Paura di mangiare fuori casa.

Ciao ho letto le problematiche dei due ragazzi e devo dire che mi ci ritrovo anche io anche se in maniera leggermente minore..volevo proporre se era possibile di andare a mangiare un giorno tutti e tre insieme in modo da farci coraggio a vicenda e magari sbloccarsi anche nelle occasioni future con altri. Una sorta di riunione che poi potremmo portare a nostro vantaggio, se leggete e siete interessati potete scrivermi alla mia email: andreakkv@hotmail.com ciao

Sono una ragazza di 21 anni con tanti sogni e probabilmente anche tanta fortuna visto che la vita mi ha offerto quasi tutti i mezzi per realizzarli. Dico quasi tutti e non tutti perché purtroppo e con mio grande dolore ho un problema che mi assilla da quando sono piccola e che in questo periodo più che mai mi condiziona enormemente. Ho la fobia di mangiare fuori casa, in ristoranti, mense, in posti come MC donald ecc., con persone diverse dai miei familiari. Se mi trovo in situazioni in cui mi è impossibile non mangiare fuori,(anche se in tutta onestà non ho nego di cercare costantemente di evitare inviti a cena o pranzi per cerimonie, pizzate, ecc.) puntualmente lo stomaco mi si chiude, perdo l’appetito e se mangio, purtroppo vomito tutto quello che ho ingerito. Vorrei precisare che a mio avviso, e anche secondo il parere degli specialisti che ho consultato, il mio non è un problema alimentare bensì “sociale” dato che con il cibo ho un buon rapporto, mangiando con gusto praticamente tutti gli alimenti.
Nell’arco della mia vita, ma soprattutto a partire dal liceo e arrivando fino a oggi, negli anni dell’università, ho cercato costantemente di evitare il più possibile situazioni che mi costringessero ad affrontare questo grande disagio, per non stare male ancora di più e soprattutto per non essere “scoperta”, limitandomi a mangiare a casa o ad andare a mangiare fuori solo con persone con cui mi sentivo a disagio e/o a cui sono riuscita a confidare il mio problema-segreto, quali i miei familiari o poche amiche di vecchia data. a causa di questo problema ho sofferto anche di depressione Infatti più gli anni passavano più io mi sentivo nferiore, “mancante”, sfortunata, limitata immensamente poiché gli altri facevano tante cose che io non riuscivo a fare. e a tutto questo si univano sensi di colpa perchè sentivo di condizionare anche le persone ceh mi volevano bene. Il non poter mangiare fuori implica rinunciare anche a tante altre cose come una cena romantica col tuo ragazzo per l’anniversario del 1 anno, la gita con i compagni di classe, le vacanze con gli amici, un week-end fuori casa… Ho sofferto e soffro ancora molto perché tutte queste sono cose, che sono esperienze normali nella vita, mi attraggono e mi spaventano allo stesso tempo! Mi rendo conto che il mio problema è molto complesso e per certi versi anche tecnico: non riuscirei a scrivere qui tutte le sensazioni negative che ho provato le volte che ho mangiato fuori, tutti gli aspetti particolari di ogni tentativo fallito, il perchè con i miei coetanei soprattutto maschi ho più disagio che con altre persone di età molto diversa dalla mia, la natura dei rapporti e dei legami che ho con diverse persone, la mia famiglia, gli amici, il ragazzo… nonché avvenimenti particolari della mia infanzia… Perciò non mi aspetto una soluzione ma solo un piccolo aiuto che mi permetta di comprendere meglio se la mia è una malattia e soprattutto se è curabile. Grazie davvero.

 La guida risponde:

Per comprendere la tua fobìa è utile che tu compia un viaggio mentale nel primo anno di vita, la cosiddetta “Fase orale”, nella quale domina l’”atteggiamento incorporatorio” (il bambino si percepisce come uno che mangia) ed è fondamentale il binomio “cibo-madre”: le due cose sono praticamente associate. Diciamo che una parte di te è rimasta fissata a questa associazione. Rifiutando il cibo fuori casa tu continui a scegliere inconsciamente come unico mondo la figura materna. Perché? Ti difendi dalla novità confermando equilibri rivelatisi rassicuranti. Ti difendi dalla crescita e forse anche, implicitamente, dalla crescita sessuale associata all’atto incorporatorio. Può darsi che questo meccanismo si sia innescato nel momento in cui hai fatto ingresso nella realtà sociale attraverso la scuola d’infanzia, avvenimento, questo, lacerante e traumatico per molti, specie se effettuato quando il bambino non ha la dovuta maturità psico-fisica. Hai scritto tu stessa, infatti: “Con i miei coetanei soprattutto maschi ho più disagio che con altre persone di età molto diversa dalla mia”. Il distacco dalle figure parentali deve essere stato terribile e ti ha portato a rinforzare sicurezze della prima infanzia. Torna con la mente a quei momenti, chiedi notizie ai tuoi circa il comportamento manifestato nei primi giorni della scuola d’infanzia. Dammi conferma. Con affetto. Luciano.

