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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Maturità 2010: testo e traduzione versione di greco</title>
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	<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:24:51 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>filosofia</category><category>versioni_assegnate_alla_maturit_</category><category>in evidenza</category><category>platone apologia</category><category>socrate e la politica</category><category>versione greco maturità</category><category>versione maturità 2010</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/maturit_01.jpg" class="left" border="0" width="180" height="94" alt="" /><br />
Ecco qui il testo e la traduzione della versione di greco assegnata per la prova di maturità (23 giugno 2010)</p>
<p>ἐγὼ γάρ, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ἄλλην μὲν ἀρχὴν οὐδεμίαν [32b] πώποτε ἦρξα ἐν τῇ πόλει, ἐβούλευσα δέ·</p>
<p><strong>Infatti, Ateniesi, non rivestii nessun&#8217;altra carica in città, ma fui membro del Consiglio;</strong></p>
<p> καὶ ἔτυχεν ἡμῶν ἡ φυλὴ Ἀντιοχὶς πρυτανεύουσα ὅτε ὑμεῖς τοὺς δέκα στρατηγοὺς τοὺς οὐκ ἀνελομένους τοὺς ἐκ τῆς ναυμαχίας ἐβουλεύσασθε ἁθρόους κρίνειν, παρανόμως, ὡς ἐν τῷ ὑστέρῳ χρόνῳ πᾶσιν ὑμῖν ἔδοξεν. </p>
<p><strong>E per caso la stirpe Antiochide, la nostra, gestì la Pritania quando voi voleste giudicare colpevoli tutti insieme i dieci strateghi che non raccolsero i dispersi dalla battaglia navale, in modo ingiusto, come in un secondo tempo sembrò evidente a voi tutti.</strong></p>
<p>τότ᾽ ἐγὼ μόνος τῶν πρυτάνεων ἠναντιώθην ὑμῖν μηδὲν ποιεῖν παρὰ τοὺς νόμους καὶ ἐναντία ἐψηφισάμην· </p>
<p><strong>Allora fra i pritani solo io mi opposi a che voi non faceste nulla contro  le leggi e votai contro.</strong></p>
<p>καὶ ἑτοίμων ὄντων ἐνδεικνύναι με καὶ ἀπάγειν τῶν ῥητόρων, καὶ ὑμῶν κελευόντων καὶ βοώντων, μετὰ τοῦ [32c] νόμου καὶ τοῦ δικαίου ᾤμην μᾶλλόν με δεῖν διακινδυνεύειν ἢ μεθ᾽ ὑμῶν γενέσθαι μὴ δίκαια βουλευομένων, φοβηθέντα δεσμὸν ἢ θάνατον. </p>
<p><strong>E, sebbene gli oratori fossero pronti a segnarmi a dito e a imprigionarmi, e nonostante voi lo pretendeste e urlaste, credevo che fosse necessario che io corressi rischi dalla parte di legge e giustizia piuttosto che stessi con voi, quando non deliberavate cose giuste, poiché temevo la prigione o la morte.</strong></p>
<p>καὶ ταῦτα μὲν ἦν ἔτι δημοκρατουμένης τῆς πόλεως· </p>
<p><strong>E questo accadeva, quando ancora la città era democratica:</strong></p>
<p>ἐπειδὴ δὲ ὀλιγαρχία ἐγένετο, οἱ τριάκοντα αὖ μεταπεμψάμενοί με πέμπτον αὐτὸν εἰς τὴν θόλον προσέταξαν ἀγαγεῖν ἐκ Σαλαμῖνος Λέοντα τὸν Σαλαμίνιον ἵνα ἀποθάνοι, οἷα δὴ καὶ ἄλλοις ἐκεῖνοι πολλοῖς πολλὰ προσέταττον, βουλόμενοι ὡς πλείστους ἀναπλῆσαι αἰτιῶν.</p>
<p><strong>Quando poi venne l&#8217;oligarchia, i trenta (tiranni), avendo condotto me stesso per quinto nel Tolo, ordinarono di portar via da Salamina Leone il Salamino perché morisse,  infatti quelli ordinavano anche a molti altri molte infamie simili volendo riempire di colpe quanti più uomini possibile.</strong></p>
<p> τότε μέντοι ἐγὼ [32d] οὐ λόγῳ ἀλλ᾽ ἔργῳ αὖ ἐνεδειξάμην ὅτι ἐμοὶ θανάτου μὲν μέλει, εἰ μὴ ἀγροικότερον ἦν εἰπεῖν, οὐδ᾽ ὁτιοῦν, τοῦ δὲ μηδὲν ἄδικον μηδ᾽ ἀνόσιον ἐργάζεσθαι, τούτου δὲ τὸ πᾶν μέλει. </p>
<p><strong>E allora certo io dimostrai non con un discorso, ma con l&#8217;azione che a me della morte non importa, se non è troppo rozzo a dirsi, ma che invece mi importa per davvero ciò, di non fare nulla di ingiusto o di sciocco.</strong></p>
<p>ἐμὲ γὰρ ἐκείνη ἡ ἀρχὴ οὐκ ἐξέπληξεν, οὕτως ἰσχυρὰ οὖσα, ὥστε ἄδικόν τι ἐργάσασθαι, ἀλλ᾽ ἐπειδὴ ἐκ τῆς θόλου ἐξήλθομεν, οἱ μὲν τέτταρες ᾤχοντο εἰς Σαλαμῖνα καὶ ἤγαγον Λέοντα, ἐγὼ δὲ ᾠχόμην ἀπιὼν οἴκαδε.</p>
<p><strong>Questo potere, che era così violento, non mi spinse a fare qualcosa di ingiusto, ma quando uscimmo dal Tolo, in quattro andarono a Salamina e presero Leone, invece io, girando loro le spalle, me ne tornai a casa.</strong></p>
 
