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Ultimi interventi

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  • Che Natale è mai questo?

    Una crisi passeggera, si diceva. Poi, si è parlato di recessione. Ora, sembra qualcosa di più serio. Il dogma secondo cui il prodotto interno non deve mai diminuire è stato infranto. Ma, a ben pensare, forse è meglio così. Esso poggiava su un ingiusto sistema di cose. Che il venti per cento della popolazione ricca del pianeta possedesse l’ottanta per cento dei beni, mentre, l’ottanta per cento dei poveri, solo il venti. Sono sorte due nuove potenze commerciali (la Cina e l’India) e le cose sono cambiate. Oggi, a causa di questo, possiamo affermare che il cinquanta per cento degli abitanti del mondo possiede il cinquanta per cento dei beni. Può non piacerci ma è più giusto. Negli ultimi anni, eravamo andati nell’Est in cerca di operai a buon mercato ed essi hanno appreso, prima, a produrre i manufatti per noi, poi a farseli da soli. Ma le crisi svolgono anche un ruolo positivo...

  • Internet, la selva oscura.

    Nella rete informatica, c’è una selva oscura, in cui gli adulti forse non entrano mai. Essa rivela la degenerazione sconcertante a cui sembrano avviati molti nostri giovani. Filmati di scontri tra ultras e polizia con molotov, fumogeni, mazze, pietre. Risse da discoteche con pugni, urla, sangue. Giovani che si frustrano in massa con cinture borchiate durante un concerto. Immagini che insegnano con precisione meticolosa il montaggio ed il funzionamento di un’arma. Tutti i trucchi per vomitare e non sentirsi colpevoli di aver mangiato. Frasi deliranti del tipo: “Qual è la razza peggiore tra zingari, cinesi, negri, albanesi? Chi vorreste eliminare e perché?”. Oppure: “Riuscirei a suicidarmi? E’ difficile dirlo. Me lo sono chiesta parecchie volte”...

  • Ho stima dei giovani ma...

    Sono stato anch’io giovane ed ho stima dei giovani. A suo tempo, ho sperimentato, sulla pelle, la creatività della mente, propria di quell’età. La capacità speciale che essi hanno di cogliere le contraddizioni e le ipocrisie del mondo adulto. Il bisogno di rappresentare la realtà in modo radicale, secondo principi ed ideali e non in base a conformismi ed andazzi. Ma ricordo anche quanta pazienza gli adulti abbiano avuto nei miei riguardi...

  • Obama, la storia cambia...

    Due immagini rimarranno di quella notte. Il boato della folla all’annuncio della vittoria di Barack Obama e le prime parole, pacate e senza retorica, del nuovo presidente: “Ecco, il cambiamento è arrivato. Siamo in un luogo dove le cose sono possibili”. Nelle strade di Chicago, la gente si abbraccia piangendo. Un mare di facce, diverse per razza, età, estrazione sociale. Un sentimento profondo ha unito, dal Pacifico all’Atlantico, un intero popolo. L’America, un paese nel turbine del cataclisma economico, impegnato sul fronte di due guerre, scegliendo Obama, ha vinto i propri mostri, ha espresso il desiderio di cambiare, superando la politica degli ultimi dieci anni, basata sulla paura del terrorismo e sulla dichiarata necessità di un governo forte e battagliero.

  • Prendiamo la scuola, ad esempio...

    La riforma dell’università è stata congelata a causa del polverone ideologico che si è levato. Eppure, secondo molti, la nostra università è fallimentare, in termini di didattica e di ricerca. Dal momento che riceve finanziamenti in base al numero degli iscritti, essa moltiplica, in modo astronomico, i corsi di laurea (ben 5.500). Ve ne sono 37 con un solo studente e 327 che non superano i 15 iscritti. Inoltre, 5 importanti atenei hanno enormi buchi di bilancio... Per quanto riguarda la scuola elementare e media, invece, il discorso è diverso. Una cosa è riformare, un’altra è tagliare i fondi indiscriminatamente....

  • Tre modi di valutare gli altri.

    Ogni volta che incontriamo qualcuno, noi valutiamo, simultaneamente, quasi a nostra insaputa, tre dimensioni. All’inizio, accordiamo un’importanza maggiore all’apparenza (il cosiddetto effetto priming) ma, in seguito, essa viene ridimensionata rispetto alle qualità interiori.

  • Ma i media hanno una libertà assoluta?

    Il modo di raccontare un fatto è decisivo più del fatto ed i giornalisti hanno, nel raccontare i fatti, una responsabilità pari ai protagonisti degli avvenimenti. Non esiste libertà senza limiti. Né per chi agisce, né per chi racconta.

  • Il mio cane Biagio (ovvero la sofferenza degli animali).

    Biagio è il mio cane. Vive per me. Nella solitudine, attende, per intere giornate, che io torni a casa. Mi punta con i suoi occhi intensi, mentre scrivo. Sembra essere lì, immobile, a ricordarmi l’infinita pazienza, l’indicibile innocenza del Creatore. Ai miei piedi, con il cuore dentro gli occhi, egli trasmette, di continuo, un messaggio di alta metafisica. Che unica è l’essenza della realtà ed è l’amore. Ma quanta sofferenza, ancora, viene inflitta a questi nostri fratelli minori nella creazione. Quanta inutile crudeltà.

  • Italia, quanto sei fragile!

    Si vuole il federalismo? Che venga! Non può che farci crescere, sbarbicandoci da quel patetico concetto di “stato mamma” dal quale siamo abituati ad aspettarci tutto, come ricordava Draghi… Ma, l’Italia non va toccata! Non si può combattere l’Europa dei burocrati e degli economisti, in nome dell’Europa delle identità culturali, e poi negare che l’Italia ha tremila anni di storia comune. Tremila anni, eppure, oggi, è fragile come una bambina. L’Italia è nelle nostre mani.

  • Ecologia interiore.

    Educatori, apriamo gli occhi! Sulle pagine di internet, siamo bombardati da pubblicità senza veli che, attraverso un semplice clic, ci collegano con siti porno, gratuiti o a pagamento. Inoltre, scaricando film (moda diffusissima tra i giovani), s’incorre in uno spiacevole tranello. Anziché ricevere il film richiesto, sotto falso titolo, otteniamo, in regalo, un lungometraggio porno. Mi chiedo se l’obiettivo di tanto zelo sia solo commerciale...

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