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Interrogativi sull'amore.

Roberto Gervaso, autore arguto e dissacratore, sostiene che “Solo la morte di uno dei partner rende eterno un amore” e che “L’amore senile comincia con il matrimonio”. Questo perché ogni processo porta in seno la sua dissoluzione: “Perché un amore finisce? Semplicemente perché incominciò!”... Dell’amore si è sempre parlato ma esso resta un mistero. Rimangono indecifrabili, in particolare, tre domande. 1. Cosa è, essenzialmente, l’amore? 2. E’ possibile amarsi in modo disinteressato? 3. Un amore può durare per sempre?

Commenti dei lettori

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  • sabrina

    09 Oct 2008 - 14:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    Gentile Luciano, ricorro a Lei quando ho bisogno di chiarezze dentro di me.
    Sono felicemente fidanzata, da giugno di questo anno che convivo e a giugno dell’anno prossimo mi sposo con un ragazzo che mi ama e che è splendido (G.)
    La mia vita sentimentale è stata per lo più segnata da avventure di pochi giorni, ho avuto più di 50 uomini diversi, solo con l’attuale mi sono “fermata” da 5 anni, le altre storie sono durate se non giorni qualche mese.
    I primi anni di fidanzamento ho tradito pochissime volte G. (una volta l’anno) ma negli ultimi mesi sto riprendendo il mio vecchio stile di vita (discoteche gay e tradimenti a raffica), non riesco a fermarmi è più forte di me, li cerco su internet, li cerco in discoteca, li cerco dappertutto… ho ripreso ma questa volta sono “peggiorata”, sono più sfacciata e diretta, ho il chiodo fisso in testa, devo fare sesso e il solo pensiero mi eccita molto.
    Non è il fare sesso poi che mi piace, è la seduzione, il flirtare, quello che viene prima l’atto.
    Non riesco (ma non ci sono mai riuscita anche prima) ad avere un approccio “normale” con l’altro sesso, seduco sempre, faccio battutine a doppio senso, flirto con tutti e in qualunque luogo.
    Mi sento in colpa di NON sentirmi in colpa nei confronti di G., lui non dubita di me mai, ha estrema fiducia perché io è come se avessi due vite, esistono 2 personalità opposte in me: una S. piena di valori e moralità, che crede nel sacramento del matrimonio e che giudica male i tradimenti, una che invece è spudorata, sfacciata, putt.. (mi scuso per il termine ma è così).
    Solo al pensiero di perdere G. sto male perché lo amo, lo amo sul serio, so che non è credibile ed è contraddittorio con quello che poi faccio, ma quello che faccio è sesso, non lo tradisco davvero. Riesco a separare le due vite per questo non mi sento in colpa, non so se mi spiego.
    Non so perché agisco così, forse riuscendo a scoprire il perché potrei smettere di fare così, forse ricercando le cause nel mio passato riesco a combattere questa mia duplice personalità.
    Mia madre dormiva con me nel mio lettino fino a quando avevo 11 anni, i miei si sono separati quando ero adolescente; mia madre ha confessato che si è sposata con mio padre perché costretta e che quindi non lo ha mai amato, a finto per 18 anni e nessuno si è mai accorto. Io sono rimasta con mio padre perché c’era mio fratello e i miei zii ai quali sono molto legata. Con mio padre ho avuto un rapporto conflittuale, lui non sembra che abbia molta stima in me e io negli ultimi anni sto cercando di sedurlo, nel senso che faccio le cose che so che a lui piacciono e denigro mio fratello, per es. sto organizzando il matrimonio come so che a lui piace.
    Da piccolina però facevo strani giochi con le bambole: le picchiavo, le maltrattavo, facevo la mamma severa (mia madre non mi ha mai o quasi mai picchiato), e poi prima di andare a letto controllavo se effettivamente era chiusa la porta di casa perché avevo paura che i miei genitori mandassero un killer per uccidermi. A volte mi vengono strane idee in testa: non è che questo comportamento è causato da un abuso sessuale di cui io nn ricordo?
    Ho bisogno di un aiuto, sto pensando a una psicoterapia (che però costa!) intanto se può aiutarmi a capire di più il perché di tutto questo le sono grata. Lei mi da sempre ottimi spunti su cui riflettere.
    Le racconto anche un sogno che secondo me c’entra con tutto questo: ho sognato che io e G. trovavamo una gatta con il pelo rosso morta, io piangevo perché mi faceva pena (odio i gatti e non penso che vederlo uno morto mi possa fare pena, anche se è strano che li odio essendo per eccellenza simbolo della femminilità). G. ad un certo punto vuole metterla in un sacchetto per buttarla via, io urlo perché voglio chiamare un veterinario per vedere se è davvero morta, a questo punto infatti la gatta inizia a miagolare forte e dimenarsi, in un modo molto aggressivo, io da una parte mi spavento (è infatti questo il lato odioso dei gatti, mi fanno paura perché sono imprevedibili e aggressivi) ma dall’altra sono felice che non sia morta. La gatta sono io vero?
    La ringrazio di cuore e mi scusi per la lunghezza della lettera!
    S. 30 anni