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	<description>Ecco qui il testo e la traduzione della versione di greco assegnata per la prova di maturità (23 giugno 2010)
ἐγὼ γάρ, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ἄλλην μὲν ἀρχὴν[...]</description>
	
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	<title>Perché l&#039;amore qualche volta ha paura</title>
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	<pubDate>Mon, 10 May 2010 22:43:13 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>saranno_famosi</category><category>guillaume musso</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/musso1.jpg" class="left" border="0" width="87" height="131" alt="" /><strong>Abstract</strong>: Una ragazza che non si sente amata e che non sa amare. Un padre che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Un fidanzato deluso che non riesce a non amare. Questi i protagonisti di una storia tenera ed appassionante, fatta di inseguimenti e rese, di fughe e di ritorni.</p>
<p><strong>Breve commento</strong>:<br />
Musso tenta la strada dell&#8217;avventura e, abbandonando nella prima parte i temi intimistici che gli sono consoni, offre un divertente spaccato che sembra tratto di peso dalle storie di Arsenio Lupin. Si percepisce uno iato con la seconda parte, in cui si sviscerano sentimenti legati all&#8217;emozione, alla morte e alla gioia. Non disturba neppure una lunga parentesi pesantemente fantasy</p>
<p><strong>Frasi estrapolate dal testo</strong>:<br />
Solo i nemici ci dicono la verità: gli amici e gli amanti mentono in continuazione, catturati dalla ragnatela del dovere (S. King)</p>
<p>Ma ecco la cosa più atroce: l&#8217;arte della vita consiste nel nascondere alle persone più care la nostra gioia di essere con loro, altrimenti si perdono (C. Pavese)</p>
<p>La nostra vita è un libro che si scrive da solo. Siamo personaggi di un romanzo che non sempre comprendono fino in fondo quel che vuole l&#8217;autore (J. Green)</p>
<p>L&#8217;amore è il diritto che diamo all&#8217;altro di perseguitarci (F. Dostoevskij)</p>
<p>Il passato non muore mai. Anzi, non è nemmeno passato (W. Faulkner)</p>
<p>Il guaio non è il dolore. Il dolore ti fa soffrire, ma non ti distrugge. Il guaio è la solitudine generata dal dolore. È quella che ti uccide a poco a poco, che ti isola dagli altri e dal mondo. E che risveglia tutto ciò che c&#8217;è di peggio in te (G. Musso)</p>
<p><strong>Curiosità</strong>:<br />
A Parigi sono disponibili per cittadini e turisti ventimila biciclette pubbliche, dette Vélib, che si prendono e si lasciano secondo il bisogno.</p>
 
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	<description>Abstract: Una ragazza che non si sente amata e che non sa amare. Un padre che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Un fidanzato deluso che non riesce a non amare. Questi i protagonisti di una storia tenera[...]</description>
	
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	<title>L&#039;invidia dei recensori: il caso Zoilo</title>
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	<pubDate>Mon, 10 May 2010 22:37:07 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>epica</category><category>critici invidiosi</category><category>homeromastix</category><category>zoilo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/zoilo.jpg" class="left" border="0" width="432" height="284" alt="" /><br clear="both" /><em>Zoilo!</em> Così <strong>Miguel de Cervantes </strong>apostrofava i suoi detrattori.<br />
<em>Tutti Zoilo!</em> Rimarcava <strong>Goethe</strong> quando qualche oscuro critico si scagliava contro la sua opera.</p>
<p>Il povero <strong>Zoilo di Anfipoli</strong> (400.320 a.C.) è passato alla storia come il critico invidioso per antonomasia. Effettivamente, scegliere come bersagli del proprio livore carichi da novanta come <strong>Platone, Isocrate </strong>ma soprattutto Omero è scelta suicida nel mondo della letteratura.</p>
