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Il dragone a tre teste e l'angoscia da annullamento.

Racconto un sogno ricorrente che va avanti ormai da 4 anni e che mi lascia sempre molto sconcertata perché per me rappresenta una specie di puzzle che si va man mano componendo. Nel sogno mi ritrovo a camminare insieme ad altra gente lungo alcune strade come se partecipassimo a una gita. Le strade sono vecchie e vedo il fondo stradale formato da tasselli a mosaico. Dopo mi ritrovo da sola a girovagare all’interno di un cimitero. E’ giorno e io non ho paura. Mi seggo su di una tomba di marmo bianco e che riporta una incisione che non riesco a leggere. E’ circondata da una inferriata nera fatta da lance di ferro. Ad un certo punto mi alzo e mi metto a camminare verso una grande casa con porte formate da quadrati di vetro con bordi di ferro. Entro all’interno e mi ritrovo in un locale con pareti bianche, i mattoni del pavimento in cotto di colore verde bottiglia e marrone bruciato. C’è un lampadario a forma di lanterna. Una porta divide la stanza da un lungo corridoio buio. Non ho paura e la percepisco come casa mia o almeno così mi sembra. Mi dirigo nel corridoio dove scorgo a destra e a sinistra due porte. Entro allora nella stanza a sinistra e sono invasa da una luce fortissima, accecante. La stanza è vuota, le pareti sono talmente bianche da rispecchiare la luce. Vedo solo una panca sulla quale è posto uno scrigno antico di ferro. Mi avvicino e, come per una forza soprannaturale, lo scrigno si apre e ne viene fuori un flauto bianco sul quale è disegnato un rampicante. Questo inizia a suonare da solo e in quell’istante accadono due cose strane: la prima è che sul rampicante dipinto sul flauto sbocciano dei fiorellini rosa e gialli; la seconda è che sento la presenza di qualcuno che prima non c’era ma so che è un uomo, so di conoscerlo e di fidarmi di lui. Non lo riesco a vedere però; sento solo che mi dice queste parole: . Solitamente a questo punto del sogno mi sveglio ma invece l’altra notte non è stato così ed è andato un po’ diversamente. Ho sognato dapprima il mio ex ragazzo che aveva una folta barba che quasi stentavo a riconoscerlo. Stava dentro un’ auto e teneva in braccio un bimbo biondo ed entrambi mi guardavano e sorridevano. Dietro di me invece una mia ex amica con cui ho litigato (tra l’altro era una compagna di scuola del mio ex) mi poggiava una mano sulla spalla sorridendomi. Dopo, tutto a un tratto, mi ritrovavo nella stanza col flauto di prima. Esco allora dalla stanza senza voltare le spalle allo strumento e così mi ritrovo nuovamente nel corridoio della casa, davanti alla porta dell’altra stanza, quella a destra. La stanza è buia, molto arredata. Sembra una stanza nella quale nessuno entra da tempo. Ho l’impressione di scorgere anche della polvere. Incuriosita, entro dentro e ad un tratto un colpo di vento apre le porte-finestre e solleva il pesante tendaggio damascato bordeaux, lasciando penetrare la luce. Sulla sinistra vedo un grosso mobile basso molto lungo e sovrastato da uno specchio con la cornice dorata in stile barocco. A destra invece vedo una vetrina nello stesso stile ma vuota. Al centro invece c’è una grande tavola in legno apparecchiata e circondata da tante sedie nello stesso stile con imbottiture in raso color avorio. Appeso alla parete, a capotavola, vi è un quadro enorme incorniciato come lo specchio. Esso raffigura una tempesta di mare ed un grosso drago a tre teste si muove in esso e la testa centrale, ad un certo punto, si allunga tanto da fuoriuscire dal quadro e cerca di afferrarmi! Mi sveglio poi agitata.

Il tuo subconscio, o per esperienze traumatiche infantili relative alla scomparsa di persone care, o per una sua innata sensibilità, è segnato da una forte angoscia da annullamento. Sei consapevole che tutti gli uomini camminano verso un comune destino, anche se inconsapevolmente e stordendosi di diversivi piacevoli (sentiero antico con fondo lastricato di tasselli a mosaico). E’ facile riflettere sulla morte quando si è giovani, sapendo che essa è ancora indefinita e non ci può toccare (seduta in un cimitero presso una tomba bianca con scritta indecifrabile, circondata da recinto lanceolato). Ma se accettiamo di pensarci seriamente (l’ingresso nella casa) ci rendiamo conto che in genere ci misuriamo con tale tema in modo scorretto, cioè eludendolo con pensieri piacevoli (mattonelle color verde della casa) o lasciandoci prendere dal narcotizzante menage quotidiano (mattonelle color marrone). Se poi, decidiamo di andare in fondo al problema (corridoio), siamo destinati a due possibilità. O di rifugiarci nel segreto della nostra mente, rifiutando di vivere (porta a sx, dimensione dell’intimità) o di affrontare coraggiosamente la vita, assumendoci il copione proprio di ogni mortale ed il conseguente destino, secondo cui la vita è dominata dalla legge della morte, in un binomio inscindibile (porta a dx). Cosa c’è nella stanza a sx? Il conforto della fede (luce abbagliante), le parole consolanti del Vangelo che suonano come musica immortale alle orecchie dell’anima (flauto di madreperla con rampicante). Sostenuti da questa speranza, si può affrontare la vita con ottimismo, progettarla, acconsentire ai sentimenti generativi presenti dentro di noi (il ragazzo con il bambino in braccio nella macchina, simboleggia appunto fiducia nella vita, vissuta nell’intimità a due - automobile - con l’incoraggiamento dei favorevoli avvenimenti passati: la ex ti pone la mano sulla spalla). Ma se si va a nella stanza a dx, cosa succede? Se veramente, tu decidi di entrare nell’arena dei compiti sociali e di affrontare la vita, a cosa vai incontro? All’accettazione adulta della realtà, alla morte. Vai incontro all’atteggiamento incorporatorio di chi mangia, mette dentro, accetta il mondo così com’è (tavola imbandita al centro). All’angoscia dell’invecchiamento, del tempo che si disegna sul tuo corpo (grosso specchio a sx su un mobile antico). All’incognità di un corpo senile decadente (vetrina vuota a dx). Ma soprattutto vai incontro al grande dragone a tre teste del quadro centrale che ti divorerà al momento stabilito dal tuo destino: la morte. Il numero tre delle teste simboleggia, infatti, la perfezione ineluttabile ed insindacabile del tuo destino. Credo che quando la tua mente ha deciso di entrare, in sogno, nella stanza di dx, sia iniziato in te un processo di accettazione adulta della realtà. Che ne dici? E’ proprio vero che la coscienza del nostro annullamento costituisce la consapevolezza più profonda e problematica della nostra psiche! Sei una ragazza sensibile e speciale. Fammi sapere. Luciano.

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