Conferma della scrivente Prima di tutto grazie mille per la risposta: questo è il primo discorso fatto da un esperto di questi problemi in cui mi riconosco veramente! Ci sono tanti elementi che non solo mi hanno fatto riflettere ma in un certo senso anche sorridere perché nel leggerle pensavo: sì, sono io! è la mia situazione! E forse sono felice perché il primo dei tantissimi passi per riuscire a “sbloccarmi” da questo problema è sempre stato per me il capirne i motivi, l’origine nascosta …

Secondo intervento sull’argomento
Sono un ragazzo di 18 anni e ho un problema molto simile (se non identico)con quello della ragazza che ho copiato sopra…con l’aggiunta che anche con lo stomaco pieno con una piccola emozione o qualcosa del genere ho quel sintomo di vomito….questo mi causa appunto parecchi disagi oltre a crearmi dei complessi pensando al futuro con una ragazza ecc… Non mi sono mai rivolto a specialisti…quindi volevo sapere come devo agire su questo sintomo per cercare di eliminarlo o almeno di arginarlo…

Terzo intervento sull’argomento

Ciao ho letto le problematiche dei due ragazzi e devo dire che mi ci ritrovo anche io anche se in maniera leggermente minore..volevo proporre se era possibile di andare a mangiare un giorno tutti e tre insieme in modo da farci coraggio a vicenda e magari sbloccarsi anche nelle occasioni future con altri. Una sorta di riunione che poi potremmo portare a nostro vantaggio, se leggete e siete interessati potete scrivermi alla mia email: andreakkv@hotmail.com ciao
Andrea.

La guida risponde
Credo che tu possa adottare queste direttrici comportamentali. 1. Accettazione e relativizzazione.
Ammetti ttranquillamente di posedere questo problema. Distinguilo da te stesso con un atto di autotrascendenza: tu non sei un problema ma hai un problema; tu non sei solo questo ma hai tante altre qualità e possibilità. 2. Alteroinvestimento.
Proiettati sugli altri, sulle loro ansie e sentimenti. Vivendo negli altri finisci per depolarizzarti da te. Anzi lo stimolo ansiogeno viene sublimato in energia positiva. 3. Dipendenza positiva.
Prova a creare delle associazioni mentali fra cibo e musiche gradevoli, paesaggi ameni, profumi deliziosi, belle ragazze. In fondo, ogni ragazza può essere paragonata ad una brevanda o ad un cibo. 4. Dereflessione ed intenzione paradossa.
Quando il sintomo ansioso diventa forte, prova a riderci sopra di cuore (dereflessione) ed a portalo mentalmente all’estremo, fino alla nausea peggiore (intenzione paradossa). Se riesci ad affrontare mentalmente il massimo sarai meglio capace di gestire il minimo che la realtà di presenta. Affettuosamente. Luciano.

 

 

 

 

 

Commenti dei lettori

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  • de

    08 Oct 2008 - 20:33 - #1
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    Salve a tutti…ho letto i precedenti discorsi..è incredibile come mi rispecchi molto in quello che si è scritto..putroppo succede anche a me…mi sto impedendo di vivere felicemente tutte le occasioni che si presentano..a pranzo e cena devo declinare qualsiasi tipo di invito,facendo quasi sempre cattiva figura, perchè mi succede che mi si blocca lo stomaco..vado in panico..non riesco completamente a mangiare ma ciò che è più brutto è che una strana sensazione di nausea e vomito mi sale addosso…e potete capire cosa significa..io a 20 anni mi sto privando di molte cose…prima credevo che fosse una questione di alimentazione…ora mi accorgo ahimè che è solo un fatto psicologico..che nn so come superare..sto bene solo quando pranzo o ceno a casa mia..ragazzi sta diventando tutto un incubo..aiutatemi voi…

  • lolasi

    28 Dec 2008 - 18:14 - #2
    0 punti
    Up Down

    ciao! Anch’io ho questo problema! Sono in parte rassicurata dal fatto di non essere la sola…ma allo stesso tempo…sono triste perchè…dopo tanti tentativi…mi ritrovo ad essere quasi 30enne e di non averlo risolto….facendo nascere altri problemi…
    Comunque faccio tesoro delle parole di Luciano…e non mi dispiacerebbe mettermi in contatto con voi che ne soffrite…o che magari l’avete ormai superato! Grazie

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