<p>Siccome ben pochi suoi frammenti sono sopravvissuti alla tirannia dei secoli, non sappiamo neppure bene su che cosa si appuntassero i suoi strali: pare che si rimproverasse ad Isocrate l&#8217;evoluzione di linguaggio compiuta rispetto a Lisia, oratore, questo, davvero amato da Zoilo.</p>
<p>Omero, poi, veniva liquidato come autore fantasy per le evidenti inverosimiglianze dei suoi poemi: Zoilo, che passa al setaccio della ragione tutte le affermazioni, le invenzioni, le contraddizioni omeriche, che liquida con ironia come fandonie le vicende che hanno condizionato l&#8217;intera letteratura occidentale, meritò da subito l&#8217;appellativo di <em>Homeromastix</em>, la frusta di Omero.</p>
<p>I tanti fans dell&#8217;epica non furono in grado di sopportare questo affronto: al tronfio detrattore tesero un agguato e la rissa sfociò nell&#8217;attentato. Zoilo morì per mano dei seguaci di Omero.<br />
A quei tempi, di cultura si poteva anche morire.</p>
 
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	<description>Zoilo! Così Miguel de Cervantes apostrofava i suoi detrattori.
Tutti Zoilo! Rimarcava Goethe quando qualche oscuro critico si scagliava contro la sua opera.
Il povero Zoilo di Anfipoli (400.320 a.C.) è[...]</description>
	
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	<title>Roma e Grecia: monografie di storia militare da oggi in edicola</title>
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	<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 19:27:18 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>greco</category><category>collana storia militare</category><category>guerre puniche</category><category>libri strategia militare</category><category>osprey classica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/oprey.jpg" class="left" border="0" width="186" height="250" alt="" /></p>
<p>Sto sfogliando avidamente il primo volume della collana “<a href="http://www.rbaitalia.it/ospreyclassica"><em>Roma e Grecia. Le battaglie, gli Eserciti, i Grandi condottieri</em></a>”, da oggi in edicola: nello snello volume, curato da <strong>Nic Fields</strong>, è trattata con chiarezza ed esaustività la strategia militare di Roma e Cartagine ai tempi delle guerre puniche.<br />
Se il difetto della storia, così come si studia oggi, è ancorare date e dati alla memoria senza l&#8217;ausilio della logica, se la letteratura invece tende a trasfigurare in chiave epica gli eventi dell&#8217;antichità, mi sembra che questa nuova serie colmi entrambe queste lacune, offrendo un panorama chiaro e circostanziato delle vicende belliche e delle strutture militari che le animarono.<br />
Particolarmente pregevole è l&#8217;apparato iconografico, composto non solo di foto d&#8217;archivio su questo o quel reperto archeologico, ma anche di panoramiche sui luoghi che furono scenario di cruente battaglie (grande attenzione è infatti rivolta alla topografia scelta), di ricostruzioni stilizzate, di cartine storiche. Nell&#8217;exemplum che correda il volume si promettono, per i numeri successivi, anche ricostruzioni in 3D.<br />
Le fonti letterarie, pur riportate testualmente, sono però discusse e rianalizzate alla luce dei più recenti studi balistici e strategici.<br />
L&#8217;RBA, che distribuisce in Italia questa collana edita da <strong>Osprey Publishing</strong>, nel lancio ha voluto strafare: al prezzo concorrenziale (solo 3,90 euro), ha aggiunto, in omaggio, il numero di febbraio della rivista <em>Storica</em> del National Geographic (che mi ha regalato un&#8217;altra oretta molto piacevole).<br />
Il piano dell&#8217;opera prevede 41 fascicoli, di cui 22 dedicati a Roma e 19 alla Grecia. Questi gli argomenti trattati:</p>
<p><strong>Età eroica</strong>:<br />
<em>Troia tra storia e mito,<br />
