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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Thu, 09 Jul 2009 22:58:09 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Il giro del mondo in ottanta libri</title>
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	<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:41:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>il-giro-del-mondo-in-80-libri</category><category>giro  del mondo in ottanta libri</category><category>letture estive</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/giromondo.jpg" class="left" border="0" width="132" height="180" alt="" />Estate, tempo di viaggi.<br />
Se la mente è il mezzo di trasporto migliore, più rapido e indolore, e se un itinerario virtuale ha il pregio di non deludere mai, può essere divertente provare a conoscere il mondo senza muoverci da casa. I libri, in questo, ci sono di grande aiuto. Purtroppo, però, il canone occidentale ci porta a prediligere testi ambientati in Europa o negli States, mentre l&#8217;Asia, l&#8217;Africa, l&#8217;Oceania restano continenti misconosciuti, di cui ignorare bellamente pensiero e stile di vita.<br />
Mi ripropongo, così, di trascorrere del tempo in compagnia di aborigeni e di santoni, di europei e di americani attraverso una scelta di libri che non si fossilizzi più, come spesso accade, sugli autori italiani o europei, sulle storie di casa e di cosa nostra. L&#8217;idea de “<strong><em>il giro del mondo in ottanta libri</em></strong>” è nata su <strong>Anobii</strong>, quando un gruppo di  appassionati lettori ha indossato virtualmente lo zaino e si è lanciato alla scoperta del mondo attraverso i libri. L&#8217;ho raccolta con passione e, approfittando dell&#8217;estate, ho deciso di condividerla con voi.<br />
Il greco, naturalmente, resta il filo conduttore di questa guida, ma, nell&#8217;ambito dei classici, questo sovvertimento del canone servirà a relativizzare le certezze imposte dall&#8217;alto su che cosa, quando, dove e come bisogna leggere.<br />
A quasi ogni Stato verrà dunque attribuito un libro, a seconda della nazionalità dell&#8217;autore oppure dell&#8217;ambientazione della storia. Apprezzeremo stili e modi di vita diversi dal nostro e ci confronteremo con tematiche, problemi, emozioni che il mondo occidentale non considera proprie.<br />
In carrozza, signori, si parte!</p>
 
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	<title>Shakespeare scriveva per soldi</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/07/shakespeare-scriveva-per-soldi</link>
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	<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:35:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>il-giro-del-mondo-in-80-libri</category><category>nick hornby</category><category>shakespeare scriveva per soldi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/shakespe.jpg" class="left" border="0" width="114" height="180" alt="" /> <strong>Nick Hornby </strong>è un autore controverso: ha spunti intelligenti, una certa verve espressiva, ma scade spesso nel trito e nel colloquiale per compiacere i lettori improvvisati. Come critico letterario, invece, è delizioso: parla dei libri che ha letto ed amato senza nessuna spocchia censoria, senza invidie e senza sviolinate, proprio come se si rivolgesse ad amici come lui entusiasti della lettura. Per questo, non mancano riferimenti alla vita personale, agli umori e agli amori dello scrittore, nelle inedite vesti di lettore. I limiti fondamentali di questa opera sono sostanzialmente due: l&#8217;esiguo numero di testi analizzati (addirittura, Hornby ammette di non aver avuto mai un qualsivoglia volume sotto mano per un mese intero. A me non succede da quando avevo cinque anni) e il fatto che riflettano il panorama editoriale angolofono, trattando così di testi spesso non tradotti in Italia.<br />
La nostra nazione compare due volte: una, nella veloce recensione a <em>Gomorra</em>, il celeberrimo libro-inchiesta di Roberto Saviano, l&#8217;altra quando, parlando di “<em>Nell&#8217;esercito del faraone</em>” di <strong>Tobias Wolff</strong>, in cui l&#8217;autore racconta l&#8217;impatto che, da soldato, ebbe con Napoli durante la seconda guerra mondiale, compare la figura dello “zio di Roma”, un figurante che durante il funerale sappia impersonare il parente ricco, sobrio e dignitoso in contrasto con le manifestazioni esagerate di dolore dei parenti.<br />
