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Questa è l'Italia

Italia, Italia. Antica e complessa. Com’è facile odiarti. Ma com’è difficile non amarti. Così apparentemente diversa, da regione a regione, ma, in fondo, così simile. Anche io, amo ed odio l’Italia. Ma non capisco chi non sa coglierne la complessità e l’omogeneità. Chi non riesce a collocare le espressioni regionali dentro gli schemi, profondi ed antichi, di una coscienza comune, fatta di lingua, religione, storia, territorio. Chi pretende di fare della parte un tutto e del tutto una parte. La Lega, ad esempio.



Domenica d’agosto. Pomeriggio afoso. Città deserta. Un allarme lacera l’aria mettendo fine al mio greve riposo. Proviene da un’automobile o da un anonimo negozio. Aspetto che smetta, impotente, per dieci minuti.
So, per esperienza, che è inutile telefonare alla polizia. In questo paese, si assiste continuamente all’incredibile conflitto fra il diritto del singolo e gl’interessi comuni. A vantaggio del primo.
Questa è l’Italia, penso.
Alle prime incerte brezze della sera, guadagno un paesetto di collina affacciato sul mare, sotto il cielo profondo dell’estate. C’è tanta gente stipata ad ascoltare una commedia dialettale. L’amore per lo spettacolo, la naturale capacità espressiva degli attori popolari, ricorda che il teatro, qui, viene da lontano. Dai greci. Gli spettatori hanno portato le sedie da casa, sono raggruppati in famiglie. Pure la famiglia, come la città, viene da epoche preromane. Erano presenti nella penisola quando oltralpe dominavano l’accampamento ed il gruppo.
Anche questo è Italia.
Un uomo spinge una ragazza disabile in carrozzella. Il pubblico si apre in blocco per farla passare. Una solidarietà che sorprende. Non sembrano gl’italiani che si fanno le corna per un sorpasso o si menano per una squadra.
Questo popolo non finisce mai di stupire. Possiede il numero più alto di volontari, per assistenze varie, ma, se non spalanchi gli occhi, rimani spalmato sull’asfalto, quando attraversi le strisce.
Italia, Italia. Antica e complessa. Com’è facile odiarti. Ma com’è difficile non amarti.
Così apparentemente diversa, da regione a regione, ma, in fondo, così simile.
Anche io, amo ed odio l’Italia. Ma non capisco chi non sa coglierne la complessità e l’omogeneità.
Chi non riesce a collocare le espressioni regionali dentro gli schemi, profondi ed antichi, di una coscienza comune, fatta di lingua, religione, storia, territorio.
Chi pretende di fare della parte un tutto e del tutto una parte.
La Lega, ad esempio.

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