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Ascolta la tua collera. Ha tanto da insegnarti.

Buongiorno. Mi chiamo... , ho 28 anni e sono di .... Perdoni il disturbo ma ho avuto modo di leggere un suo commento sul concetto di rabbia e paura (collera). Le sue parole hanno risvegliato un mondo emozionale che fa parte di me oramai da anni e dal quale, ahimè pur quanto affievolisca sempre meno, non riesco proprio ad uscirne. Non so più come affrontarlo. Da solo so di non farcela. Pertanto le chiedevo il suo aiuto...

Caro Sebastiano,
non conosco gli operatori sanitari della tua zona. Credo, tuttavia, che il tuo caso non comporti l’intervento del medico. Devi piuttosto compiere un’autoanalisi per comprendere da dove deriva la tua collera.
- Occorre prendere coscienza che la collera ricorrente denuncia un problema nella vita emotiva. In genere c’è sempre un fattore comune a tutte le esplosioni di rabbia che va scoperto. La collera, infatti, è sempre un “sentimento secondario”. Deriva sempre da un’altra emozione considerata “primaria”.
- Qualche consiglio:
1. Dopo ogni episodio di collera dovremmo esercitarci a risalire la catena delle cause. Domandarci perchè ci siamo alterati. Noteremo che spesso la causa prima è il desiderio di considerazione sociale. Il nostro risentimento, infatti, deriva per un terzo dall’orgoglio ferito, per un terzo dalla sensibilità eccessiva, per un terzo dal sospetto. E’ già molto prenderne atto.
2. Quando una persona è arrabbiata diventa incapace di ascoltare e di comunicare. Può lasciarsi anadare ad affermazioni e comportamenti offensivi che offrono al suo aggressore il vantaggio di trasformarsi in vittima, per cui alla fine accade che è l’offeso ha il dovere di chiedere scusa.
3. Quando ci accorgiamo di essere in preda all’ira, conviene rimandare la discussione con espressioni del tipo: “Ne riparleremo quando ci siamo calmati”. La “pausa artificiale” ci aiuterà a ruistabilire la calma.
4. Inoltre, quando ci rendiamo conto che la marea emotiva sta montando, inspiriamo profondamente, rilassiamo i muscoli del petto, abbassiamo il tono della voce, avvertiamo i nostri interlocutori che la situazione esaminata ci rende nervosi.
5. Se poi riusciamo a ridere, ad espriemere una battuta scherzosa, abbiamo vinto. Nulla è più efficace dell’unorismo sdrammatizzante, consapevole dei limiti nostri ed altrui.

- Per mapprofondire l’argomento, ti consiglio dei librettini, piccoli ma efficaci, in cui scoprirai esercizi utili per combattere la collera:
- Marie Borrel, “Per liberarsi dalla rabbia”, Eco-Armenia, Milano, E. 3,90 (Collana Idee, pp. 94).
- Luciano Verdone, “I linguaggi del cuore”, Paoline, Milano, E. 3,10 (Collana “Note di Psicologia”, pp. 37).

Affettuosamente,
Luciano.

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