 Guerrieri micenei </em></p>
<p><strong>Guerre persiane</strong>:<br />
<em>Greci contro Persiani<br />
La battaglia di Maratona<br />
Termopili, la resistenza dei Trecento,<br />
L&#8217;esercito persiano<br />
Guerrieri della lega Ellenica</em></p>
<p><strong>Guerra del Peloponneso</strong>:<br />
<em>Atene e Sparta<br />
Siracusa, il disastro ateniese<br />
Opliti, guerrieri da leggenda<br />
Guerra sul mare<br />
Le città stato fortificate</em></p>
<p><strong>Alessandro Magno</strong>:<br />
<em>La conquista dell&#8217;Asia<br />
Il Granico, fucina di un mito<br />
L&#8217;esercito di Alessandro<br />
Guerra d&#8217;assedio<br />
Guerrieri macedoni<br />
Ai confini della Grecia</em></p>
 
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	<description>Sto sfogliando avidamente il primo volume della collana “Roma e Grecia. Le battaglie, gli Eserciti, i Grandi condottieri”, da oggi in edicola: nello snello volume, curato da Nic Fields, è trattata[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Abuso di legittima difesa per il papà di Eutifrone</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2010/01/abuso-di-legittima-difesa-per-il-papa-di-eutifrone</link>
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	<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:21:11 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>filosofia</category><category>delitti atene</category><category>platone eutifrone</category><category>versioni platone</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/eutifrone.jpg" class="left" border="0" width="243" height="250" alt="" />Guai seri ad avere un figlio come <strong>Eutifrone</strong>!<br />
Aristofane aveva da poco ridicolizzato nelle <em>Nuvole</em> quei genitori che, facendo studiare i figli, li rendevano tronfi, pigri e presuntuosi, quando Platone offrì con Eutifrone un chiaro esempio di rampollo problematico.<br />
Forte della sua moralità, arrogante nel considerarsi depositario di ogni bene, questo giovanotto incontra Socrate davanti al portico dell&#8217;arconte <em>basileus</em>, dove si discutono le cause giudiziarie.<br />
Il filosofo, come ben sappiamo, è stato convocato per l&#8217;accusa di empietà e corruzione dei giovani mossagli da Melito del borgo di Pitteo; Eutifrone è lì invece nelle vesti di accusatore.<br />
Imputato, il vecchio padre, colpevole di omicidio.<br />
Ma era davvero omicidio?<br />
Sentiamo dalla bocca dello stesso Eutifrone la dinamica degli eventi:</p>
<p>Ἐπεὶ ὅ γε ἀποθανὼν πελάτης τις ἦν ἐμός, καὶ ὡς ἐγεωργοῦμεν ἐν τῇ Νάξῳ, ἐθήτευεν ἐκεῖ παρ᾽ ἡμῖν.<br />
Siccome il morto era un mio operaio e dato che facevamo lavori agricoli a Nasso, abitava lì da noi.</p>
<p>Παροινήσας οὖν καὶ ὀργισθεὶς τῶν οἰκετῶν τινι τῶν ἡμετέρων ἀποσφάττει αὐτόν.<br />
Essendosi ubriacato e poi irritato con uno dei nostri servi, lo scanna.</p>
<p> Ὁ οὖν πατὴρ συνδήσας τοὺς πόδας καὶ τὰς χεῖρας αὐτοῦ, καταβαλὼν εἰς τάφρον τινά, πέμπει δεῦρο ἄνδρα πευσόμενον τοῦ ἐξηγητοῦ ὅτι χρείη ποιεῖν.<br />
Allora mio padre, avendogli legato i piedi e le mani, dopo averlo gettato in un fosso, manda un uomo per domandare all&#8217;Esegeta (interprete ufficiale delle leggi, n.d.T) che cosa bisognasse fare.</p>
<p>Ἐν δὲ τούτῳ τῷ χρόνῳ τοῦ δεδεμένου ὠλιγώρει τε καὶ ἠμέλει ὡς ἀνδροφόνου καὶ οὐδὲν ὂν πρᾶγμα εἰ καὶ ἀποθάνοι, ὅπερ οὖν καὶ ἔπαθεν·<br />
E in questo periodo non si cura e si disinteressa del suo prigioniero in quanto assassino e  non si preoccupa per niente se anche muoia, cosa che poi subì addirittura.</p>
<p>ὑπὸ γὰρ λιμοῦ καὶ ῥίγους καὶ τῶν δεσμῶν ἀποθνῄσκει πρὶν τὸν ἄγγελον παρὰ τοῦ ἐξηγητοῦ ἀφικέσθαι.<br />
Muore per la fame e il freddo e le catene prima che il messaggero ritorni dall&#8217;Esegeta.</p>
