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Cosa è l'angoscia?

Caro Luciano, sta sera ti scrivo di una mia angoscia: quella dell'ignoto.Te ne parlo perche' proprio oggi,come spesso mi accade,si e' ripetuta una scena sempre uguale:essere assalita dalla Paura.Mentre ero in autostrada,di pomeriggio,ho visto una macchina ribaltata,con ancora forse delle vite dentro ;un oggetto ormai alterato:ferro schiacciato.Ed io,senza neanche vedere il tipo di macchina,gia' compongo dei numeri di telefono,per accertarmi che il mio ragazzo e la mia famiglia stiano bene.Vedo il rottame...tutti a casa stanno bene,la macchima non la conosco.Tiro un sospiro di sollievo.Ok,va tutto bene.Invece no.Il mio cuore batte veloce,e' un cuore tachicardico:ho paura che una cosa simile possa comunque succedere,a chiunque.E trascorro tutto il pomeriggio in maniera cupa:non riesco a non pensare alla macchina ribaltata.Ho paura degli incidenti stradali(ricordi il sogno della mia macchina?),ma non ho paura di morire io;ho paura per i miei cari! Poi sono arrivata a casa e mio padre mi ha detto che mia nonna oggi e' stata male.Ho perso gia' tre nonni,mi rimane l'ultima.So che non puo' durare a lungo la sua vita,ma io automaticamente mi angoscio all'idea che possano morire i miei genitori.E poi penso a mio ragazzo...a mia sorella.Non voglio vivere la mia vita dominata dall'ansia ,ma non riesco a non pensare a momenti catastrofici.Un grazie in anticipo.

- Cosa è l’angoscia?
- Un’oppressione emotiva somatizzata caratterizzata da dubbio, timore, sensazione di pericolo incombente.
- Per Freud è la percezione che ciò che si teme possa essere vero o avverarsi.
- I filosofi esistenzialisti hanno analizzato magistralmente tale sentimento, evidenziandone tutte le sfumature.
- Per Kierkegaard e Sartre, l’angoscia coincide con il timore di scegliere tra infinite possibilità: “L’angoscia nasce dalla possibilità di potere” (Kierkegaard). “L’uomo è quel che si fa” (Sartre).
- Oppure, scaturisce dal timore per le infinite possibilità negative: “Nel possibile, tutto è possibile”.
- Per Heidegger, invece, l’angoscia nasce dalla percezione della possibilità dell’annullamento, della morte (nostra e delle persone care). Infatti la coscienza di “esserci” coincide essenzialmente con la realtà opposta, la possibilità di “non esserci”: l’una e l’altra si definiscono e si alimentano a vicenda: “L’uomo è sentinella del nulla”.
- La Psicanalisi ha, a sua volta, analizzato le angosce tipiche dell’arco di vita:
a. quella “da annientamento” che sperimentiamo nel momento della nascita e che evoca per simmetria la percezione della morte;
b. quella “da abbandono” di cui facciamo esperienza nel primo tempo di vita quando vediamo scomparire il volto materno e ci sembra che non esista più non avendo ancora consolidato il concetto di permanenza dell’oggetto;
c. quella “della prova o da prestazione”, tipica dell’adolescenza (”Ce la farò, sarò in grado di far fronte alle consegne della vita?”);
d. quella “da fallimento” propria dell’età matura, quando la mente realizza il primo grande bilancio di senso esistenziale;
e. ed infine quella “del possibile” - che tutte le compendia - basata sull’assunto che può succederci di tutto.
- La tua angoscia è di quest’ultimo tipo.
- Quest’ultima, l’angoscia delle infinite possibilità negative, è sperimentata da persone particolarmente sensibili ed ansiose ed è contraddistinta da veri attacchi di panico.
- Come curarla? Con la dereflessione e l’intenzione paradossa e con esercizi di ristrutturazione dello schema mentale e di armonizzazione (vedi “Parole chiave”).
- Affettuosamente. Luciano.

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