Anche se Hornby è sostanzialmente un lettore onnivoro, lo colpiscono soprattutto i riferimenti alla <em>galassia Gutemberg</em>; per questo, riferisce curiosi particolari estrapolati dalle sue letture (il caso di <strong>Thomas Hardy</strong>, ad esempio: per permettergli di occupare da morto la sua cappella nel Wessex e consentire contemporaneamente esequie solenni a Westminster, fu seppellito due volte: il cuore da una parte, il resto del corpo, cremato, altrove). Da lui sappiamo, così, che lo sceneggiatore <strong>Spike Milligan</strong>, per superare il blocco dello scrittore, infarcisce di parolacce il copione. Quando gli manca una battuta, quando non sa come legare due parti, scrive a caratteri cubitali gravi offese e continua imperterrito nella stesura.  A storia finita, interviene a colmare le lacune: entro la decima rilettura, non c&#8217;è più traccia di volgarità.<br />
Vorrei congedarmi da Hornby riproponendovi, però, un brano da lui molto amato, tratto da <em>The child that books built </em>di <strong>Francis Spufford</strong>, sulle emozioni di un bambino che impara a leggere:</p>
<blockquote><p>“Quando mi ammalai di orecchioni non sapevo leggere, quando ripresi la scuola sì. La prima pagina dello Hobbit era un intrico di simboli da decifrare singolarmente e poi da legare con fatica l&#8217;uno all&#8217;altro[&#8230;] quando arrivai all&#8217;ultima pagina dello Hobbit, tuttavia, la scrittura si era ammorbidita, si era trasformata in liquido trasparente, dapprima viscoso e stagnante, quasi significato in gelatina, poi più fluido e scorrevole, sempre più rapido, fino a raggiungermi alla velocità del pensiero, e a quel punto non sapevo più distinguere le sue suggestioni dai miei pensieri. La mia accelerazione verso la parola scritta fu vissuta anche come trasformazione del mezzo. In realtà, la scrittura aveva cessato di essere una cosa (un oggetto del mondo) ed era diventata mezzo, sostanza attraverso la quale guardare.</p></blockquote>
 
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	<title>Intellettuali tanto per fare</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/07/intellettuali-tanto-per-fare</link>
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	<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:06:10 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>come si deve scrivere la storia</category><category>diogene</category><category>luciano</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/diogene.jpg" class="left" border="0" width="180" height="158" alt="" /><strong>Diogene il cinico</strong>, che, scardinando le convenzioni sociali, si fece alfiere di uno stile di vita davvero libero, mi ha sempre affascinato come esempio insuperabile di relativismo..<br />
Proprio perché fuori dagli schemi, Diogene era soggetto allo scherno e alla derisione di sciocchi e di  convenzionali, che non sapevano leggere la genialità trasudante dal suo anticonformismo. Per questo, tendevano ad emarginarlo dalle dinamiche di gruppo.<br />
Un giorno, si sparse a <strong>Corinto</strong> la notizia di una prossima invasione da parte delle truppe macedoni. Le leggende metropolitane sono sempre esistite: il timore si trasforma in panico, le ipotesi diventano certezze, l&#8217;ansia dilaga e il sospetto rende iperattivi. Senza che Filippo si fosse ancora mosso dagli accampamenti di <strong>Cheronea</strong> (338 a.C.), cominciarono ampie opere di fortificazione della città: tutti facevano qualche cosa, ostacolandosi l&#8217;un l&#8217;altro, azzerando il secondo ciò che aveva eretto il primo.<br />
Nel caos generale, Diogene prese la botte in cui dormiva (unica concessione alle smanie di possesso che rendono gli uomini schiavi dei propri averi), la trascinò sul colle Craneo e cominciò a farla rotolare fin sulla pianura per poi riportarla faticosamente sulla cima e continuare, proprio come in un girone dantesco. Agli astanti che gli chiedevano se fosse impazzito, rispose: “Sposto <em>anch&#8217;io la botte in tondo, per non sembrare l&#8217;unico che non fa niente tra tanti che lavorano</em>”.<br />
L&#8217;aneddoto è riportato da Luciano, come emblema del lavoro intellettuale, utile (nella modestia lucianea) solo a chi lo scrive per sentirsi d&#8217;aiuto a sè e agli altri. Paradossalmente, proprio in questo XXI secolo di Basso Impero e incultura si svela appieno il senso dell&#8217;allegoria lucianea. Persone che non leggono neppure un libro al mese si sentono legittimate a scrivere e pubblicare, intasano di testi inutili gli scaffali delle librerie, deviano il gusto, sovvertono il paradigma letterario, smaniano per dare alla loro vuota esistenza un senso solo vergando pagine che nessuno mai leggerà.</p>
 
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	<description>Diogene il cinico, che, scardinando le convenzioni sociali, si fece alfiere di uno stile di vita davvero libero, mi ha sempre affascinato come esempio insuperabile di relativismo..
