Segui solo te stessa!

Carissimo sign.Verdone, Sto vivendo un periodo abbastanza particolare sotto molti aspetti dal campo sentimentale a quello di realizzazione e comprensione personale.Innanzitutto io sono una ragazza di 24 anni ma non ho ancora capito o trovato un senso alla mia vita,forse perchè cerco necessariamente di darglielo.Benchè mi appassionino e mi piacciano molte cose...non sono ancora riuscita a capire qual'è la mia passione e/o a cercare di approfondire qualsiasi cosa,spazio sempre da una cosa all'altra senza mai poi aver una competenza specifica.Mi sono diplomata 6 anni fa come ragioniere programmatore solo perchè non sapevo che fare(una delle cose che mi succede spesso) e perchè mio padre voleva che diventassi ragioniera,mentre io benchè non sapevo che fare avrei seguito i passi di mia sorella e mi sarei iscritta all'Artistico.Ora dopo aver fatto tra i più diversi e diparati lavori:barrista,cameriera,hostess,volantinaggio,sfilate,indossatrice,animatrice di balli di gruppo,comparsa in un film,e infine il tirocigno di 3 anni sottopagato presso uno studio commerciale stanca di fare quel lavoro a quelle condizioni sono andata a fare la stagine estiva fuori sempre come cameriera con l'intento di iscrivermi all'università nel campo informatico anche se poi per quest'anno no ci sono riuscita.Il punto è che riesco abbastanza bene in "tutto" quello che provo a fare ma voglio capire qual'è la cosa che mi piacerebbe, in cui io identificassi me stessa e mi impegnassi a fondo sentendomi innanzitutto personalmete realizzata.Quando ero alle superiori ero una patita di manga e cartoni animati, era talmente tale la voglia di riprodurre quei personaggi dalle fantastice storie che mi facevano sognare e ritrovare in loro i miei sentimenti alle volte repressi e sofferti,per via della mia situazione familiare che purtroppo ha avuto dei trascorsi spiacevoli come succede a molti,che riuscivo a riprodurli.Infatti l'unico pensiero di una cosa che potevo fare quando mi sono diplomata era : vorrei provare a fare fumetto,ma per via di una situazione economica non gradevole non mi sono mai potuta iscrivere.Ora ho anche pensato di farlo, ma dentro di me non sono convinta,man mano che è passato il tempo è svanita un po' quell'interessamento a quel campo,non riesco a capire se è quello che veramente voglio fare.Non so' davvero cosa fare,adesso sono ferma cosa che mi manda acora di più in crisi,non mi piace star così senza far niente,preferirei lavorare,ma devo decidermi,perchè non posso sempre passare da un lavoro a un'altro non capendo quello che voglio fare e senza iniziare a farlo.Avevo pensato di iscrivermi ad informatica perchè lo ritenevo un campo importante per il progresso tecnologico che stiamo affrontando e perchè ho pensato mi potrebbe permettere allo stesso tempo di "creare",inventare anzichè fare qualcosa di ripetitivo.Cerco sempre e leggo i migliori libri di saggistica quali: Gibran,Herman Hesse,coelho,seneca,kipling etc..e anche alcuni di psicologia,sperando di migliorarmi,di arrivare alla mia interiorità,di capirmi,e di vivere meglio e bene sopratutto con me stessa,ma il mio umore spratutto in questo periodo è molto altalenante.Non so forse sto dicendo un sacco di cose inutili.Le sole cose che conosco bene di me sono: la mia insicurezza,la mia ipersensibilità che mi crea abb problemi nei rapporti intensi e duraturi(benchè sia abbastanza ricercata da amici e conoscenti),la mia poca stima,la mia indecisione e il mio non saper riconscere le mie esigenze(infatti nella maggior parte delle mie decisioni riconosco che sono spinta da fattori esterni:un amico che ha bisogno di me,il non voler deludere,i consigli di amici e/o parenti),l'impazienza,l'essere troppo sognatrice.Io vorrei imparare a non fare più tutto cio che ovviamente faccio inconapevolmente, ma come si fa???Dovrei sbagliare per capire...ma ho sempre paura di fare la cosa sbagliata e poi mi faccio prendere dal panico che è già tardi, se sbagliassi quanto tempo ci metterei prima di poter iniziare a fare quello che sento?

