Dalla tua lettera si rileva un duplice conflitto, in un intreccio molto complesso. Primo conlitto: tra mete desiderate (accademia belle arti, fumetto) e mete convenienti, cioè con ricaduta occupazionale più probabile (informatica). Tale conflitto è mascherato però sotto un’altra ambivalenza: pendolarità tra principi normativi (l’attitudine a seguire i consigli e, in particolare, il modello paterno che ti spinge verso ragioneria ed informatica) e pulsioni spontanee (l’immagine della sorella che ti porta verso l’arte). Sul piano della logica psicologica, potrei consigliarti di seguire la parte profonda ed autentica di te (l’arte). A meno che tale aspirazione non è fittizia, costruita in modo compensatorio, per controdipendenza, per contrastare l’invadenza paterna. Allora ti dico: scegli di scegliere. Scegli di sbagliare. Nessuno può comprendere se stesso se non mettendosi in gioco ed accettando il rischio. Non sempre lo strato profondo della nostra vita è comprensibile all’inizio, per illuminazione. Spesso occorre compiere tutto un percorso vitale e, magari, una serie di errori. “Vivere è scegliere e scegliere è rinunciare” (Heidegger). Ricorda che “decidere” viene dal latino “decedo” che significa “taglio”. Alla fin fine, non è nemmeno ciò che hai compreso ad essere determinante nella scelta ma la tua volontà, cioè la disponibilità al rischio. Io, comunque, al tuo posto, scegliereio di seguire - come tu stessa affermi - solo me stesso e le mie inclinazioni. Luciano.
Riscontro:
Carissimo Sign.Verdone,
la ringrazio davvero moltissimo per la sua risposta e le dico che uno dei miei timori e proprio quello che sottolineava lei di poter scegliere l’arte per una mia forma di controdipendenza…in tutto quello che ha scritto è riuscito a centrare a pieno e a dare più chiarezza al perchè vivo questo conflitto,ho riflettuto molto sulle sue parole.Grazie di cuore.
lei ad esempio come ha fatto a capire quello che le piaceva fare? come fà ad avere tutte queste risposte che noi altri ci affanniamo ma non riusciamo a trovare?sicuramente lei dovrà essere una persona estremamente altruista e sensibile per prestarsi così a tutte queste persone (compresa me ) che le si rivolgono alle volte in maniera disperata.E’ bello comunque sapere che c’è gente come lei che dona aiuto alle menti psicologicamente fragili e/o che cercano delle risposte su se stessi.non si preoccupi di rispondere a questa mia e.mail ci tenevo a ringraziarla e a dirle queste cose non semplicemente per elogiarla ma perchè le penso.grazie ancora la saluto ….farò qualche test del suo sito..chissà :P
a proposito ci tenevo a mandarle un mio disegno in allegato…glielo mando se non lo gradisce lo cancelli pure.:)

Grafologia e Test









colombo
09 Oct 2009 - 13:02 - #1secondo me è necessario suddividere il problema in due piu’ semplici:
1) fare qualche cosa che ci realizza
2) trovare un modo per camparsi.
Normalmente le due cose non sono combinabili per cui bisogna condurre quasi una doppia vita, in generale nessuno ti paga per fare quello che ti piace.
Cio premesso come diceva …
Se non sei disposto a rischiare qualche cosa per le tue idee o le tue idee valgono poco o tu vali poco.
ma come rispondeva un vecchio saggio:
spesso è meglio rimanere con un sano dubbio .
Non ti illudere ,Coelho ed altri non ti illumineranno, loro scrivono tanto solo per cercare conferme e per campare , ma non fanno altro che spostare il problemi esistenziali su livelli differenti. In ogni caso la vita va’ vissuta cantando , anche quando si marcia a piedi se si canta si marcia meglio.
COLOMBO8 Amedeo