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La chiusura mentale

”Ogni vittima avverte il bisogno di farne un’altra”

- Non sempre le prove della vita ci inducono a sentimenti di umanità. Talvolta ci rendono aridi e insensibili. E’ vero. Una persona che ha sofferto ha molte occasioni per maturare impulsi di comprensione verso chi è in difficoltà. Spesso, però, soggiace alla tentazione d’identificarsi con l’oppressore, scaricando sulla vittima l’ostilità di cui egli stesso ha sofferto o soffre.

- Il primo a teorizzare che il pregiudizio verso categorie sociali svantaggiate fosse il frutto di deformazione della personalità fu Theodor Adorno, filosofo e sociologo tedesco, emigrato in America a motivo della persecuzione nazista contro gli ebrei. Nell’opera “La personalità autoritaria” (1950) egli individuò un tipo psicologico tendente a formarsi opinioni distorte sugli altri, in particolare sulle minoranze, e a sviluppare pregiudizi. La personalità autoritaria è riconoscibile, secondo Adorno, per rigidità morale, convenzionalismo, tendenza a concepire le relazioni in termini di potere e di status sociale, senza riguardo per l’originalità dei singoli. Adorno e la sua equipe realizzarono anche uno strumento di misurazione, la cosiddetta “Scala F” (da fascismo) somministrandola ad un campione di ottanta soggetti.

- All’origine della formazione autoritaria, ci sarebbe stata, sempre secondo Adorno, un’educazione repressiva. Sottoposto a continue frustrazioni, il bambino svilupperebbe ostilità nei riguardi dei genitori. Ma non essendo in grado di ribellarsi, imparerebbe a identificarsi con le figure vincenti e dominanti, con i simboli del potere, scaricando l’aggressività sui deboli. Tale dinamica spiegherebbe, per Adorno, la polarizzazione di consensi ricevuta dai regimi totalitari.

- Negli ultimi decenni, però, le posizioni di Adorno sono state ridimensionate, grazie alla ricerca di Aronson sui cosiddetti “pregiudizi delle menti aperte”. Si è scoperto che le distorsioni conoscitive in materia sociale (social cognition) sono massicciamente diffuse e non risparmiano nessuno. Non è vero dunque che i fabbricatori di pregiudizi siano solo persone caratterizzate da vissuti oppressivi o afflitte da sentimenti d’inadeguatezza e frustrazione. Aronson ha dimostrato che il razzismo è presente in tutti e tende ad evolvere, da forme grossolane ed aperte, in modelli sofisticati e insospettabili.

- In America, ad esempio, non si dirà più che i negri sono primitivi, d’intelligenza inferiore, ma che il loro codice di valori mal si accorda con la società capitalistica. Si pensi anche al complesso di superiorità delle tipiche famiglie benestanti americane, definite “WASP”: White, Anglo-Saxon, Protestant. E’ difficile pensare che i membri di tali famiglie abbiano subito sentimenti d’inadeguatezza…

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