Mio figlio non disegna.

Buongiorno, mi chiamo .... e sono mamma di ...., che compirà 4 anni a dicembre. Ho trovato il suo indirizzo e-mail cercando nella rete, alla ricerca di qulache elemento per capire il problema (?) del mio bambino. Francesco non disegna, non ne vuole sapere. Me ne ero ovviamente resa conto, ma credevo fosse semplicemente disinteressato all'argomento, ed interessato ad altro (ama fare le costruzioni, i puzzle, farsi leggere libri, giocare con vari giochi), lo sviluppo del linguaggio mi pare buono, per cui ritenevo che non fosse il momento "suo" per il disegno, e che la cosa sarebbe arrivata con il tempo. Le maestre della scuola dell'infanzia me l'hanno invece posto come un problema e su loro consiglio abbiamo fatto una visita presso una struttura convenzionata con una neuropsichiatra infantile. La visita (avvenuta a luglio) mi ha tranquillizzato perchè la dottoressa che l'ha visto non ha riscontrato problemi nello sviluppo cognitivo del bambino, ha dato parecchia importanza (in positivo) al fatto che partecipasse a giochi simbolici (hanno fatto finta di preparare la pappa, apparecchiare e mangiare), hanno provato a disegnare assieme, e Francesco lungi dall'aver raffigurato qualcosa, ma ha comunque tracciato alcune linee nel foglio, alla fine la dottoressa ha detto che il bambino va soltanto stimolato per farlo interessare al disegno. Io a casa ho provato in vari modi (cercando di non essere stressante e troppo insistente), ma non sono mai riuscita a sfondare la cortina del suo rifiuto. Ora con il nuovo anno scolastico, le maestre sono entrambe cambiate, ma mi hanno già sottolineato nuovamente il problema. Sono adesso abbastanza scoraggiata, non capisco cosa lo blocchi e se questo sia indice di un malessere interiore del mio bimbo. Quando cerco di cogliere il suo interesse per fare qualche disegno noto che lui è come timoroso di non fare bene (dice ho fatto un pasticcio, ho fatto uno scarabocchio) e vuole la quasi totalità delle volte che sia io a fare il disegno al posto suo. Mi dice - fai la macchina, fai mamma papà e chicco e via così con le più svariate richieste. Io ho provato ad iniziare io i disegni per assecondarlo, chiedendo poi la sua collaborazione per finirli, ma non funziona... tante volte fa giusto una linea quasi per assecondarmi nelle richieste e poi dice ecco fatto, e prende altri giochi. Io cerco di dargli fiducia lodandolo quando fa qualcosa con penne & matite... ma niente! l'anno scorso se faceva qualcosa erano prevalentemente puntini, adesso fa anche linee e cerchi concentrici (uno dentro l'altro senza staccare la penna). Non è mai andato tuttavia oltre questo. Le sarei davvero grata se potesse darmi una sua opinione, ritiene che dovrei in ogni caso fissare un nuovo appuntamento dal neuropsichiatra anche se alla prima visita mi era stato detto tutto ok?

Potrebbe essere semplicemente una questione ansiosa, legata ad una particolare ansia da prestazione. Probabilmente il compito del disegnare è apparso ai suoi occhi come un test di capacità-incapacità, qualcosa che può comunque provocare la valutazione negativa delle insegnanti e che viene quindi associato ad altre “incapacità” problematiche che il bambino può aver registrato come fattori ansiogeni nella sua evoluzione. Oppure, può trattarsi di una difesa dei suoi spazi ludici, dal momento che il disegno, in quanto attività espressiva, è considerato dai bambini appartenente alla sfera della libertà assoluta, organizzata in difesa dalle richieste degli adulti. Bisogna, in ogni caso, depolarizzare la pressione delle richieste. Smettere di riporre una particolare attenzione sul problema, eluderlo, nel caso riderci sopra, lasciando esprimere il bambino nei modi che lui preferisce. Cordialmente. Luciano.

Riscontro:

La ringrazio molto, per avermi dato ascolto, ed in tempi così stretti. Grazie di cuore. Sa, io di solito sono una persona molto razionale ed affronto i problemi in modo quasi distaccato, analizzandoli per arrivare alla soluzione migliore, senza troppo coinvolgermi, di qualunque cosa si tratti. Se c’è di mezzo mio figlio invece tutto questo castello cade e il mio cuore sanguina (scusi l’espressione colorita!). Grazie ancora.

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Pubblicato il 22 ottobre 2006 in: Analisi del Disegno Infantile

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