<p>Già dal modo di parlare, Eutifrone risulta antipatico: non c&#8217;è compassione per il morto, mai nominato se non come proprio lavorante (insopportabile l&#8217;enfasi concessa ai possessivi), non c&#8217;è umanità neppure nel descrivere le azioni del padre, coordinate malmente fra loro. Quel che a Eutifrone importa è il giudizio morale, l&#8217;accusa di inadempienza formulata ripetutamente, con una serie di sinonimi  (ὠλιγώρει e  ἠμέλει e addirittura la perifrasi  οὐδὲν ὂν πρᾶγμα, propria del lessico popolare) spropositata rispetto alla freddezza del resoconto precedente.<br />
Giustamente il padre di Eutifrone è arrabbiatissimo con il figlio, che, lungi dal proteggere la famiglia, date anche le circostanze del caso, si fa accusatore.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100114152111"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100114152111?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100114152111" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100114152111&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Fabuso-di-legittima-difesa-per-il-papa-di-eutifrone"/></p>
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	<description>Guai seri ad avere un figlio come Eutifrone!
Aristofane aveva da poco ridicolizzato nelle Nuvole quei genitori che, facendo studiare i figli, li rendevano tronfi, pigri e presuntuosi, quando Platone[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Regalati un guerriero macedone</title>
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	<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 13:38:18 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>greco</category><category>fantasy lover</category><category>hot topic</category><category>romanzi ambientati in grecia</category><category>sherrilyn kenyon fantasy lover</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/fantasylover.jpg.jpg" class="left" border="0" width="216" height="360" alt="" />“Jillian di Macedonia, Jillian di Macedonia, Jillian di Macedonia”.<br />
Se lo evocate tre volte, in una notte di luna piena, potrebbe materializzarsi dalle pagine polverose di un libro antico un vero guerriero ellenico, nato in Macedonia ma allevato a Sparta e costretto da un incantesimo a soddisfare tutte le voglie (non molto ortodosse) della donna che lo abbia cercato.<br />
Con questa premessa, si apre una <strong>saga fantasy </strong>particolarmente briosa, che arraffa a mano piena echi e suggestioni del mondo classico e li condisce con effetti speciali propri della contemporaneità.<br />
Nel primo volume, <em>Fantasy lover</em>, gli effetti di straniamento di Jillian, attrezzato a combattere lealmente risolvendo con la spada ogni questione e catapultato in un mondo buonista e falso, sono esilaranti.<br />
<strong>Priapo, Eros, Afrodite</strong> in persona vestono qui i panni moderni di centauri aggressivi o di top manager griffate, ma mantengono inalterate le peculiarità raccontateci dai classici.<br />
Come Jillian si stupisce che non si commini pena di morte agli psicopatici e ai vili che affollano l&#8217;esistenza contemporanea, così Grace resta perplessa di fronte alle crudeltà inferte a scopi pedagogici a Sparta: entrambi avranno molto da apprendere dal confronto fra le proprie convinzioni e quelle passate.<br />
Parecchie pagine maliziose, con riferimenti continui ed erotici al sesso, sconsigliano certo l&#8217;introduzione a scuola dei libri di <strong>Sherrilyn Kenyon</strong>, ma, in questa deliziosa favola per adulti, sono annidati parecchi spunti di riflessione fra pagine e pagine di dilettevole lettura</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100103133818"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100103133818?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100103133818" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100103133818&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Fregalati-un-guerriero-macedone"/></p>
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	<description>“Jillian di Macedonia, Jillian di Macedonia, Jillian di Macedonia”.
