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Ma signori di Strasburgo...

La Corte europea, in nome della libertà e della tolleranza, ha deciso che non ci dovranno essere crocifissi nelle aule scolastiche italiane. Ammesso, aggiungo io, che ci siano veramente. Secondo la Corte, un “segno esteriore forte” come il Crocifisso, potrebbe “essere perturbante dal punto di vista emozionale, per gli studenti di altre religioni o per chi non ne professa alcuna”. ..



Ma, signori di Strasburgo, la società non è un fantasma senza volto.
Non è un’idea astratta sospesa nel vuoto.
La società è un’idea che si svolge, s’incarna, si materializza.
L’Europa non è solo un insieme di accordi politici ed economici, ma un sistema di significati culturali.
L’Europa senza le sue radici culturali non sarebbe.
Una società, privata della sua cultura (stili di vita, modi di sentire, di rappresentare la realtà), è solo un’ipotesi mentale.
E’ come un pensiero senza volto, una persona senza corpo. Le religioni, in particolare, sono l’essenza profonda di una cultura.
La tanto esaltata “laicità” dello Stato non può essere un vuoto nichilista ma pluralismo interagente. La possibilità, cioè, di più culture di convivere e confrontarsi, senza, però, rinnegare se stesse. La possibilità di evitare sia il dispotismo della maggioranza sia quello, ancora più assurdo, della minoranza dei nuovi arrivati.
Dal momento che, senza identità, non può esistere intercultura. Il nulla non dialoga.
Non esiste “la” società ma solo collettività storiche concrete che si materializzano, di volta in volta, in forme culturali definite.
Allora, chi contesta la sentenza di Strasburgo, non è affetto da “ossessione identitaria”, come afferma Stefano Rodotà.
Perché prima dell’esasperazione della propria identità, esiste il diritto ad averne una.
Altrimenti, è come se chiedessimo a qualcuno di rinunciare al suo aspetto fisico, alle sue abitudini di vita, per non offendere i suoi vicini.
La realtà è un’altra.
Molti hanno perso questa identità e conservano, del patrimonio occidentale, solo alcuni caratteri, come l’amore per la scienza e per la libertà.
“L’Occidente – scrive Oriana Fallaci - nutre una specie di odio verso se stesso. Nella sua storia vede soltanto ciò che è deprecabile, e non ciò che essa contiene di grande e di puro. Per questo, il mondo dei valori su cui l’Europa aveva costruito la sua identità – i valori ereditati dai greci, dai romani e dal Cristianesimo – sembra giunto alla fine”.
E tu, cosa ne pensi?

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