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Una struggente nostalgia

Mi fanno struggere dalla malinconia due cose in particolare: il rumore di un aereo che vola alto nel cielo in una giornata limpida (ha un rumore particolare) e il rumore di un treno che passa non lontano da casa. Questi rumori mi fanno venire una nostalgia struggente tanto che vorrei gridare. Come mai? Premetto che ho 57 anni, ho terrore di volare (anche se ho volato in caso di necessità) ma adoro i viaggi in treno. Anche se il treno è affollato e maleodorante mi piace andare lontano in compagnia di tanta gente. Fin da bambina ho queste sensazioni. Grazie della risposta che mi darà e tanti cari saluti.

L’azione del volare ha un fascino ambivalente basato sul binomio controllo/non-controllo. Volare piace perché ci permette di allontanarci dal mondo e di osservarlo, dandoci la sensazione di possederlo. C’inquieta perchè il distaccarsi dal suolo comporta un sentimento di perdita di controllo e d’impotenza. La stessa azione, dunque, determina controllo e non-controllo. Ed allora? Perchè il rumore di un aereo perso nell’azzurro solleva desideri rimossi? E quali sono? Credo che tu possieda una forte sensibilità, un profondo sentimento noetico. Cioè il desiderio di cogliere le ragioni fondamentali della realtà e della vita. Che senso hanno crescere, assumere il copione dell’adulto, amare, soffrire, morire… Vorresti tanto indagare sul mistero del mondo ma temi di farlo perché intuisci che potresti incontrare il nonsenso, il nulla e preferisci rimanere bloccata in mezzo al guado. Ecco perchè ti piace viaggiare con tanta gente - e con il loro non gradevole profumo. Infatti ciò simboleggia condivisione di un comune, sgradevole, destino. E’ probabile che tu ti sia confrontata fina da bambina con il mistero delle cose, magari stimolata da avvenimenti spiacevoli, come la malattia e la perdita di persone care. Non hai mai avuto il coraggio di aprire la porta proibita.
E’ quello che Nietzsche chiamerebbe il “terrore dell’essere”. A te si addice, dunque, il verso di Carducci. “Meglio oprando, oblìar, senza indagarlo, questo enorme mister dell’universo”. Egli, infatti, afferma: “Quanta verità puà sopportare, quanta verità può osare un uomo?”. Ti ritrovi nella mia analisi? Sono curioso di saperlo ed ansioso di un tuo riscontro. Affettuosamente. Luciano.

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