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Pro e contro la guerra

Ma cosa c’è veramente dietro questa nuova guerra? L’eliminazione del terrorismo o una strategia più ampia? Qualcuno propende per la seconda ipotesi. Oggi gli Usa non hanno rivali su scala globale e se fossero incapaci di proteggere i propri interessi e quelli degli alleati avrebbero difficoltà a conservare la leadership mondiale.

Chi è a favore della guerra argomenta che essa è già scoppiata l’11 settembre. E che l’America ha il diritto di difendersi con tutti i mezzi dal terrorismo islamico e dai paesi che lo appoggiano. L’Irak di Saddam Hussein, si afferma, nasconde armi di distruzione di massa e finanzia il terrorismo palestinese. Attaccarlo oggi appare dunque l’unica soluzione valida per evitare un conflitto ancora più pericoloso domani. Bush non ha esitato, a proposito, ad usare un linguaggio di tipo religioso, da “guerra santa” tra il Bene e il Male, presentando la lotta al terrorismo islamico come un imperativo morale universale: “In questo conflitto Dio non è neutrale… Se non siete con noi, siete contro di noi”.

Chi è, invece, contro l’intervento in Irak, ritiene che la guerra non può più essere considerato un comune mezzo di risoluzione dei conflitti internazionali. Che essa costituisce, per dirla con le parole del Papa, “sempre una sconfitta dell’umanità” in quanto “non è mai necessaria” e soprattutto “non è mai una fatalità”. “Non si può far ricorso alla guerra, - sostiene il Papa - anche se si tratta di assicurare il bene comune, se non come estrema possibilità e nel rispetto di ben rigorose condizioni, né vanno trascurate le conseguenze che essa comporta per le popolazioni civili. E che dire delle minacce di una guerra che potrebbe abbattersi sulle popolazioni dell’Irak, già estenuate da più di 12 anni di embargo?”. Inoltre, la complicazione del conflitto potrebbe condurre a ritorsioni irachene su Israele e ad attentati terroristici islamici anche in Europa. Di certo ci sarebbe un’impennata del prezzo del petrolio e l’ennesimo rinvio della ripresa economica occidentale.

La guerra “preventiva” contro l’Iraq, hanno osservato, ha già fatto una vittima: l’unità politico-diplomatica dell’Unione europea. Mentre l’Inghilterra, com’è noto, si è pronunciata decisamente per l’intervento, Francia e germania si sono dichiarate contro. Invece Italia, Spagna ed Austria, evitando un rifiuto netto al presidente americano, si sono rimesse alle decisioni dell’Onu. “L’Europa, -sostiene Ernesto Galli della Loggia – priva di una forza militare propria, può solo volere la pace. E’ un comportamento obbligato. I leader europei fingono di decidere per la pace, ma solo perché non hanno i mezzi per fare la guerra. E se la fanno, possono essere solo i vassalli degli Usa”.

Il ruolo dell’America è infatti profondamente cambiato rispetto ai tempi della Guerra fredda. Allora si trattava di contenere l’Unione Sovietica, oggi si tratta di mantenere il controllo del pianeta con tecnologie militari sempre più sofisticate e contrastare il crescente numero delle piccole potenze nucleari, dalla Corea del Nord al Pakistan, alla Cina e presto all’Iran e all’Irak. Si tratta d’imporre, su scala globale, la cosiddetta “Pax americana”. E’ questo, infatti, il significativo titolo che gli esperti di geo-strategia al servizio di Bush, hanno dato al documento di 90 pagine, redatto sei mesi prima delle elezioni presidenziali americane e reso noto dal giornale scozzese Sunday Herald. La tragedia delle Torri, dunque, non sarebbe che la causa occasionale delle nuove guerre anti-islamiche.

- Risposte.

1.Serenella.

Semplicemente così…non si odia in nome dell’amore, non si fa guerra in nome della pace…

Chi fa guerra manda gli altri, non lo fa mai in prima persona… Ma cosa possiamo fare noi?

Ecco ogni soldato dovrebbe rifiutarsi di combattere!

Allora il sig Bush e il sig Saddam si metteano uno di fronte all’altro e…

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2.Claudia.

Ma cosa c’è dietro questa nuova guerra? Il progetto di eliminare il terrorismo internazionale o una strategia più ampia?…

Una strategia più ampia: quella di finanziarsi l’economia e di controllare le economie di altri Paesi, ke possano dipendere dagli Usa…chiedilo a Bush senior….

Io non ne posso più di sentire cavolate da Berlusconi..che con un lapsus freudiano dichiara di stare con..gli Stati uniti..ops, le Nazioni Unite e poi…. il lapsus NON era affatto un lapsus! Bye.

va bhe..lo so è infantile ciò che dico…ma che senso ha, educare alla pace se poi…

Dio abbia, ancora una volta, pietà infinita di noi, poveri uomini che nulla sappiamo sull’Amore…

Serenella sconfortata, ma con tanta fiducia ancora nell’umanità..

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