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Si può imparare a studiare bene

- Questo test è un reattivo di consapevolezza sul tuo metodo di studio. Eseguilo, attribuendoti, sopra un foglio, per ogni domanda, un punteggio da 0 a 3. - Alle ultime 5 domande è associato un punteggio in negativo. - Le domande sono 34. Alla fine, i punteggi conseguiti, con sottrazione algebrica dei punti negativi, saranno così valutati:

scolaresca

- Da 50 a 60 ed oltre: metodo di studio organizzato ed efficace. - Da 40 a 50: metodo di studio abbastanza efficace. - Da 30 a 40: metodo di studio ancora poco efficace e non ben organizzato. - Da 20 a 30 e sotto i 20: metodo approssimativo e disorganizzato. - Le domande sono spesso accompagnate da spiegazioni di tipo psicologico. - E allora…buon divertimento.

Questionario

1. Organizzo autonomamente il tempo di studio, distinguendo i momenti di svago da quelli d’impegno,
senza che debba essere richiamato al dovere dagli adulti.

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2. Sono consapevole dei miei momenti di maggiore rendimento mentale e preferisco studiare quando sono sveglio e concentrato anziché quando tendo alla distrazione ed alla sonnolenza.

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3. Studio prima le materie che mi risultano più difficili ed impegnative, riservando i momenti di stanchezza per le altre, per le letture, la copiatura degli appunti, il ripasso.

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· (Puoi rendere più gradevole una materia antipatica cercando di ristrutturare l’atteggiamento mentale: creando una relazione positiva col prof., informandoti sul perché a lui piace questa materia, perché piace ad altri compagni; usando per questa materia i quaderni e le penne più belle, ecc.).

4. So studiare poco e spesso, senza stancarmi, frazionando il lavoro in tempi diversi ed evitando il surmenage (sfacchinata o “secchiata”) dell’ultimo giorno.

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· (E’ dimostrato che dimentichiamo in poche ore le cose studiate, specie se siamo ansiosi. E’ consigliabile la strategia dell’approccio a più riprese. Ripassare, ad esempio, gli argomenti più complessi la sera, prima di addormentarsi e la mattina a mente sveglia).

5. Ho saputo crearmi un posto tranquillo che facilita la mia concentrazione.

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·(Per qualcuno si tratterà di un posto sempre diverso. Questo stile è anzi consigliato per rompere la monotonia dello studio).

6. Ho sempre a portata di mano un vocabolario per controllare i termini che non conosco.

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7. Inizio a studiare durante la spiegazione del professore prendendo appunti e tenendoli poi presenti nello studio domestico.

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8. Gli appunti che prendo sono chiari, schematici, essenziali, nucleari.

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· (Sono bravo a prendere gli appunti se so cogliere, mentre ascolto, i concetti chiave, rendendo in pochi vocaboli ciò che viene espresso con molti).

9. Prima di affrontare un argomento, do una sfogliata alle pagine da studiare per avere un’idea del lavoro che mi aspetta, per prendere confidenza con esse, guardando magari le illustrazioni e leggendo le didascalie.

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· (Solo i soggetti molto ansiosi non riescono a visionare in anteprima il numero delle pagine perché si scoraggiano).

10. Eseguo una prima o seconda lettura di “precomprensione” dell’argomento con una attenzione ed impegno.

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11.Cerco, mentre studio, delle domande di fondo che rendano significativo l’argomento che sto studiando. Mi sforzo di prendere consapevolezza dell’argomento: Che senso ha quest’argomento, come si colloca nella programmazione, come si collega agli altri argomenti?…

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12. Seleziono le parti da ricordare all’interno di un materiale più ampio, sottolineando e evidenziando concetti chiave, termini specifici e dettagli significativi.

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· (Una pagina tutta sottolineata o quasi non è una pagina selezionata. Sarà bene usare dapprima la matita).

13. Dopo la precomprensione realizzo uno schema, una mappa concettuale o una sintesi scritta per padroneggiare analiticamente e consapevolmente l’argomento.

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14. Ripeto ad alta voce l’argomento per vedere se l’ho assimilato e per curare l’esposizione verbale.

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· (E’ necessario sia ripetere ad alta voce per divenire consapevoli del linguaggio che si usa, sia qualche volta solo mentalmente per allenarsi nei processi di pensiero astratto-formali).

15. Eseguo anche un’ autovalutazione chiedendo espressamente a me stesso ed agli altri che voto merita la mia prestazione.

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16. Faccio uso di mnemotecniche o tecniche mnemoniche per ricordare meglio, creando formule, associando concetti ad immagini, date di avvenimenti storici a cifre significative, nomi nuovi a nomi già conosciuti, realizzando schemi e sinossi, ecc.

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17. Faccio un uso equilibrato e saggio del telefono, della musica e della TV senza lasciarmi deconcentrare e distrarre.

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· (E’ utile rendermi conto a che categoria di persone appartengo. Vi sono quelli che, per studiare, hanno bisogno di stare chiusi in una stanza e di un silenzio assoluto; altri, invece, studiano bene anche in presenza di persone e con un sottofondo musicale moderato. Una musica molto ritmata in genere non concilia l’attenzione. Ma anche qui ci sono eccezioni).

18. Dal momento che non è consigliabile studiare per lunghi periodi, ininterrottamente, so alternare momenti di concentrazione a brevi momenti di relax: una musica, uno spuntino, un breve programma televisivo, una telefonata ecc.

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· ( Attenzione a non mangiare per consolarsi della noia dello studio: è un atteggiamento compensatorio alimentato dall’ansia che regala chili indesiderati. Uno spuntino, invece, a metà pomeriggio può costituire una piacevole pausa di studio. Tenendo però presente che chi studia non deve appesantirsi troppo nei pasti principali. Evitare di mangiare insieme, in un solo pasto, carne, pesce, uova e formaggio, perché l’assunzione di troppe proteine comporta un peggior funzionamento del sistema nervoso centrale. Inoltre i troppi grassi provocano una digestione lenta e difficile, togliendo energia al cervello).

19. Ho acquistato la capacità di ricondurre un argomento ad una o più tesi generali.

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20. Sono in grado di fare confronti, collegamenti, contestualizzazioni.

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21. Sono in grado di distaccarmi dal testo e di rielaborare un argomento in modo personale e generale, pervenendo ad un discreto livello di teorizzazione.

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22. So anche esprimere giudizi critici argomentati, logici e coerenti con l’argomento.

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23. Studio per curiosità, spirito di ricerca o perché l’argomento mi piace e m’interessa (Motivazione intrinseca)

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24. Studio per senso del dovere e per sentirmi a posto in coscienza (Motivazione intrinseca)

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25. Studio per gareggiare con me stesso e superare le mie difficoltà (Motivazione intrinseca)

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26. Studio perché riesco bene e mi sento gratificato dai successi (Motivazione intrinseca)

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