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Ultimi interventi

  • La famiglia, scuola di umanità

    Gli studi mettono in evidenza che un terzo dei figli dei divorziati presenta problemi psicologici in misura doppia rispetto ai figli dei genitori uniti. E che l’assenza del padre nell’età evolutiva espone i ragazzi a rischi quali narcisismo, depressione, ansia, scarsa autostima, passività e mancanza di progettualità, senso d’impotenza, aggressività, violenza, dipendenza da TV e Internet, dai consumi, da alcol e droga.

  • Figli del Web

    Le onde elettromagnetiche di televisione, radio, cellulari, hi-phone, e-mail, chat, blog, forum… costituiscono la novità più rivoluzionaria della nostra epoca. Come primo effetto, la comunicazione mediatica ha generato un modo nuovo di relazionarsi.

  • L'ospite inquietante

    La nostra epoca si configura come un crollo spaventoso della dimensione valoriale. Sembra essersi oscurata la coscienza dei valori assoluti e perenni. Assistiamo, come forse non mai, alla caduta del fondamento, di quel muro sotterraneo su cui poggiava la casa dell’uomo occidentale. Il sostegno che ha retto, per venticinque secoli, la civiltà greco-cristiana. Viviamo in una notte valoriale che non lascia tranquilli né individui né società, né gruppi né istituzioni...

  • I ragazzi e le esperienze precoci

    Le esperienze precoci non sono prive di conseguenze sulla psiche di una personalità immatura. I ragazzi subiscono pressioni emotive difficilmente sostenibili per la loro età. Non hanno lo spazio per riflettere sul vissuto, rivisitarlo, valutarlo. L’accumulo di emozioni non elaborate suscita in loro ansia, si riflette sulla capacità di apprendere e di concentrarsi. Li porta ad essere sempre più prepotenti per ottenere quello che vogliono. Di conseguenza, il confronto tra genitori e figli, anziché essere un dialogo sui valori, sul senso di ciò che si fa, si riduce ad un gioco di permessi e negazioni...

  • Quando manca il coraggio di educare

    Le chiamano generazioni parallele. Genitori che non hanno nulla da trasmettere ai figli ma si pongono, nei loro confronti, come coetanei, spesso come complici. Padri e figli non più in rapporto di conflittualità e contestazione, come nel passato, ma di estraneità e indifferenza. Su questo fenomeno è inutile ricorrere a spiegazioni di natura psicologica. La crisi fra le generazioni è, infatti, culturale. Riguarda i valori.

  • Quando studiare diventa impossibile

    Molti studenti lo sperimentano a proprie spese. Fra noi ed alcuni tipi di sapere (matematica, chimica, lingue antiche e moderne...), spesso, si frappone una barriera, cosiddetta "montessoriana". Essa può dipendere da tanti fattori.

  • Come parlare della morte ai bambini.

    Mi ha scritto una maestra chiedendomi in che modo parlare della morte di persone care a dei bambini... Voi condividete la mia risposta. In che altro modo rispondereste?

  • Dialogo paziente.

    Volevo chiederle se c è una spiegazione alla mancanza di voglia della mia bimba di 6 anni di frequentare dinuovo il corso di pallavolo. L altro giorno ha addirittura pianto e smesso prima del tempo. Noi nn forziamo intendiamoci, ma la maestra ci consiglia di insistere perkè molto predisposta; la bimba dice ke nn vuole fare palestra con il marito della signora ke, dal nostro punto di vista è tranquillo ma esige un pò nel lavoro, mentre la moglie riprenderà a lavorare con i bambini e lei (la bambina) conferma di nn volere andare in palestra. Ho escluso di riportarla contro la sua volonta però vorrei sapere ke c è un significato nascosto a tutto questo. Grazie anticipate ..

  • Il decalogo pedagogico

    Il mestiere d'insegnare non è una professione qualunque. Intanto, è una funzione strategica, all'interno della società, in quanto l'educazione è la forma principale di partecipazione dei singoli alla cultura del gruppo. Poi, è una professione che richiede una motivazione speciale. Quella di trasmettere valori, stili di vita, orientamenti... Ma siamo in un momento - dicono le indagini - di particolare demotivazione della categoria. Le patologie da depressione fra gl'insegnanti sarebbero due volte di più che tra gl'impiegati, due volte e mezzo di più del personale sanitario e tre volte più degli operai. Come mai? Salari magri, burocrazia, perdita di status, disconoscimento del ruolo sociale, classi numerose, rapporti difficili, bullismo dilagante... Ecco qui un decalogo pedagogico ad uso degli addetti ai lavori... e non solo. Anche se, in questo momento, non bastano le norme. Cliccando su ogni "comandamento", ti apparirà una serie di citazioni.

  • SAI STUDIARE CON EFFICACIA? ( © Copyright - Verdone)

    - Questo test è un reattivo di consapevolezza sul tuo metodo di studio. - Eseguilo, attribuendoti, sopra un foglio, per ogni domanda, un punteggio da 0 a 3. - Alle ultime 5 domande è associato un punteggio in negativo. - Le domande sono 34. Alla fine, i punteggi conseguiti, con sottrazione algebrica dei punti negativi, saranno così valutati: - Da 50 a 60 ed oltre: metodo di studio organizzato ed efficace. - Da 40 a 50: metodo di studio abbastanza efficace. - Da 30 a 40: metodo di studio ancora poco efficace e non ben organizzato. - Da 20 a 30 e sotto i 20: metodo approssimativo e disorganizzato. - Le domande sono spesso accompagnate da spiegazioni di tipo psicologico. - E allora...buon divertimento.

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