Proprio perché fuori[...]</description>
	
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	<title>Storica</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/06/storica</link>
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	<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 12:13:41 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/06/storica#comments</comments>
    <category>greco</category><category>giorgio rivieccio</category><category>natural geographic</category><category>storica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/storica.jpg" class="left" border="0" width="135" height="180" alt="" />Folgorante new entry nello (scarno) Olimpo dei periodici di livello, <em>Storica</em> completa le aree di intervento del <em>National Geographic</em>. La matrice è la stessa: una forte curiosità per l&#8217;altrove, inteso qui non solo spazialmente, ma anche temporalmente<br />
Gli occhi del lettore si fanno macchina del tempo e percorrono a ritroso i misteri del passato, soprattutto di quello più lontano e affascinante, presentato, in <em>Storica</em>, con passione affabulatoria e scientifica concretezza.<br />
Fra i vari pregi dell&#8217;opera, due soprattutto mi sembrano eccezionali:<br />
1) <strong>l&#8217;uso dell&#8217;iconografia</strong>. Un malvezzo ormai decennale impone che i libri di storia siano schiacciati da immagini peregrine, prese a casaccio e non sempre coerenti con i temi che dovrebbero corredare . In <em>Storica</em>, invece, le riproduzioni iconografiche non hanno solo il ruolo estetico di rallegrare e ingentilire il testo, ma anche quello etico di visualizzare ciò che è spiegato dall&#8217;articolo.<br />
In più punti, un quadro particolarmente rappresentativo viene corredato da frecce vettoriali direzionate verso la spiegazione dell&#8217;immagine: quelli che al profano sembravano uomini e donne e paesaggi qualsiasi vengono identificati, inquadrati e illuminati da una rapida ed esaustiva spiegazione che è insieme artistica e storica.<br />
2)<strong>la stretta attualità </strong>degli argomenti proposti. Sembrerebbe un ossimoro, una contraddizione in termini associare la storia alla cronaca, eppure la scelta degli argomenti è sempre modellata sulle questioni più dibattute dai media. Un terremoto ha annientato il capoluogo dell&#8217;Abruzzo? Subito si propone un interessante approfondimento sugli edifici antisismici dell&#8217;antichità. Una nuova influenza miete vittime? L&#8217;editoriale del direttore, <strong>Giorgio Rivieccio</strong>, illumina sulle epidemie del passato.<br />
Per ottenere risultati di livello, l&#8217;equipe di Storica attinge anche ad articoli dei più blasonati periodici di storia del mondo. Compaiono così in traduzione pezzi di studiosi spagnoli, francesi, americani che, sommati all&#8217;ottimo e preponderante lavoro dei ricercatori nostrani, offrono un panorama davvero globale della ricerca storiografica.</p>
 
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	<title>Se i mesi non bastano...</title>
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	<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 09:15:49 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>greco</category><category>agosto</category><category>anno romano</category><category>calendario</category><category>in evidenza</category><category>luglio</category><category>nomi dei mesi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/calendario.jpg" class="left" border="0" width="149" height="180" alt="" /><br />
Cominciò <strong>Giulio Cesare</strong>.<br />
Si attribuì il mese del caldo, del sole e dell&#8217;estate e ribattezzò luglio (da<em> Iulius</em>) il mese <em>quintilis </em>(cioè il quinto mese di un anno che, tradizionalmente, era fatto incominciare con il risveglio della natura, a marzo)<br />
