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Quei deliranti messaggi on line contro i bambini down

Ha fatto discutere la sentenza del tribunale di Milano contro i responsabili di Google Italia, accusati di aver lasciato lungamente in rete le immagini di un ragazzo down selvaggiamente picchiato a scuola. Sempre in questi giorni, sono apparsi su Facebook messaggi scioccanti contro bambini affetti da sindrome di down. Compariva la foto di un neonato down sulla cui fronte era stato scritto “scemo”...



… E quella di una ragazza abbracciata al suo fratellino, affetto dalla sindrome, con un commento sottostante che invitava a non colpire la ragazza… Nel sito, sottoscritto da 1300 aderenti anonimi era, infatti, espresso l’invito a risolvere il problema di questi “parassiti inutili in maniera civile, usandoli come bersagli nei poligoni di tiro”.
La pronta reazione degli utenti ha portato all’immediato oscuramento del sito e all’istantaneo, codardo, dileguarsi dei sostenitori.
Tutto questo mostra la necessità improrogabile di anteporre, con una legislazione adeguata, il fondamentale principio della dignità dell’uomo alla libertà di espressione ed al diritto d’impresa.
Del resto, di fronte al periodico riaffiorare di atteggiamenti discriminatori contro i più deboli, dall’agghiacciante sapore nazista, ci chiediamo, ogni volta, da quale terreno culturale essi possano nascere.
Riconosciamolo. Diverse componenti del pensiero del Novecento conducono a queste esplosioni di disumanità.
Chi ha immesso, infatti, nel circuito culturale il principio della selezione naturale, del fatto che è normale che sopravvivano i meglio dotati e che gli altri periscano, l’idea che la parte più autentica dell’uomo è quella animale? Darwin.
Chi ha esaltato la corporeità, il vitalismo, la salute, contro la valorizzazione cristiana della sofferenza? Nietzsche.
E chi ha insegnato che la parte vera dell’uomo è quella pulsionale ed aggressiva, anziché quella legata al controllo della ragione sull’istinto? Freud.
Se a tutto questo si aggiunge il relativismo, l’attuale atmosfera di annebbiamento generale dei valori, la miscela esplosiva è pronta.
La stessa mescolanza destabilizzante che ha prodotto i conflitti del secolo appena concluso ed il suo infinito reticolo di campi di sterminio.
Attenzione. Quel passato allucinante ed incredibile è lì, dietro l’angolo. Ed è sempre utile rinfrescarlo nella memoria dei nostri giovani, anche se ci piacerebbe dimenticarlo.
Ma, soprattutto, è necessario discutere con essi, senza stancarci, sul fondamento che sta alla base della nostra cultura. Il valore dell’uomo.
Chiediamolo ogni volta. Perché un uomo vale sempre? Perché dobbiamo sempre rispettarlo?
Cosa fa di lui un assoluto? Il pensiero, la libertà, l’infinità della sua mente e del suo cuore…
Aiutiamo i giovani a prendere coscienza del significato e delle conseguenze di ciò che fanno.
Il futuro ci sta dinanzi, enigmatico, forse minaccioso, ma non inevitabilmente negativo.
Possiamo, dobbiamo modellarlo.
Sapremo, attingendo ai valori laici e cristiani, rielaborare una cultura che ponga al centro la persona?
Dopo il rispetto per l’ambiente, scopriremo anche il primato dell’uomo?

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