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Un uomo da gettare. O no

Domanda

Percorro un sentiero correndo verso un grande edificio.Lo raggiungo ed entro, credo sia una biblioteca.Sono in un grande atrio con pareti di legno scuro ed una scala che percorre il perimetro del secondo piano lasciando vuoto il centro, dal piano terra al soffito.Vedo degli uomoni, io devo correre al secondo piano, salgo le scale e verso la parete ovest vedo un uomo uscire da una stanza ed appoggiarsi alla balaustra della scala. Corro verso quell'uomo e lo abbraccio stretto per paura che cada, riesco a trascinarlo fuori dall'edificio. E' tardo pomeriggio, fiaccole illuminano il sentiero ed una faglia delimita il terreno tra l'edificio ed il sentiero.Tre donne sono oltre la crepa di fronte a me una donna è vestita di rosa, una di azzurro ed un'altra di verde,tutte hanno una sciarpa di seta del colore del loro vestito al collo. Gli abiti hanno un corpetto di paillettes e gonna lunga in voile. La sciarpa della donna in verde svolazza sopra me legata ad un'asta come se fosse una bandiera. Resto sul margine della faglia, la donna in verde mi ordina di buttare giù l'uomo che ho con me, io lo spingo ma, subito lo riaffero per i fianchi per non farlo cadere e faccio così per un po' di volte molto indecisa se gettarlo o no. Ciao, sono Rebecca ho fatto questo sogno a 18 anni ora ne ho 21, mi ha sempre lasciata perplessa, cosa significa?

Risposta

Cara Rebecca, credo che il tuo sogno esprima un conflitto emotivo fra l'attaccamento alla figura paterna interiorizzata e separazione dalla stessa allo scopo di scegliere un partner. A molte ragazze, quando sono molto legate alla figura paterna, sembra, magari a livello solo subconscio, che accettando d'innamorarsi di un ragazzo, tradiscano la figura paterna che rappresenta, in genere, il primo modello maschile interiorizzato (nell'età fra i 3 ed i 6 anni). I padri, a loro volta, muovendosi nello stesso campo emotivo delle figlie, rinforzano spesso tale sentimento con disapprovazioni più o meno esplicite. A 18 anni tu stavi definendo te stessa, modellandoti sopratgtutto a livello intellettivo-cognitivo (impostazione problematica dell'esistenza stimolata dagli stessi studi). Tutto ciò è simboleggiato in un viaggio che tu compi verso una grande biblioteca. Tale palazzo, grande e pieno di libri, simboleggia la consapevolezza collettiva raggiunta dal genere umano ma, in particolare, dalle tue coetanee. La consapevolezza di te e delle tue nuove esigenze di persona adulta è stata però raggiunta gradualmente. L'evoluzione progressiva di tale processo è simboleggiata nella scala che sale al secondo piano (tieni presente che il secondo piano allude alla parte alta dell'Ego, alla razionalità contrapposta a pulsione ed emozione). Ma la presa di coscienza del tuo diritto a distaccarti dalla figura paterna, mette in crisi l'immagine che tu hai di tuo padre, con conseguenti sensi di colpa. Tale sentimento è simboleggiato nell'imagine di un uomo indefinito che esce barcollando da una porta di sinistra (il passato, l'infanzia). Quest'uomo è tuo padre ma potrebbe essere visto, in quanto indefinito, come "il padre" in quanto tale. L'indefinito svolge la funzione emotivamente liberante di generalizzare il processo a tutte le ragazze di quell'età, creando complicità, legge universale ed abbassando il tuo livello ansioso. Dunque la tua crescita ha messo in crisi la figura paterna. Istintivamente tu conduci tuo padre verso il sentiero, ripercorri mentalmente le tappe della tua infanzia per cogliere meglio l'importanza della sua persona nella tua evoluzione. E' un ritorno simulato ad una fase gratificante dell'esperienza, per impadronirtene, per non perderla. Ma ciò non è possibile. Fra te e la tua infanzia vi è ormai una frattura. Occorre che tu abbandoni il padre al mondo infantile, che lo getti nel baratro che si scavato. A consigliartelo è la tua nuova soggettività adulta che si esprime simbolicamente sotto l'immagine di tre ragazze. La tua identità femminile richiede l'"uccisione" del padre in quanto vuoi femminilizzarti senza sensi di colpa (ragazza in rosa), vuoi essere in pace con te stessa, intima a te stessa, senza intrusioni genitoriali (ragazza in bleu), vuoi infine essere libera di scegliere e di agire (ragazza in verde). Proprio quest'ultimo bisogno (prendere una decisione) ti porta verso il gesto "omicida". Che però non compi. All'epoca non eri matura per compierlo. Che ne dici, Rebecca? Molto affascinante, molto vero. La mente è meravigliosa nell'ordire simuilazioni liberatorie. Con affetto. Luciano.

ann*** - 20 anni e 6 mesi fa
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