Venne dietro <strong>Augusto</strong>.<br />
L&#8217;antico <em>sextilis</em> divenne agosto.<br />
Poi ci fu <strong>Tiberi</strong>o.<br />
Era nato a novembre e sembrò doveroso al senato proporgli di intestare al suo nome il mese natale. L&#8217;imperatore, però, non era ancora incline agli stravizi che avrebbero funestato la sua laida vecchiaia caprese e rispose arrogantemente: “E che cosa fareste se ci fossero tredici Cesari?” (Svet. <em>Tib</em>.26; Cassio Dione <em>St. Rom</em>.57.18)<br />
<strong>Nerone</strong> inizialmente volle imitare questo bel gesto e rispose con un rifiuto al solito senatore asservito al potere che proponeva untuosamente di anticipare il Capodanno a dicembre, in onore del genetliaco del principe. Se ne pentì subito dopo, però, ed impose che il mese primaverile per eccellenza fosse chiamato “<em>neroneus</em>” e non più aprile. (Tac. <em>Ann </em>16, 12). Quanto successo abbia avuto questa arrogante pretesa è chiaramente evincibile consultando il nostro calendario.<br />
Se <strong>Antonino Pio </strong>rifiutò l&#8217;onore dell&#8217;intitolazione di un mese per sé e per la moglie, fu <strong>Commodo</strong> a portare scompiglio nell&#8217;ordinamento tradizionale sostituendo a luglio il suo “<em>commodus</em>” (Cassio Dione St. Rom. 73.15)<br />
A dimostrazione di quanto l&#8217;adulazione servile scemi con la morte dell&#8217;adulato, ben presto tornò a rifulgere con luglio il nome di Cesare.</p>
 
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	<title>Socrate e compagnia bella</title>
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	<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 13:05:20 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>filosofia</category><category>de crescenzo</category><category>luciano de crescenzo</category><category>socrate e compagnia bella</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/socrate_01.jpg" class="left" border="0" width="135" height="180" alt="" />Che costellazione di aneddoti emblematici e di aforismi significativi illumina il mondo classico! Non è un caso che chiunque sappia svincolarne autori e pensatori dal busto ortopedico di grammatica e di filologia in cui sono stati ingabbiati dall&#8217;Accademia degli ultimi decenni ottiene successo e gratitudine dal pubblico.<br />
Al caso <strong>De Crescenzo </strong>era già stato dedicato <a href="http://guide.supereva.it/greco/interventi/2005/02/197857.shtml">uno spazio in questa rubrica</a>. Ora che la Mondadori ha presentato, in edizione lusso, un piccolo pamphlet in cui l&#8217;autore torna ai temi a lui più cari, mi sembra doveroso tornare a riflettere su quel patrimonio di massime e pensieri che fa la fortuna di chiunque sappia parlarne.<br />
De Crescenzo resta sulla superficie delle cose, racconta il mito e banalizza le verità ad esso sottese, propone il motto arguto e tralascia le argomentazioni che portano a certe chiose. In sostanza, come uno spogliarellista, ammicca e affascina in maniera peccaminosa per gli addetti ai lavori.<br />
Lui stesso si vanta di essere “</p>
<blockquote><p>come quelle scalette con tre soli gradini, che si trovano nelle biblioteche e che consentono di prendere i volumi dagli scaffali più alti</p></blockquote>
<p>&#8221;</p>
