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Ma cos'è l'amore...

In amore, non siamo noi a scegliere. L’amore è, infatti, un sentimento spontaneo, involontario. Non può essere provocato in modo intenzionale. E’ qualcosa che accade senza nostro merito, inaspettatamente, forse una volta sola nella vita. Infatti, nota Shakespeare, “Ci sono persone che ti entrano nel cuore come ladri nella notte e se ne impadroniscono per sempre”. Cosa ha da dire uno psicografologo sull'amore?

amore

L’amore è il bisogno più profondo e strutturale della nostra psiche. L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non lo sperimenta e lo fa proprio, se non vi partecipa pienamente.
L’amore è stato paragonato a una nuova creazione del mondo. Esso ha il potere di trasformarci e di trasfigurare le cose che ci sono intorno. E’ un fenomeno, sotto certi aspetti, impressionante: «Due persone che non si conoscevano per nulla, innamorandosi, – nota Francesco Alberoni – diventano indispensabili l’una per l’altra come un figlio per i genitori».
L’amore è l’unica possibilità che noi abbiamo di conoscere l’essenza del mondo. Solo chi guarda le cose con un sentimento di simpatia, può comprenderle in profondità: “Il vero amore – scrive lo psicanalista Victor Frankl – non rende ciechi ma più capaci, anzi supremamente capaci di cogliere i valori del mondo. L’Io che ama, nel donarsi al Tu, prova un arricchimento interiore che supera questo stesso Tu. L’intero creato gli appare più vasto, anzi immenso, pieno di pregi”.
Nell’innamoramento, infatti, nota Alberoni, gli atti più comuni della vita quotidiana diventano straordinari: “Ogni cosa si trasfigura: i volti ci appaiono belli, gli uomini gentili, le case, la natura stupenda. Sentiamo il mondo pervaso da una forza positiva, animato dal soffio dell’assoluto. Amando ci immettiamo nel grande respiro dell’universo, diventiamo parte del suo moto e della sua armonia”.
Ma, attenzione, l’amore non è sempre un dono gratuito, indipendente da noi. Al contrario, superata la fase poetica dell’innamoramento, esso costa volontà, è il risultato di un impegno paziente.
Ha scritto Aristotele che l’amore è un frutto che matura lentamente. Non è mai qualcosa di definito e compiuto. È un processo non un prodotto.
In altri termini, l’amore non è un edificio già ultimato ma un cantiere in perenne costruzione. Non è nemmeno solo questione di emozione, dal momento che essa è instabile.
Il sentimento amoroso, in questo caso, anziché un raptus irrefrenabile, coincide con il proposito di camminare insieme verso una meta, con la consapevolezza di costruire una casa, magari modesta, ma in due, pietra su pietra.
Equivale alla percezione di una simpatia di fondo che permane nonostante tutto.
Tutto questo troverete in un agile opuscolo, sintetico e stimolante, di sole quaranta pagine.
Da Luciano Verdone, Se dico amore, Collana “Note di Psicologia”, Paoline 2010, pp. 40, E. 5.

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