Dalla tua lettera si rileva un duplice conflitto, in un intreccio molto complesso. Primo conlitto: tra mete desiderate (accademia belle arti, fumetto) e mete convenienti, cioè con ricaduta occupazionale più probabile (informatica). Tale conflitto è mascherato però sotto un’altra ambivalenza: pendolarità tra principi normativi (l’attitudine a seguire i consigli e, in particolare, il modello paterno che ti spinge verso ragioneria ed informatica) e pulsioni spontanee (l’immagine della sorella che ti porta verso l’arte). Sul piano della logica psicologica, potrei consigliarti di seguire la parte profonda ed autentica di te (l’arte). A meno che tale aspirazione non è fittizia, costruita in modo compensatorio, per controdipendenza, per contrastare l’invadenza paterna. Allora ti dico: scegli di scegliere. Scegli di sbagliare. Nessuno può comprendere se stesso se non mettendosi in gioco ed accettando il rischio. Non sempre lo strato profondo della nostra vita è comprensibile all’inizio, per illuminazione. Spesso occorre compiere tutto un percorso vitale e, magari, una serie di errori. “Vivere è scegliere e scegliere è rinunciare” (Heidegger). Ricorda che “decidere” viene dal latino “decedo” che significa “taglio”. Alla fin fine, non è nemmeno ciò che hai compreso ad essere determinante nella scelta ma la tua volontà, cioè la disponibilità al rischio. Io, comunque, al tuo posto, scegliereio di seguire - come tu stessa affermi - solo me stesso e le mie inclinazioni. Luciano.

Riscontro:

Carissimo Sign.Verdone,
la ringrazio davvero moltissimo per la sua risposta e le dico che uno dei miei timori e proprio quello che sottolineava lei di poter scegliere l’arte per una mia forma di controdipendenza…in tutto quello che ha scritto è riuscito a centrare a pieno e a dare più chiarezza al perchè vivo questo conflitto,ho riflettuto molto sulle sue parole.Grazie di cuore.
lei ad esempio come ha fatto a capire quello che le piaceva fare? come fà ad avere tutte queste risposte che noi altri ci affanniamo ma non riusciamo a trovare?sicuramente lei dovrà essere una persona estremamente altruista e sensibile per prestarsi così a tutte queste persone (compresa me ) che le si rivolgono alle volte in maniera disperata.E’ bello comunque sapere che c’è gente come lei che dona aiuto alle menti psicologicamente fragili e/o che cercano delle risposte su se stessi.non si preoccupi di rispondere a questa mia e.mail ci tenevo a ringraziarla e a dirle queste cose non semplicemente per elogiarla ma perchè le penso.grazie ancora la saluto ….farò qualche test del suo sito..chissà :P
a proposito ci tenevo a mandarle un mio disegno in allegato…glielo mando se non lo gradisce lo cancelli pure.:)

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di colombo

    colombo

    09 Oct 2009 - 13:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    secondo me è necessario suddividere il problema in due piu’ semplici:
    1) fare qualche cosa che ci realizza
    2) trovare un modo per camparsi.
    Normalmente le due cose non sono combinabili per cui bisogna condurre quasi una doppia vita, in generale nessuno ti paga per fare quello che ti piace.
    Cio premesso come diceva …
    Se non sei disposto a rischiare qualche cosa per le tue idee o le tue idee valgono poco o tu vali poco.
    ma come rispondeva un vecchio saggio:
    spesso è meglio rimanere con un sano dubbio .
    Non ti illudere ,Coelho ed altri non ti illumineranno, loro scrivono tanto solo per cercare conferme e per campare , ma non fanno altro che spostare il problemi esistenziali su livelli differenti. In ogni caso la vita va’ vissuta cantando , anche quando si marcia a piedi se si canta si marcia meglio.
    COLOMBO8 Amedeo

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!

Le categorie della guida

Ultimi interventi

Vedi tutti