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La guida risponde

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Una parte di me saliva le scale

Domanda

Caro Luciano, questo e' il seguito della mail chiamata "Titty 1". Passo subito a parlarti del secondo sogno. SOGNO 2: questo l'ho fatto per diversi mesi all'eta' di 25 anni. Nonostante sia passato meno tempo rispetto all'altro, il ricordo che ne ho e' piuttosto vago, quindi cerchero' di descriverti cio' che rammento. Una delle cose strane di questo sogno era che partiva da una situazione realmente vissuta. All'epoca del sogno avevo da poco lasciato Milano, citta' in cui spesso m'era capitato di partecipare a feste in bellissime ville, sia per motivi professionali, che mondani. Non so perche' in quel sogno mi venisse ripresentata proprio quella villa e proprio quella festa. Ad ogni modo arrivo in questa villa con il mio accompagnatore. Grande parco intorno. Piscina stupenda con tanto d'isoletta simil-tropicale al centro e scalinata che dall'acqua sale direttamente fino al salone della casa. Fin qui niente di strano. Tanti invitati. Tutti reali e perfettamente rispondenti alle loro effettive sembianze. Io sono tranquilla, mi sento a mio agio, parlo e scherzo con molta serenita'. Tutti sembrano sereni e tranquilli. Poi arriva la stranezza. M'allontano per andare in bagno. Mi muovo con sicurezza perche' conosco bene la villa; ma, oltrepassato l'imperiale salone, cambia tutto. Nel sogno continuo a muovermi con tranquillita'; ma io so com'e' fatta la villa e quindi divengo spettatore incuriosito di "quella me", che, con sicurezza, si dirige...dove? La villa, nella realta', s'estendeva in un solo piano, nel sogno "quella me" comincia salire una scalinata enorme e lunghissima. E' fatta tutta di marmo rosa con un'ampia guida di velluto rosso scuro. Paffuti angioletti sorreggono gli ampi corrimano. Sale sicura. Tutto le sembra regolare; ma in realta' non lo e'. Non ho paura; ma vorrei avvisare "quella me" che la villa non era cosi' e che chissa' dov'e' finita; ma non riesco a parlare. Lei continua a salire sicura. Dopo un'infinita' di gradini arriva al primo piano. Sembra un castello medievale. Grandi arazzi alle pareti. Quadri di avi. Porte massicce. Alcune sono aperte, altre chiuse. "Quella me" si dirige con sicurezza verso una di quelle chiuse. La apre. Incredibile e' il bagno! La cosa davvero assurda e' che e' identico a quello della villa reale. Tutto blu oltremare. Un'antibagno che e' praticamente un salotto con tanto di poltroncine. Persino l'acquario vicino alla vasca idromassaggio e' identico a quello reale. "Quella me" non s'accorge di nulla e continua a farsi i fatti suoi: si rifa' il trucco, si guarda allo specchio, si sente bella e sicura di se'. Io, intanto, la guardo e m'innervosisco perche' non riesco a parlare e lei mi sembra cosi' stupida a non accorgersi di quanto sta accadendo! Quando esce dal bagno la casa e' cambiata di nuovo. E' diventata un incrocio tra un labirinto ed una casa surreale d'un film di fantascienza tutta fatta di vetro e specchi. "Quella me", finalmente, si rende conto che qualcosa non quadra. A quel punto riesco a parlare e le spiego cio' che e' avvenuto. Decidiamo di cercare insieme l'uscita. Torno a vedere con i suoi occhi. Sono di nuovo tutta "intera". A questo punto non ricordo bene quante volte salgo e scendo scale sospese a mezz'aria. Quante volte mi ritrovo in strade senza sbocco e quindi ritorno sui miei passi. Troppe volte per potermene ricordare. Cio' che mi ha colpito e che mi e' rimasto in mente di tutto cio' sono solo due stanze. Una perche' per entrarci m'ero dovuta buttare giu' dalle scale visto che si trovava proprio sotto a mo' di recipiente. Era interamente coperta di specchi. Ricordo che per tornare sulle scale mi basto' fare un salto verso l'alto. L'altra, l'ultima prima di trovare l'uscita, perche' prospettava una situazione davvero bizzarra. Stanza stretta ed infinitamente lunga. Specchi anche qui su tutte le pareti. Acqua scrosciante sul pavimento. C'era un enorme biga su cui molti si divertivano fino alla follia. Alla guida, a spronare dei bellissimi cavalli bianchi, solo un giovane, tra l'altro bellissimo, che m'invita a salire. Mano tesa e sorriso splendente...come dire di no? Difatti salgo su quella specie di carro carnevalesco. Lui m'afferra al volo, ma la salita e' in realta' molto dolce, come se si fosse fermato. Non conosco assolutamente nessuno, ma mi sento tra amici. Come salgo mi accorgo che c'e' un gran vento su', come se la biga stesse andando ad un'altissima velocita', eppure, da terra sembrava muoversi sul posto. Mi guardo intorno e noto che in realta' stiamo davvero attraversando un corridoio perche' posso vedere, fra gli specchi, le stanze che mi sfrecciano ai lati. Ad un certo punto m'avvicino al ragazzo alla guida e gli dico di farmi scendere perche' ho visto l'uscita. Lui mi prende per la mano e mi rimette a terra al volo com'ero salita. Nonostante la velocita' scendo a terra in maniera stabile. Mi giro verso la biga e di nuovo ho la sensazione che corra sul posto. Ad ogni modo spingo uno degli specchi e mi ritrovo nel bel mezzo d'un giardino d'una villa. E' tutto diverso, ma sento che e' la strada giusta. Non conosco nessuno degli invitati, elegantissimi nei loro abiti da sera, ma mi fermo ugualmente alla festa. Al termine della serata, trovo una macchina fuori del cancello che mi aspetta per riportarmi a casa mia. La cosa molto strana di questo sogno e' anche che in nessuna di queste assurde situazioni io mi sono mai sentita terrorizzata o spiazzata. Il mio stato d'animo, in questo sogno e' tranquillo dall'inizio alla fine. Sento solo una grande curiosita' e provo stizza solo nel punto in cui mi sdoppio e vedo l'altra me del tutto disinteressata a cio' che le succede intorno. Certo come descrizione del sogno mi rendo conto essere vaga, ma ricordo solo questo... GRAZIE! Baci Titty.

