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Il senso della fine.

Come affrontare, soprattutto con i giovani, il tema del senso della fine? Ci prova, da un’ottica culturale e psicologica, un coinvolgente opuscolo...

 

      Luciano Verdone, Una vita senza fine, (Note di Psicologia), Paoline, 2007, pp. 38, E. 3.80.

 

  L’elusione del tema della morte è tipico della nostra cultura, incapace di sostenerla per mancanza di riferimenti assoluti. “La morte è diventata quello che è stata in epoca vittoriana la sessualità: un tabù” (Philippe Ariès). Strettamente connesso alla rimozione della morte dalla coscienza sociale, è l’imbarazzo che si prova di fronte al moribondo. Silenzio e mancanza di contatto fisico. “Per il moribondo questa può essere un’esperienza amarissima: ancor vivo, è già abbandonato…” (Norbert Elias). Proprio per questo, riflettere sulla morte, prenderne coscienza è un’operazione terapeutica. L’opportuno superamento di un meccanismo difensivo che ci condanna all’inconsapevolezza. Pensare alla morte fa bene.

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