamentali espressi in tre parole mi causano sempre un po’ di difficlta’ mi viene sempre da chiedere ulteriori dettagli. vengo al punto. Credo che molti di noi se sensibili abbastnza crescano con la spinta di qualcosa da realizzare. Credo che questi siano dei fortunati perche’ e’ quella spinta che rende la vita un occasione di esserci piuttosto che un passaggio a caso. Ora il qualcosa da realizzare cambia man mano che qualcosa si fa ed insieme ancora ci aspetta in quanto e’ ancora da fare. Mentre lo facciamo ci fa’. Visto a ritroso questo che altro se non dare la storia di una persona all’essere vivente. Si, e’ un po’ una nuova nascita.
E allora non ha tanto a che fare con la realizzarsi nel senso che ordinariamente diamo alla parola quanto con il vivere la vita stessa a pieno. Mi domando pero’ in che senso questo e’ un “compito fondamentale”? Angelo

La guida risponde:

Il primo obiettivo della vita è “capire”, cioé dare un senso il più
possibilmente unitario al mondo ed alla nostra esistenza. Quindi trovare un
compito che si addice alle nostre inclinazioni. “L’uomo ha più bisogno di
senso che di pane”, afferma Frankl. Luciano.

- Quando ho letto questa frase ho ricollegato subito il test che ho fatto delle tre porte ( e che ti ho inviato ). Infatti credo che sia più o meno quello che ho rappresentato in quel test. La persona dietro la prima porta ( io ), l’ occhio nella seconda ( cerco di capire chi sono realmente ) e la luce che esce dalla terza porta. …

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