Nella relazione di gruppo, noi abbiamo il grande vantaggio di sentirci al sicuro, potendo raccontare, attraverso la confidenza tra amici, i nostri problemi ed in qualche modo liberarcene. In tal modo, la comunicazione amicale è come una grande piscina al coperto in cui veniamo purificati, sciacquati, di piccole e grandi angosce. Ma tale lavaggio lascia le sue tracce, soprattutto le confidenze di tipo affettivo- sessuale (capelli nell’acqua) ci fanno sentire poi ignudi, indifesi, privi di una identità sociale nascosta e protettiva (pavimento sporco, assenza di ciabatte). Ecco dunque il punto. Se, da una parte, la confidenza di gruppo può svolgere un importante ruolo armonizzatore, dall’altro però ci fissa, agli occhi degli altri, in stereotipi negativi, dal momento che spesso ci lasciamo andare nelle confidenze, per cui ci è difficile riassumere un’identità forte, alternativa, nuova, quando ci siamo liberati dai problemi (difficoltà a cambiarsi negli spogliatoi). Che ne dici? Luciano.
Conferma:
Ritengo che l’interpetazione sia adatta al mio modo di vedere me stessa in rapporto agli altri,poichè penso sempre di venire giudicata e bollata anche dai pochi amici che ho.vivo le relazioni con grande angoscia creandomi un sacco di paranoie.forse il sogno è dovuto a tutto ciò. grazie ancora.

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