Se lo evocate tre volte, in una notte di luna piena, potrebbe materializzarsi dalle pagine polverose di un libro antico un vero[...]</description>
	
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	<title>Come stai?</title>
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	<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 18:52:19 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>greco</category><category>allusioni classiche</category><category>umberto eco secondo diario minimo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> < <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/secondodiario_01.jpg" class="left" border="0" width="155" height="250" alt="" />Nel suo <em>Il secondo diario minimo</em>, <strong>Umberto Eco </strong>raccoglie suoi brevissimi interventi, spesso venati da sfumature ironiche, in cui la cultura è a volte sottintesa, rielaborata, ristrutturata a fini parodistici.<br />
In quest&#8217;ottica, è da leggere l&#8217;articolo intitolato “<em>Come stai</em>?” in cui Eco immagina di interpellare una serie di personaggi storici e letterari la cui biografia carica di reconditi significati l&#8217;apparente banalità della risposta.<br />
Eccone alcuni:</p>
<blockquote><p>Icaro: “uno schianto”<br />
Proserpina: “Mi sento giù”<br />
Prometeo: “Mi rode”<br />
Teseo: “Sinché mi dan corda&#8230;”<br />
Edipo “La mamma è contenta”<br />
Damocle: “Potrebbe andare peggio”<br />
Priapo: “Cazzi miei”<br />
Ulisse: “Siamo a cavallo”<br />
Omero: “La vedo nera”<br />
Talete: “Ho l&#8217;acqua alla gola”<br />
Epimenide: “Mentirei se glielo dicessi”<br />
Demostene: “Difficile a dirsi”<br />
Pitagora: “Tutto quadra”<br />
Ippocrate: “Sinché c&#8217;è la salute&#8230;”<br />
Socrate: “Non so”<br />
Diogene: “Da cani”<br />
Aristotele: “Mi sento in forma”<br />
Plotino. “Da Dio”<br />
Schliemann “Sotto sotto, bene”</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100102185219"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100102185219?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100102185219" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100102185219&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Fcome-stai-2"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;illusione scolastica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/12/lillusione-scolastica</link>
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	<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 09:43:59 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>scuola_e_didattica</category><category>crisi della scuola</category><category>didattica</category><category>edmondo berselli</category><category>postitaliani</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/postitaliani.jpg" class="left" border="0" width="116" height="180" alt="" />Ho sempre amato le frasi funamboliche e lo stile maiuscolo di <strong>Edmondo Berselli</strong>. In questi giorni, mi sono imbattuta in un lungo saggio, <em>Post italiani</em> (Mondadori, 2003) in cui l&#8217;autore, non senza sfoggi eruditi, cerca di fotografare dal punto di vista sociologico la vita degli italiani dopo la caduta di quei valori che avevano orientato lo stile di vita negli anni di Piombo.<br />
L&#8217;utopia comunista da un lato, la fede cattolica dall&#8217;altro avevano condizionato le coscienze italiane per tutto il secolo scorso. Che ne è alle soglie del Duemila?<br />
Vorrei riproporvi excepta dal  suo lucido e doloroso discorso sulla scuola (da lui interpretata come l&#8217;ultima roccaforte dello sperimentalismo di sinistra)</p>
<blockquote><p>“Brave maestrine, maltrattatissime dallo Stato patrigno, avevano accettato con tanta buona volontà il comandamento antipassatista che per imparare a leggere e scrivere i ragazzini dovessero “partire dal grafo”, sgorbiare i quaderni senza preoccupazioni né estetiche né semantiche, finchè per un miracolo dell&#8217;antipedagogia lo sgorbio non si sarebbe evoluto in una firma, in uno stampatello, in un corsivo decifrabile, insomma nel controllo calligrafico maturo, per quanto tardivo, della scrittura. Altre storie e altri tempi, quando le mamme insegnavano ai bambini a comporre !a, bi, ci2 in modo rigorosamente conservatore ma funzionale, sicché questi andavano spesso a scuola che sapevano già leggere e scrivere, con le vecchie maestre che gongolavano di soddisfazione per le doti dei pupi. Adesso grazie al grafo e allo sgorbio ci si mette un anno anno, se il dio dei grafi collabora, e i figli dell&#8217;età techno, espertissimi di giochi complicati alla playstation, continuano a leggere con il ito sulla pagina fino alle medie, sillabando in modo inarticolato, ai limiti della disabilità.[&#8230;]<br />
