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La fatica di accettare il mondo

Sono molto vicina ad un corso d'acqua. l'acqua è pulita, trasparente, si vede il fondo e i sassi che sono sul suo percorso. Anche le narici beneficiano di questa vista perchè avvertono una sensazione di freschezza, di energia rinvigorente che fa bene al fisico e alla mente. La corrente di questo fiume è rilassante perchè ti invita a seguire, ad abbandonarti al fluire naturale delle cose, affidandoti alla natura, al corso delle cose e al buon Dio che ha creato questa vita. Se solo fai un po' di attenzione, c'è tanta vita attorno a te! Gli insettini che percorrono la superficie dell'acqua, tanti pesci che saltellano qua e la, venendo a galla x nutrirsi x poi rimmergersi nelle fresche acque, tanta erba e vegetazione verde cresciuta spontaneamente su questa grande terra che mi circonda. Da lontano, le montagne ancora innevate, i cui profili e le cui pareti sono ben nitide essendo la giornata serena con un bel sole, anche se non siamo in estate, ma sembrerebbe in primavera. E tutto questo silenzio attorno che ti parla al cuore, che ti comunica la bellezza e la sacralità della natura. Un po' in lontananza, vedo degli animali saltare qua e là nell'erba, nascondersi e riapparire da dietro dei sassi, sono animali impellicciati, ma buoni, mansueti e giocherelloni. Questa è la vera vita, qui ci si rigenera veramente. Anche il sole senti che ha una sua vita e ti coccola scaldandoti e proteggendoti da una leggera frescura che anche se piacevole ti fa venir pure qualche brividino. Mi sento anch'io natura, allo stesso modo del fiume, della montagna e degli animaletti in lontananza. Non c'è differenza tra me e loro. Siamo tutti della stessa famiglia e mi sento parte della grande unità.

In questa visualizzazione, sotto la solare armonia cosmica, si evidenzia un latente conflitto di accettazione della realtà ma anche, soprattutto, la risoluzione positiva di tale pendolarità ansogena in perfetta accettazione delle cose, grazie alla fede nella bontà ontologica dell’universo. Accettazione che viene espressa simbolicamente nella improvvisa voluttà incorporatoria della respirazione (”Anche le narici beneficiano di questa vista perchè avvertono una sensazione di freschezza, di energia “). In altri termini, nei momenti in cui riesci a raggiungere il centro del tuo essere, collegandoti con Dio, allora, tu pervieni alla piena simbiosi con la realtà e tutto ti sembra avere senso. Allora accetti in pieno i problemi quotidiani (sassi sul fondo), le ansie e le insicurezze d’ogni momento (insetti), le emozioni e i sentimenti con tutto ciò che di destabilizzante c’è in esse (”erba cresciuta spontaneamente”). Le mete esistenziali e valoriali che creano in te una sottile angoscia prospettica ma, quando sei irradiante, ti sembra tutto sensato e chiaro (”da lontano, le montagne ancora innevate, i cui profili e le cui pareti sono ben nitide “). Ti riconcili con la naturalità delle funzioni umane: innanzitutto con il “crescere” (”la corrente t’invita a seguire…”), poi con il “mangiare”, inteso come destino universale (i pesci che affiorano per nutrirsi), le emozioni (erba e vegetazione). In questi momenti magici riesci ad accettare pienamente anche la relazione con gli altri con gl’inpliciti linguaggi affettivi, anche fisici (”vedo degli animali saltare qua e là nell’erba, nascondersi e riapparire da dietro dei sassi, sono animali impellicciati, ma buoni, mansueti e giocherelloni”). E’la fede, dunque, che riesce a stimolare in te un compiuto superamento del subconscio ansioso. Quella fede in un essere supremo, intimo e trascendente ad un tempo, che costituisce la visione globale, significativa ed unificante del mondo, rappresenta per te la suprema forma di consapevolezza. E che tu la simboleggi nell’immagine del sole che riesce a stemperare la freschezza primaverile dell’aria (la giovinezza). Tienilo presente ed utilizza pienamente questa tua grande risorsa, ricordando che molti oggi ne sono sprovvisti. Affettuosamente. Luciano.

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