Un concentrato di paure.

Caro Luciano, ti vorrei parlare delle diverse paure e dei pensieri “strani” che caratterizzano ultimamente la mia esistenza. C’è l’ansia provocata dalla folla, che tuttavia mi assale esclusivamente quando mi capita di frequentare luoghi a me familiari, come le strade del mio paese. In posti non abituali non succede mai! La mia giornata è poi scandita da diversi pensieri di morte, di sangue e tragedie che vanno a rabbuiarmi e intristirmi…La paura di perdere le persone che amo, che capiti qualcosa di brutto mentre stanno per arrivare a casa, un incidente…Il pensiero si sviluppa fino al punto da arrivare a prefigurarmi come potrebbe essere la mia esistenza se esse venissero a mancare, il tremendo dolore e la perdita del senso della vita in generale…Questo vale anche nei confronti di me stessa, ma in questo caso i pensieri si tingono di sangue e violenza: mi vedo mentre qualcosa mi trafigge o qualcuno mi aggredisce in modo cruento. Penso di aver reso l’idea… Inoltre una sorta di “mantra”, un pensiero di tipo ossessivo-compulsivo a contenuto religioso si affaccia di frequente. Non capisco per quale motivo tutto ciò avvenga. Ammetto di apparire una persona “strana” agli occhi di molta gente, poichè il mio ideale di vita e di miglioramento è tutto proteso verso l’interno, lungo un cammino di tipo spirituale, di armonia e benessere interiore e slegato dal raggiungimento di mete mondane o, se vogliamo usare questo termine (che non trovo proprio corretto), “materiali”. Non sono ambiziosa. Tuttavia, non mi ritengo una persona “buia”, mi piace ridere, conversare, mangiare e bere…poi arrivano quei pensieri, come lame nella mente… E’come se la morte fosse un’ossessione…Mi capita spessissimo di riflettere a riguardo e di cercare di trovare la risposta a esistenziali “perché”. Forse, può essere utile specificare che il mio primo approccio con l’idea di morte è avvenuto quando ancora ero piccolissima, avevo tre o quattro anni (ma i ricordi sono nitidi!). Un vero e proprio panico, senso di impotenza – e di colpa – e incubi notturni erano causati dalle crisi di mia madre che, a seguito di furibonde liti con mio padre, nel momento in cui noi due ci trovavamo sole trovava sfogo piangendo disperatamente e minacciando di togliersi la vita. Poi, due anni fa persi mio nipote ventiduenne a causa di un incidente motociclistico. Avevamo sette anni di differenza, era nato e vissuto nella mia casa ed eravamo come fratello e sorella. Non lo vedevo da una settimana, ci capitava spesso di litigare, ma poi tutto tornava come prima. Quella volta, purtroppo, non andò così. Ti ringrazio, Luciano, se vorrai darmi un tuo parere in merito alle cose che ti ho scritto. Ti saluto affettuosamente.

E’ evidente che le tue angosce sono collegate all’infanzia. In te si è sviluppato un sustrato d’insicurezza panica che si esprime in una serie di paure. Praticamente hai elencato due o tre delle otto angosce classiche dell’uomo d’oggi. Ma esse, col tempo, tenderanno a ridimensionarsi e ti renderanno profonda e sensibile ai problemi altrui.
Molto ti gioveranno la relazione e la vita spirituale.
T’invio in allegato uno schema sulle angosce fondamenbtali dell’uomo d’oggi.
Luciano.

Riscontro.

Gentile Luciano,
La ringrazio infinitamente per la sua risposta…Spero che sia come Lei ha detto, che siano angosce che si ridimensioneranno col tempo e non pensieri di cui non posso fare a meno…
Le vorrei anche comunicare la mia stima nei suoi confronti, verso il lavoro e la fatica che mette a disposizione degli altri. Grazie ancora!
Con affetto,

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