<p>. In “<em>Socrate e compagnia bella</em>”, dissacratorio già nel titolo, De Crescenzo si rivolge al nipotino e, come i nonni del passato, spiega al ragazzino, che si presuppone pieno di vita e di curiosità, il senso della vita. Ad ogni autore è attribuito l&#8217;onere di chiarire un concetto: Socrate è emblema dell&#8217;amor di conoscenza, Platone del discrimine fra apparenza e realtà, Eraclito, già oggetto di una sua monografia, parla del divenire, Epicuro della felicità, sant&#8217;Agostino del peccato ed Erasmo da Rotterdam della Follia. La curiosità è caratteristica saliente di Galileo, Nietzsche è apprezzato per le considerazioni “al di là del bene e del male” e tutti insieme aiutano il nonno, che di tempo ormai ne ha poco, a spiegare al nipotino come non dilapidare fra trasmissioni televisive dementi il proprio tempo su questa terra.<br />
Come osserva l&#8217;autore, infatti, “ tutti <em>studiano come allungare la vita, mentre bisognerebbe sapere come allargarla</em>”. Sono tutti concetti familiari per chiunque abbia qualche dimestichezza con la filosofia, eppure è piacevole rinverdirli, fra un sorriso e un ammiccamento, nei toni pacati di Luciano De Crescenzo.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090616130520"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090616130520?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090616130520" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090616130520&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fsocrate-e-compagnia-bella"/></p>
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	<description>Che costellazione di aneddoti emblematici e di aforismi significativi illumina il mondo classico! Non è un caso che chiunque sappia svincolarne autori e pensatori dal busto ortopedico di grammatica e di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il corvo e la volpe</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/06/il-corvo-e-la-volpe</link>
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	<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 20:25:30 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>esopo_favole</category><category>adulazione</category><category>corvo</category><category>esopo</category><category>testo greco</category><category>traduzione</category><category>volpe</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/corvovolpe.jpg" class="left" border="0" width="129" height="180" alt="" /><br />
E&#8217; sottile ironia esopica che il corvo (<em>korax</em>) sia vittima di un adulatore (<em>kolax</em>). Solo una consonante di differenza, a distinguere il vuoto gracchiare fastidioso dalla suadente falsità dell&#8217;adulazione.<br />
Ognuno di noi, infatti, ha un unico argomento di conversazione: se stesso, o meglio la proiezione migliorativa e favolistica di se stesso. L&#8217;adulatore permette di cullarci in questa illusione, stuzzica le corde del nostro narcisismo e ottiene, dall&#8217;ego gratificato, aiuto e consenso.<br />
<strong>Non è un caso che chi dice spesso “io, io” è poi condannato all&#8217;”oi, oi” della disillusione e del rimpianto</strong>. Non attecchisce adulazione dove non c&#8217;è ambizione. La fatua sicumera del corvo offre il destro alla melliflua azione della volpe.<br />
Leggiamo insieme:</p>
<p>Κόραξ κρέας ἁρπάσας ἐπί τινος δένδρου ἐκάθισεν.<br />
Un corvo, avendo rubato un pezzo di carne, si sistemò su un albero.</p>
<p> Ἀλώπηξ δὲ θεασαμένη αὐτὸν καὶ βουλομένη τοῦ κρέατος περιγενέσθαι στᾶσα ἐπῄνει αὐτὸν ὡς εὐμεγέθη τε καὶ καλόν, λέγουσα καὶ ὡς πρέπει αὐτῷ μάλιστα τῶν ὀρνέων βασιλεύειν, καὶ τοῦτο πάντως ἂν ἐγένετο, εἰ φωνὴν ἔχειν.<br />
Una volpe, avendolo visto e volendo impadronirsi della carne, fermatasi, lo lodava in quanto grande e bello, aggiungendo anche che regnerebbe davvero sugli uccelli come si deve, e che, se avesse una bella voce, questo accadrebbe a maggior ragione.</p>
<p> Ὁ δὲ παραστῆσαι αὐτῇ θέλων ὅτι καὶ φωνὴν ἔχει, ἀποβαλὼν τὸ κρέας μεγάλα ἐκεκράγει.<br />
E il corvo, volendo dimostrarle che aveva anche la voce, avendo fatto cadere la carne, si era messo a gracchiare sonoramente.</p>