Risposta

Si tratta di un conflitto di attrazione-attrazione o doppiamente adiente fra due tipologie di vita. Quella della giovane indipendente, singola, pienamente padrona di sè, e quella della donna che si lega ad un uomo, che assume il ruolo matrimoniale. Il primo tipo, all'epoca del sogno era dominante, s'identificava con te stessa, col tuo Io. Il secondo è rappresentato da un Sè impazzito, dall'"altra me stessa". Il desiderio sponsale-generativo, evidentemente, era forte ma conflittuale. Invano una parte di te tentava di dissuadere l'altra dall'assunzione di un copione antico (il matrimonio) simboleggiato dal castello medievale (la tradizione idealizzata e sottoposta a leggi ferree). Il brimo balzo verso il nuovo status sociale consiste in un cammino di femminilizzazione (rosa) e di adattamento all'idea, al progetto (corsia rossa). Tale adattamento è simboleggiato dall'atto di salire una scala, ove i paffuti angioletti simboleggiano la spinta generativa: "E' fatta tutta di marmo rosa con un'ampia guida di velluto rosso scuro. Paffuti angioletti sorreggono gli ampi corrimano. Sale sicura. Tutto le sembra regolare; ma in realta' non lo e". Il secondo balzo consiste nell'offerta-alienazione del tuo corpo. Tale cosa è simboleggiata da un bagno che rappresenta sempre denudazione e fisicità. Tale realtà tuttavia non ti sgomenta. Ti sembra piacevole e sognante. Nel dono avvenuto ritrovi la tua intimità (blu oltremare). Ma il conflitto continua ad imperversare: "Non ricordo bene quante volte salgo e scendo scale sospese a mezz'aria". Si sblocca di fronte ad un atto deciso della volontà, dissociata dalla mente (m'ero dovuta buttare giu' dalle scale visto che si trovava proprio sotto a mo' di recipiente) ed alla rassicurazione interiore che il tuo aspetto fisico non sarebbe sfiorito a causa del matrimonio (Era interamente coperta di specchi). Nonchè dalla avvertita possibilità di recedere, di cambiare idea (Ricordo che per tornare sulle scale mi basto' fare un salto verso l'alto). Ma soprattutto di fronte alla considerazione che tanti si sposano e trovano piacevole il matrimonio come un gioco. Tale concetto è espresso con l'immagine della enorme biga, trainata da cavalli bianchi (passioni idealizzate, socialmente accettate) su cui tanti si divertono (C'era un enorme biga su cui molti si divertivano fino alla follia. Alla guida, a spronare dei bellissimi cavalli bianchi, solo un giovane, tra l'altro bellissimo, che m'invita a salire). Affettuosamente. Luciano.

com*** - 20 anni e 5 mesi fa
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