Nei licei si era imposto come testo base “<em>Il materiale e l&#8217;immaginario</em>”, di Remo Ceserani e Lidia De Federicis: una bibbia transgenerazionale, un&#8217;opera sofisticata, il vero e unico manuale totale interdisciplinare, in cui trasparivano strumentazioni come la semiologia e lo strutturalismo. La contestualizzazione veniva realizzata dal testo, dal docente, dalle capacità percettive e categoriali dell&#8217;alunno: accidenti, si insegnava un metodo, non una serie di curiosità slegate o eterogenee.<br />
Basta con lo “strano ma vero””, con gli episodi celebri, con le date, con le paci, le guerriciole, le successioni, il cuius regio esiu religio, la Prammatica sanzione, i matrimoni morganatici, il Dio me l&#8217;ha data, l&#8217;Obbedisco. [&#8230;]<br />
Come nelle migliori pedagogie, anche in questo caso si commetteva un peccato di ottimismo, nel senso che si pensava, e si continua a pensare, che la popolazione scolastica sia la migliore possibile, quindi da sollecitare con riflessioni e metodi, meglio ancora con metodologie.[&#8230;] Sotto sotto, serpeggiava l&#8217;idea della scuola come una comunità di lavoro, un laboratorio sociopolitico, un atelier spirituale in cui si sarebbe realizzata la fusione degli animi, cioè il miracolo immateriale del modellarsi di una coscienza condivisa.<br />
Per la verità sarebbe bastato osservare le facce degli studenti, adolescenti e postadolescenti, osservando quelle fisionomie medioborghesi o tardoproletarie, l&#8217;abbigliamento, le acconciature tendenziose e i tatuaggi, gli smalti neri o viola sulle unghie, per temperare questo ottimismo; sarebbe bastato qualche approfondimento sulle loro abitudini per capire in quale direzione si evolvessero gli interessi.<br />
Secondo i pessimisti, verso una propensione generalmente irresponsabile al consumo, al materialismo spicciolo, all&#8217;intrattenimento svaccato, verso una spiccata brutalità nei rapporti fra i sessi, l&#8217;assenza di galateo come stile collettivo. E allora perché si nutrivano tante illusioni, così generoso ma anche così irrealistiche? Per quale ragione, nonostante l&#8217;invecchiare grigio dei “prof”, la loro perdita di status, come raccontavano le indagini dello Iard, corredata dal disincanto professionale, dallo stipendio effettivamente di merda, dalla conseguente femminilizzazione del corpo docente, e via andare?”</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091221094359"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091221094359?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091221094359" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091221094359&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F12%2Flillusione-scolastica"/></p>
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	<description>Ho sempre amato le frasi funamboliche e lo stile maiuscolo di Edmondo Berselli. In questi giorni, mi sono imbattuta in un lungo saggio, Post italiani (Mondadori, 2003) in cui l&amp;#8217;autore, non[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I classici per la scuola dell&#039;Europa</title>
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	<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 12:06:10 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>congressi_e_convegni</category><category>classici a scuola</category><category>convegno a venezia</category><category>humanitas</category><category>paideia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/venezia.jpg" class="left" border="0" width="180" height="135" alt="" />ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICA - VENEZIA UNIVERSITÀ CA&#8217; FOSCARI VENEZIA<br />
Dipartimento di Scienze dell&#8217;Antichità e del Vicino Oriente in collaborazione e con il patrocinio di<br />
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO<br />
Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</p>
<p>PAIDEIA/HUMANITAS<br />
I CLASSICI PER LA SCUOLA DELL&#8217;EUROPA</p>
<p>Venerdì 26 febbraio 2010 - ore 9.00-13.30<br />
Auditorium Santa Margherita - Dorsoduro 3689 - Venezia</p>
<p>PROGRAMMA<br />
ore 9.00 - Saluto<br />
FILIPPO MARIA CARINCI (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia)<br />
ALBERTO CAMEROTTO (Presidente A.I.C.C. Venezia)</p>
<p>ore 9.15-11.15 PRIMA PARTE - LA SCUOLA DEI CLASSICI<br />
Presiede<br />
ETTORE CINGANO (Prorettore alla Ricerca, Università Ca&#8217; Foscari Venezia)</p>
<p>LAURENT PERNOT (Università di Strasburgo)<br />
L&#8217;insegnamento della retorica nell&#8217;Antichità e la sua attualità oggi</p>
<p>MARIO GEYMONAT (Università Ca&#8217; Foscari Venezia)<br />
La scuola dei poeti antichi</p>
<p>MARCO DI BRANCO (Università di Roma La Sapienza)<br />
Gli Arabi, i Classici e l&#8217;Europa</p>
