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Quanto vale un uomo?

La realtà è dura di per sé. Ma di fronte alle esperienze estreme (vuoto esistenziale, malattia, vecchiaia, morte), l’uomo reclama più che mai risposte che solo la saggezza religiosa può fornire. E se tale saggezza si offusca, allora la realtà, oltre che incomprensibile, diventa inaccettabile. Allora, dai fondali della mente, scaturiscono, come rivoli venefici, ribellione e violenza. Il nostro futuro dipende dalla soluzione che daremo a questa domanda: “Quanto vale un uomo?”.



Questa società non regge. E’ divenuta rischiosa, ingestibile.
Ed il motivo è semplice. Il controllo sociale, prima ancora che sulle leggi e le forze dell’ordine, poggia sui valori. E questi sono deboli, indecifrabili. Antitetici, rispetto a quelli cui eravamo abituati.
Quella che veniva chiamata la cultura cristiana sta tramontando, ora dopo ora, mentre ciò che emerge non si sa cosa sia.
La gente di buon senso tirerà su le spalle con sufficienza. Continuerà a pensare che il problema di fondo è politico, economico, al massimo sociale. Sono convinto, invece, che la voragine che si sta aprendo sotto i nostri piedi è soprattutto culturale, anzi metafisica. Riguarda le idee che sono a fondamento del nostro universo mentale.
La cronaca quotidiana della violenza ricorda continuamente che sta scomparendo un principio cardine del nostro sistema: il carattere assoluto, divino, della persona. E che senza di esso il domani è buio.
Se l’idea di uomo è incerta, confusa, come potrà essere sopportato il neonato che piange in modo esasperante, l’anziano che vegeta o grida ossessivamente, l’adolescente in acuta fase oppositoria, il coniuge depresso o isterico?
La realtà è dura di per sé. Ma di fronte alle esperienze estreme (vuoto esistenziale, malattia, vecchiaia, morte), l’uomo reclama più che mai risposte che solo la saggezza religiosa può fornire. E se tale saggezza si offusca, allora la realtà, oltre che incomprensibile, diventa inaccettabile. Allora, dai fondali della mente, scaturiscono, come rivoli venefici, ribellione e violenza. Il nostro futuro dipende dalla soluzione che daremo a questa domanda: “Quanto vale un uomo?”.
Se la persona non viene ricollocata nella cornice di una profonda significatività metafisica, assisteremo, tra breve, ad aberrazioni così diffuse e sconcertanti che i giornali non faranno a tempo ad occuparsene. E gli uomini temeranno i loro simili come fossero belve.
A meno che molti non si apriranno ad una nuova speranza. Magari neocristiana.
Forse sta succedendo.

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