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"Se sono rose, sfio...riranno".

Caro Luciano. Vorrei mi aiutassi a capire il significato di un paio di sogni, entrambi di questa notte. Non ricordo molto in realtà, mi è rimasta però una forte sensazione di ansia. Nel primo ritrovavo la mia amichetta del cuore della pubertà. La rivedevo nel suo fisico di undicenne vestita da ballerina classica (attività che nella realtà effettivamente in quegli anni praticava con successo). Aveva i capelli raccolti e non la scorgevo mai completamente, ma sempre di spalle o di tre quarti. Quattro giovani balordi la drogavano e se la portavano via stordita per abusarne e io assistevo senza poter far nulla. Nel sogno quella era una cosa che accadeva più volte ma nessuno ci credeva. In uno di questi "rapimenti" riuscivo a seguirli insieme ad un altro ragazzino che pur vedendo che se la portavano via priva di sensi non era completamente convinto che stesse accadendo quello che denunciavo. Alla terza volta decido di chiamare la polizia ma mi viene buttata giù la comunicazione dicendomi che mi avrebbero richiamata loro. Io rimango in attesa ma nel frattempo i balordi si portano di nuovo via la mia amica e più dico a tutti che bisogna difenderla meno vengo creduta. Penso che forse hanno ragione, dopotutto io nel sogno vedo solo che la portano via e non che le fanno effettivamente del male. Mi ritrovo nel retro di un'auto che mi porta via, alzo gli occhi e al primo piano di una costruzione (sembrava una di quelle strutture da saloon in legno che si vedono nei film western) vedo uno di quei giovani che abusa di lei svenuta schiacciandola contro la finestra. Urlo e penso a tutto il male che si porterà dentro per tutta la vita e a quel punto mi sveglio... In tempo per riaddormentarmi e sognare il mio attuale capo a lavoro che mi dice (dopo avermi innervosita attribuendomi pensieri e considerazioni che non mi sono propri): "Tu sei arrabbiata con tutto il mondo, ammettilo". Secondo te che significato ha tutto ciò? Ti ringrazio e ti saluto affettuosamente.

Stai riconsiderando il senso della tua identità femminile, il valore da attribuire ai linguaggi seduttivi, l’amara verità nascosta dietro le relazioni fra i sessi. Il succo dei due sogni è che, per usare metafore, la farfalla che si avvicina troppo alla fiamma della candela, rimane, prima o poi, con le ali bruciate. E che, realtà incantevoli come la bellezza psico-fisica di un’adolescente, si svaporano nello spazio di pochi mesi. Perchè le cose sono belle soprattutto all’inizio, nella fase dell’idealizzazione, nello “status nascens”. In concreto, ogni ragazza, nel momento in cui cresce e si apre all’altro sesso, prende coscienza del fascino racchiuso nella propria immagine corporea e, lo voglia o no, finisce per esibirla con compiacenza e candida innocenza (l’amichetta undicenne ballerina che volteggia). Nell’età puberale, però, una ragazza ignora quali rischi comporti il gioco comunicativo dei linguaggi fisici (”Aveva i capelli raccolti e non la scorgevo mai completamente, ma sempre di spalle o di tre quarti”: i capelli raccolti evocano il controllo iniziale ed il fascino dell’integrità della fanciulla appena pubere; invece, il non poter vedere l’amica nel volto rimanda ad una identità indefinita dell’adolescente). E’ evidente che una fanciulla ignara che veicola liberamente nella comunicazione la propria immagine psico-fisica, è condannata, dalle stesse energie irresistibili che sprigiona, a diventare oggetto libidico, preda, dell’appetito maschile. In qualche modo, è inevitabile, prima o poi, la coseificazione e la “profanazione” del corpo femminile (i giovani che abusano della ragazzina nel saloon, simbolo di facili amori senza fondamento di durevolezza). Il tuo Ego di donna disincantata sente il bisogno, a questo punto, di denunciare l’infausto destino della femminilità adolescenziale, destinata ad appassire nel giro di poco tempo. L’Io avverte il Superio, cioè la coscienza (la poloizia) di tale inganno ma non trova ascolto in quanto la realtà è questa e mettersi contro la realtà è un’operazione destinata al fallimento. Correresti il rischio di essere tacciata di pessimismo e di moralismo (Il capo ti dice:”Tu sei arrabbiata con tutto il mondo, ammettilo”). Il conflitto tra l’angoscia per la novità che s’infrange e la necessità di entrare nella ruota del vivere, si risolve, fatalisticamente, a favore della seconda istanza. Cioè, come rassegnazione a godere dei boccioli di rosa per il breve spazio di un mattino. La tua mente, in pratica, sceglie la realtà, l’andazzo, l’ineluttabile destino di ogni donna. Direbbe cinicamente Indro Montanelli, “se sono rose sfioriranno”. Che ne pensi? Luciano.

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