<p>Ἐκείνη δὲ προσδραμοῦσα καὶ τὸ κρέας ἁρπάσασα ἔφη·<br />
La volpe, essendosi avvicinata rapidamente e avendo afferrato la carne disse:</p>
<p>&#8221; Ὦ κόραξ, καὶ φρένας εἰ εἶχες, οὐδὲν ἂν ἐδέησας εἰς τὸ πάντων σε βασιλεῦσαι.&#8221;<br />
“Corvo non ti mancherebbe proprio nulla per regnare su tutti, se avessi cervello”.</p>
<p>Πρὸς ἄνδρα ἀνόητον ὁ λόγος εὔκαιρος.<br />
Questa stori è utile per l&#8217;uomo sciocco.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090603202530"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090603202530?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090603202530" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090603202530&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fil-corvo-e-la-volpe"/></p>
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	<description>E&amp;#8217; sottile ironia esopica che il corvo (korax) sia vittima di un adulatore (kolax). Solo una consonante di differenza, a distinguere il vuoto gracchiare fastidioso dalla suadente falsità[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>A Milano, l&#039;XI convegno plutarcheo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/06/a-milano-lxi-convegno-plutarcheo</link>
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	<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 20:32:38 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>congressi_e_convegni</category><category>milano</category><category>palazzo greppi</category><category>plutarco</category><category>xi convegno plutarcheo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/palazzogreppi_01.jpg" class="left" border="0" width="180" height="147" alt="" />Giovedì 18 giugno 2009, Palazzo Greppi, Sala Napoleonica</p>
<p>16.30 Apertura dei lavori; saluti</p>
<p>17.00  -  18.00 Antonio Garzya (Università degli Studi di Napoli Federico II), Prolusione</p>
<p>18.00  -  18.40 Stefano Martinelli Tempesta (Università degli Studi di Milano), Pubblicare Plutarco: le edizioni  plutarchee da Wyttenbach a oggi</p>
<p>18.40  -  19.00 Dibattito</p>
<p>Venerdì 19 giugno 2009, Palazzo Greppi, Sala Napoleonica</p>
<p>9.00  -  09.30 Gennaro D&#8217;Ippolito (Università degli Studi di Palermo), Norma e variazione nella scrittura plutarchea.<br />
I Moralia</p>
<p>09.30  -  10.00 Carlo Carena, I Moralia di Plutarco nel Rinascimento europeo: Erasmo, Amyot, Montaigne</p>
<p>10.00  -  10.30 intervallo</p>
<p>10.15  -  10.30 Panagiotis Bernardakis, A brief introduction to the life of G. N. Bernardakis</p>
<p>10.30  -  11.00 Heinz G. Ingenkamp (Universität Bonn), Chresthai tois parousi. La via di Bernardakis per Plutarco: tratti generali ed elementi di dettaglio</p>
<p>11.00  -  11.30 Fabio Vendruscolo (Università degli Studi di Udine), Libidinosa recensio. La tradizione &#8216;Delta&#8217; e il testo dei Moralia</p>
<p>11.30  -  12.30 Dibattito</p>
<p>12.30  -  15.30 Pausa pranzo</p>
<p>15.30  -  16.00 Paola Volpe Cacciatore (Università degli Studi di Salerno), Si può sempre parlare di &#8216;frammenti di Plutarco&#8217;? Le Vite</p>
<p>16.00  -  16.30 Angelo Meriani - Rosa Giannattasio (Università degli Studi di Salerno), Il traduttore delle Vite e i problemi del testo</p>
<p>16.30  -  17.00 intervallo</p>
<p>17.00  -  17.30 Luc Van der Stockt (Katholieke Universiteit Leuven), Technical language in the Vitae</p>
<p>17.30  -  18.00 Timothy E. Duff (University of Reading), The language of narrative in Plutarch</p>
<p>18.00  -  18.30 Dibattito</p>
<p>Sabato 20 giugno 2009, Sala di Rappresentanza del Rettorato</p>
<p>9.00  -  9.20 Elena Gritti (Università degli Studi di Milano), Tradurre i miti plutarchei</p>
<p>9.20 -  9.40 Rosario Scannapieco (Università degli Studi di Salerno), Problemi di traduzione nei frammenti di Plutarco</p>