<p>FILIPPOMARIA PONTANI (Università Ca&#8217; Foscari Venezia)<br />
Il Rinascimento dei Classici per l&#8217;Europa moderna</p>
<p>ore 11.15 - Pausa Caffè</p>
<p>ore 11.30-13.30 SECONDA PARTE - I CLASSICI NELLA SCUOLA<br />
Tavola rotonda e dibattito</p>
<p>Introduce e coordina<br />
ALESSANDRO SCHIESARO (Università di Roma La Sapienza)<br />
I Classici e il presente</p>
<p>CARLO FRANCO (Liceo Classico R. Franchetti)<br />
Scuola e Democrazia</p>
<p>RENATO ONIGA (Università degli Studi di Udine)<br />
Classici e Cristianesimo</p>
<p>LUIGI SALVIONI (Liceo Classico E. Montale)<br />
Esperienze quotidiane dei Classici</p>
<p>STEFANO QUAGLIA (Ispettore dell&#8217;Ufficio Scolastico regionale del Veneto)<br />
Prospettive scolastiche</p>
<p>PROGETTO A.I.C.C. VENEZIA<br />
A cura di Alberto Camerotto, Francesca Rohr,  Davide Zammattio INFO http://lettere2.unive.it/flgreca/aicc.htm - e-mail:<br />
<alcam @unive.it><br />
Dipartimento di Scienze dell&#8217;Antichità e del Vicino Oriente - Palazzo Marcorà - Dorsoduro, 3484/D - 30123 Venezia<br />
Per i docenti e i dirigenti della Scuola superiore è stato chiesto l&#8217;esonero dal servizio per la giornata.<br />
Prenotazione obbligatoria tramite mail presso la Segreteria del convegno: Elisa Bugin < telchino85@yahoo.it><br />
</alcam></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20091214120610"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20091214120610?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20091214120610" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20091214120610&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F12%2Fi-classici-per-la-scuola-delleuropa"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICA - VENEZIA UNIVERSITÀ CA&amp;#8217; FOSCARI VENEZIA
Dipartimento di Scienze dell&amp;#8217;Antichità e del Vicino Oriente in collaborazione e con il patrocinio[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;affare Kurilov</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/11/laffare-kurilov</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/11/laffare-kurilov</guid>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:25:50 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/11/laffare-kurilov#comments</comments>
    <category>pillole_rapidi_flash_sulle_mie_letture_</category><category>affare kurilov</category><category>irene nemirovsky</category><category>romanzi sul potere</category><category>russia prerivoluzionaria</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/kurilov.jpg" class="left" border="0" width="106" height="180" alt="" />Irène Nèmirovsky <em>L&#8217;affare Kurilov</em> Adelphi, 2009 (pp.192)<br />
Letto dal 25 al 26 novembre 2009                                 Voto: 9</p>
<p><strong>Abstract</strong>:<br />
Lèon M. ha un compito importante: ammazzare il potente e spietato Kurilov, ministro dell&#8217;Istruzione ai tempi dello zar, colpevole di aver autorizzato sanguinose repressioni. Tra l&#8217;uomo pubblico e quello privato, però, non c&#8217;è coincidenza: come si può odiare un uomo malato, devoto alla famiglia e infantilmente felice di ogni onore concessogli? La Némirovsky ci offre una lucida riflessione sul potere e sulle umane debolezze</p>
<p><strong>Breve commento</strong>:<br />
Bastano poche parole, se sapientemente mescolate, per trasmettere insieme la patina di un&#8217;epoca passata e l&#8217;attualità di sentimenti imperituri. Questo bellissimo romanzo suggerisce atmosfere rarefatte, proietta fra le Brume della Russia prerivoluzionaria e tuttavia travalica il tempo, smascherando i fraintendimenti e le mistificazioni del potere e di chi lo combatte. Kurilov, con le sue spocchie di potente e le sue umane debolezze, e il suo assassino, proteso fra l&#8217;osservanza dei valori rivoluzionari e la dolente concezione dell&#8217;umana mediocrità, sono personaggi davvero indelebili.</p>
<p><strong>Frasi estrapolate dal testo:</strong><br />
<em>“I principi possono talvolta apprezzare il crimine, ma non coloro che lo commettono” (Alessandro I)</p>
<p>-La vita è breve..-. - Se è per questo, è lunga abbastanza. È la giovinezza che passa in fretta-</p>
<p>Avevo ventidue anni. Non assomigliavo affatto all&#8217;uomo che sarei diventato.</p>
<p>(Potei) contemplare con odio il cerchio dei monti che chiudevano da ogni lato l&#8217;orizzonte.</em></p>
 
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    ]]></content:encoded>
	<description>Irène Nèmirovsky L&amp;#8217;affare Kurilov Adelphi, 2009 (pp.192)
Letto dal 25 al 26 novembre 2009                                 Voto: 9
Abstract:
Lèon M. ha un compito importante: ammazzare il[...]</description>
	
	</item>
    

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