
Possiamo analizzare dei sintomi rivelatori di adeguata o scarsa autostima. In tal modo, ciascuno potrà confrontarsi con i due modelli, tirando le conclusioni.
Il soggetto con poca autostima tende a criticarsi; è perfezionista e sempre insoddisfatto di sé; si sente oppresso da sensi di colpa, esagera l’entità dei suoi errori; teme eccessivamente il giudizio altrui; è ipersensibile alle critiche e si offende facilmente; è ostile ed irritabile; esplode per cose di poco conto; tende a deprimersi, a criticare ed a sottolineare gli aspetti negativi degli altri; è spesso indeciso; sempre alla ricerca di segnali d’approvazione; pone come condizione della stima di sè il giudizio positivo degli altri.
Invece, il soggetto con buona autostima accetta generalmente sé stesso, sia a livello fisico che psichico, ammettendo serenamente gli aspetti limitanti; anche se crede in alcuni principi, è disposto, entro certi limiti, a dialogare ed a mettersi in discussione; non va in crisi se gli altri sono in disaccordo con lui; ha fiducia nelle sue capacità, ma sa chiedere aiuto in caso di bisogno; pur accettando la collaborazione, non si fa manipolare dagli altri; per rispetto della sua dignità, è disposto ad interrompere le relazioni, quando lo ritiene necessario; è capace di gioire e soffrire, si mostra sensibile ai sentimenti e bisogni altrui; riconosce ed accetta in sé la presenza di emozioni positive e negative; sa rallegrarsi dei successi senza vantarsene.
Questo ed altro su un opuscolo di agile lettura:
Luciano Verdone, L’autostima, Paoline 2009, E. 4.50.

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