  • Profilo di costanza

    costanza

    05 Dec 2008 - 19:25 - #2
    0 punti
    Up Down

    Caro Luciano.
    E’ bello leggere la tua rubrica. Scopro ogni volta parole piene di delicatezza e serena lucidità… Merce rara di questi tempi!!
    Provo a scriverti anch’io. Mi serve un consiglio distaccato su un comportamente che altrimenti mi è impossibile interpretare perché riguarda un uomo che mi interessa molto e di fronte al quale non riesco ad essere oggettiva.
    Ho imparato a conoscerlo nel corso di frequentazioni lavorative. E’ una persona molto “delicata”, nei pensieri e nei modi. Ha fama di gran don giovanni perché si predispone sempre molto all’ammiccamento e al flirt (almeno a parole) ma nel corso della nostra amicizia quello che ho potuto riscontrare era in realtà un estremo atteggiamento di difesa nei confronti delle donne. Arrivava ad ignorare completamente ragazze ree di esserglisi proposte scherzosamente come fidanzate. Sembrava essere colto da terrore. Arrivava al punto di evitare di passare davanti ai loro uffici con giri rocamboleschi e tutto solo per scherzosi ammiccamenti che comunque aveva messo lui in moto!
    Vengo al punto. Immagino che abbia fatto lo stesso anche con me anche se, dato il minimo rapporto di confidenza che si era creato, ha elaborato una sottile variante sul solito tema.
    Dopo essersi accorto che la nostra amicizia avrebbe potuto lentamente deviare su qualcosa di diverso o dopo semplicemente aver intuito che potevo provare un interesse per lui (non che abbia fatto nulla … ma credo abbia le antenne ben tese per certi argomenti!) ha cominciato ad evitarmi come da copione. Ciò che mi lascia allibita è quello che è successo dopo. Passando alla chetichella davanti alla mia porta (come già gli avevo visto fare con le colleghe di cui sopra) per raggiungere uno dei responsabili, ha intuito che stessi per uscire ed ha tentato la fuga (so che è ridicolo… ma ti assicuro che lo ha fatto) cercando di entrare in una terza porta che purtroppo per lui è una sorta di sgabuzzino. Quindi gli è toccato ricomporsi e salutarmi. Mi ha chiesto allora informazioni sul mio responsabile ma lo ha fatto in una sorta di stato di trance e mentre mi domandava informazioni di lavoro ha cominciato ad accarezzarmi i capelli lungamente apparentemente senza accorgersene.
    Per indicargli dove fosse andata la persona di cui mi stava chiedendo, ci siamo spostati verso un corridoio e lui mi ha accompagnata cingendomi la vita (non abbiamo tutta questa confidenza e la cosa mi ha stupito). Improvvisamente si è come reso conto di quello che stava facendo e mi ha allontanata bruscamente dicendomi che era tanto stanco e che doveva scappare.
    Si è allontanato di corsa (nella direzione opposta a quella che gli avevo indicato… ma forse c’era un motivo che mi sfugge) e giunto in fondo al corridoio si è girato con dolcezza dicendo “Magari tra un po’ mi calmo però” e se ne è andato.
    Qualche giorno dopo è passato di nuovo per caso dalle mie parti e si è fermato. Mi ha fatto un lungo discorso sul fatto che lui è molto stanco e non ha tempo per nulla (sottolineando più volte nulla) e che nella sua vita non c’è posto per altro che non fosse il lavoro. Mi sono sentita, dati toni e dalle parole scelte, come se un fidanzato o comunque qualcuno con cui avessi avuto una qualche forma di storia, mi stesse lasciando … e infatti nei giorni a seguire ha preso di nuovo ad ignorarmi ed evitarmi.
    Ora,passato un mesetto da allora, si avvicina con battute ammiccanti e si allontana come gli ho visto fare milioni di volte con decine di donne.
    Ti chiedo questo. E’ possibile secondo te riavvicinarmi e riprendere la vecchia amicizia (che un po’ mi manca…) o devo arrendermi all’idea di essere stata definitivamente allontanata? Il mio è un desiderio egoistico, nel mio posto di lavoro sono veramente poche le persone che stimo “buone” e il mio intento è quello di tenerle vicine (prescindendo dalla tipologia di rapporto). Penso davvero che sia una brava persona.
    Ti ringrazio per la tua attenzione e ti mando un saluto affettuoso e pieno di stima. Costanza.

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