<p>9.40 - 10.00 Tommaso Raiola (Università degli Studi di Salerno), Problemi di traduzione nei frammenti di Plutarco</p>
<p>Il programma aggiornato e tutte le informazioni relative al convegno <a href="http://users.unimi.it/discanti/news/XI_Convegno_Plutarcheo_Presentazione.pdf ">sono<br />
disponibili qui:</a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090601203238"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090601203238?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090601203238" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090601203238&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F06%2Fa-milano-lxi-convegno-plutarcheo"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Giovedì 18 giugno 2009, Palazzo Greppi, Sala Napoleonica
16.30 Apertura dei lavori; saluti
17.00  -  18.00 Antonio Garzya (Università degli Studi di Napoli Federico II), Prolusione
18.00  -  18.40[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Tradizione e forme della ricezione</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/06/tradizione-e-forme-della-ricezione</link>
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	<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 20:26:46 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>congressi_e_convegni</category><category>9-10 giugno 2009</category><category>convegno</category><category>ta palaia</category><category>torino</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/torino.jpg" class="left" border="0" width="180" height="135" alt="" /><br />
&#8220;TA PALAIA&#8221;.<br />
TRADIZIONI E FORME DELLA RICEZIONE<br />
NELLA GRECIA ANTICA</p>
<p>Incontro di Studi<br />
Gruppo di Ricerca &#8220;Prin 2006&#8243;</p>
<p>Torino, 9-10 giugno 2009</p>
<p>Palazzo del Rettorato<br />
Sala Principi d&#8217;Acaia<br />
Via Po 17, Torino</p>
<p>PROGRAMMA DEFINITIVO<br />
DELL&#8217;INCONTRO</p>
<p>Martedì 9 giugno<br />
&#8220;Tradizioni e contesti&#8221;</p>
<p>9.00<br />
Saluti del Preside della facoltà<br />
Apertura dei lavori</p>
<p>Presiede Mario CANTILENA</p>
<p>9.30<br />
Antonio ALONI<br />
- Il dono e i doni degli dèi</p>
<p>10.15<br />
Silvia ROMANI<br />
- Riscrivere la storia: tecniche di autopromozione nell&#8217;inno omerico a Hermes</p>
<p>11.00<br />
Pausa caffè</p>
<p>11.30<br />
Laura CARRARA<br />
- Gli exempla di Titono e Ganimede nell&#8217;inno omerico ad Afrodite (Aphr. 202-238)</p>
<p>12.15<br />
Ettore CINGANO<br />
- Aporie, contraddizioni, riprese e convergenze nel Ciclo epico</p>
<p>13.00<br />
Conclusione dei lavori della mattina</p>
<p>Pausa pranzo</p>
<p>15.00<br />
Ripresa dei lavori</p>
<p>Presiede Guido AVEZZU&#8217;</p>
<p>15.15<br />
Paola BERNARDINI<br />
- Eracle e le Esperidi: geografia del mito nelle fonti poetiche e mitografiche arcaiche e tardoarcaiche</p>
<p>16.00<br />
Paola DOLCETTI<br />
- Eurisace e Fileo: i figli di Aiace tra Salamina e Atene</p>
<p>16.40<br />
Pausa caffè</p>
<p>17.00<br />
Bruno CURRIE<br />
- Transferred motifs and transferred emotions: Homer&#8217;s use of the mythological tradition</p>
<p>17.45<br />
Oretta OLIVIERI<br />
- La cadmea Semele: mito e culto della madre di Dioniso nelle tradizioni tebane e nella poesia di Pindaro</p>
<p>18.30<br />
Elisabetta PITOTTO<br />
- Varianti mitologiche in una performance arena coloniale</p>
<p>19.00<br />
Conclusione dei lavori della giornata</p>
<p>Mercoledì 10 giugno<br />
&#8220;Variazioni e prospettive&#8221;</p>
<p>9.15<br />
Riapertura dei lavori</p>
<p>Presiede Giovan Battista D&#8217;ALESSIO</p>
<p>9.30<br />
Maria CANNATA&#8217;<br />
- Anteo, tra Pindaro e Filostrato</p>
<p>10.15<br />
Sara BRUNORI<br />
- Aiace, Achille e le armi tra epica arcaica e iconografia vascolare</p>
