A ben riflettere, l’identità di una persona si costruisce attraverso tre variabili che costituiscono una sorta di triangolo antropologico.
La componente biopsichica per la quale siamo più o meno sani, robusti, appariscenti, intelligenti, capaci di adattamento alla realtà.
La componente culturale che ci colloca in un tipo di società più o meno evoluta.
La componente biografica, cioè la storia personale, che condiziona fortemente lo svolgimento di ciascuno.
Prendiamo, ad esempio, una persona svantaggiata dal punto di vista biopsichico (un individuo deforme o mentalmente ritardato ), oppure uno che vive in culture antitetiche alla civiltà dominante (un boscimano sud-africano, un indio amazzonico ), o, invece, un individuo che dalla sua evoluzione biografica ha ricavato traumi e distorsioni emozionali…
Ebbene, c’è qualcosa che li rende uguali. Un’essenza comune grazie alla quale ogni uomo è un valore assoluto, una realtà trascendente che va oltre le situazioni particolari e lo rende sempre degno di rispetto.
La persona. Un valore di base per ridare anima e senso alla nostra cultura decadente.

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