Quando lo stomaco diventa un parafulmini.

SOMATIZZAZIONE. Ciao Luciano, ho letto quello che hai scritto riguardo il punto del corpo che sentiamo di più... io somatizzo ogni tipo di emozione, positiva o negativa, nella bocca dello stomaco. A volte sento un peso che mi impedisce di respirare a fondo, a volte sento un turbinare di sensazioni, tutto sale da lì, e se non posso esprimermi così intensamente come vorrei, ritorna il sasso appoggiato sullo stomaco e ci rimane per giorni! Vorrei sapere se posso fare qualche esercizio per liberare questa energia soffocata che non sempre la vita mi permette di esprimere... Grazie e ciao.

Lo stomaco è l’organo-simbolo dell’attività incorporatoria con cui mettiamo dentro il mondo esterno e quindi lo accettiamo, lo facciamo nostro. Investire energia emotiva sullo stomaco significa che abbiamo difficoltà a “digerire” situazioni della vita sociale, affettiva, emotiva. Dalo punto di vista biologico, esso è anche una parte del corpo particolarmente densa di centri nervosi. Inoltre è un organo legato simbolicamente al rapporto affettivo con la madre (l’asse cibo-madre), per cui rappresenta una regressione a momenti rassicuranti del primo anno di vita. Ti consiglio un esercizio respiratorio che ha lo scopo di aiutarti a liberare l’energia somatizzata nella regione addominale. Sdraiati sul letto, piega le gambe, appoggia le mani sull’addome, inspira lentamente col naso gonfiando la zona addominale. Trattieni il fiato, contando fino a sette. Quindi espira lentamente, fino a sentire l’addome sgonfio. Fa’ una pausa senza respirare, contando fino a sette. Dopo di che, rcomincia da capo, inspirando. L’esercizio va fatto ogni giorno per circa venti minuti.

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