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Escrementi di topo e libri finti

Domanda

Vedo che la porta è in legno chiaro, non è molto grande, è stretta e non è chiusa, sbircio, la luce è spenta, le persiane sono chiuse ma lasciano entrare la luce del sole che illumina una strisciata di polvere appesa, non ci va quasi nessuno li dentro, ci sono dei mobili acatastati, c'è molto disordine, è una di quelle stanze che quando ho voglia di purificare l'anima ci perdo una giornata a riordinare, apro la porta, in terra c'è un tappeto arrotolato che impedisce aprire del tutto la porta, entro dentro, il rumore dei miei passi sono caldi il parké mi rassicura, sulla destra c'è una scrivania antica con un sacco di cassetti, una sedia in velluto verde o blu, sembra comoda, ma c'è tanta di quella polvere, mi abituo alla penombra, adesso colgo molte piu cose, un attaccapanni in ferro battuto rosso! un obrello, una sedia a dondolo in bambù, a vederla sembra che ci si siano dondolati in parecchi, una gabbia vuota dorata in terra, una libreria con libri finti!! una palla di vetro, se la guardo intensamente mi rilassa, c'è l'acqua dentro, cerco di prenderla ma non si stacca dallo scaffale della libreria..lascio perdere, potrei aprire le finestre, la polvere non la sopporto, ma non voglio, lo farò, continuo ad esaminare. sulla sinistra accanto ai mobili acatastati ci sono un paio di scarpe vecchie in terra, non ci sono divani..era uno studio allora, ma uno studio con libri finti...finalmente apro, m'innervosisce che tutto sia cosi illogico, faccio entrare il sole, in terra ci sono gli escrementi di topo...un po dapertutto, vado via, la pulirò domani. Buongiorno Luciano e Grazie!! Un bacio. Susy, 31. Firenze

Risposta

C'è una dimensione dentro di te, il passato infantile, che ti appare ormai superato, lontano, quasi inaccessibile, perchè le situazioni si sono evolute. La porta non si apre perchè un tappeto arrotolato la sbarra. Il tappeto simboleggia la mediazione diplomatica fra noi e la realtà sociale. Evidentemente sei arrivata al punto in cui tutti i misteri si sono svelati e non è più necessario fingere. Perchè libri finti? Anche qui è presente un sintomo di doppiezza. Tu fingevi,nella tua infanzia, di adeguarti a delle norme, a dei valori, per assecondare gli adulti, per pura diplomazia e quieto vivere. Ma si trattava di atteggiamenti costruiti. Tuttavia in questa realtà ti trovavi a tuo agio (rumore caldo dei passi...parkè rassicurante). Adesso, dalla vita hai appreso tante cose (scrivania a dx) e puoi sia servirtene che farti una ragione per valutare uomini e comportamenti (sedia verde-blu). Attaccapanni in ferro battutto rosso: identità cangianti e conflittuali. Ombrello: riparo emotivo. Sedia in bambù: sogni ed illusioni infantili ("ci si sono dondolati in parecchi"). Gabbia vuota dorata: controllo genitoriale, soprattutto paterno, ormai estinto. Palla di vetro con acqua: equilibrio sempre problematico e sempre connesso al rispetto di norme e convenzioni ("non si stacca dalla libreria"). Vorresti indagare mentalmente sul tuo vissuto per una valutazione globale di esso (aprire le finestre) ma non te la senti di andare a fondo alle cose e di soffrire di fronte alle meschinità delle figure significative (non sopporto la polvere). Mobili accatastati: esperienze sovrapposte senza interazione e continuità. Vecchie scarpe per terra: identità infantile ormai superata. Alla fine decidi di affrontare il tuo vissuto (apri le finestre) e scorgi escrementi di topo. Simboleggiano i residui mentali di una vita infantile nascosta, pavida, timida (il topo è l'animale che si rifugia nelle fessure). "La pulirò domani": sei convinta che col tempo la percezione del vissuto si risolverà in armonizzazione. Ti ritrovi nell'analisi? Un abbraccio affettuoso. Luciano.

cha*** - 20 anni e 5 mesi fa
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