<p>11.00<br />
Pausa caffè</p>
<p>11.30<br />
Claudio MELIADO&#8217;<br />
- Una scena argonautica in un papiro di Harvard</p>
<p>12.15<br />
Giuseppe UCCIARDELLO<br />
- Poesia lirica adespota: POxy 2621</p>
<p>13.00<br />
Conclusione dei lavori della mattina</p>
<p>Pausa pranzo</p>
<p>15.15<br />
Ripresa dei lavori</p>
<p>Presiede Jaume PORTULAS</p>
<p>15.30<br />
Livio SBARDELLA<br />
- Le ossa di Antiloco: Etiopide e Odissea tra localismo e panellenismo</p>
<p>16.15<br />
Gabriella VANOTTI<br />
- Esione ed Egesta da Ellanico (FGrHist 4 F 26b) a Dionisio di Alicarnasso (1, 52)</p>
<p>17.00<br />
Pausa caffè</p>
<p>17.30<br />
Marco PERALE<br />
- Il catalogo &#8220;geografico&#8221; di Esiodo.<br />
Due diversi casi di ricezione<br />
nella prima età ellenistica</p>
<p>18.15<br />
Alberto CAMEROTTO<br />
- Il nome e il sangue secondo Quinto Smirneo.<br />
Riprese e trasformazioni di un motivo del duello eroico</p>
<p>19.00<br />
Conclusione dei lavori dell&#8217;Incontro</p>
<p>L&#8217;Incontro è organizzato con il contributo del MIUR.</p>
<p>Il programma dettagliato dell&#8217;Incontro e informazioni sugli alberghi consigliati sono disponibili a <a href="http://www.dipfilologiaclassica.unito.it">questo indirizzo<br />
 </a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090601202646"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090601202646?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090601202646" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090601202646&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F06%2Ftradizione-e-forme-della-ricezione"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>&amp;#8220;TA PALAIA&amp;#8221;.
TRADIZIONI E FORME DELLA RICEZIONE
NELLA GRECIA ANTICA
Incontro di Studi
Gruppo di Ricerca &amp;#8220;Prin 2006&amp;#8243;
Torino, 9-10 giugno 2009
Palazzo del[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Lo stile di Menandro</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/05/lo-stile-di-menandro</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/05/lo-stile-di-menandro</guid>
	<pubDate>Fri, 29 May 2009 20:21:53 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/05/lo-stile-di-menandro#comments</comments>
    <category>commedia</category><category>aristofane</category><category>confronto</category><category>menandro</category><category>stile</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/menandro4.jpg" class="left" border="0" width="143" height="180" alt="" /><br />
Tanto Aristofane fu provocatore nella ricerca di neologismi e di forzature stilistiche, tanto Menandro ricercò l&#8217;eleganza stilistica, modulando nel più puro atticismo trame dai contorni ironici più che mordaci.<br />
Tutti parlano una lingua elaborata, corretta, come quella di cui solitamente fruisce il suo pubblico, fatto di Ateniesi raffinati, spesso piccoli proprietari terrieri, che altresì condividono il suo patetismo, i messaggi di mansuetudine e gentilezza, il mondo cortese e tranquillo delle pieces menandree.<br />
Aristofane aveva composto commedie tramite la giustapposizione di scene comiche, poco legate fra loro, al solo fine della risata crassa. In Menandro, al contrario, sono prioritarie la coesione interna e l&#8217;unità d&#8217;azione. Per questo, le sue commedie sono strutturate in cinque atti di durata quasi equivalente, con molti rimandi fra l&#8217;una e l&#8217;altra scena, a dimostrazione di un labor limae continuo e meditato. Il verso, la metrica, il ritmo vengono poi, come corollario ad un testo che si distingue però per la sua storia, non per i suoi artifici stilistici.<br />
Manca la verve, manca la folgorazione geniale di Aristofane, come ad Aristofane manca il gusto dell&#8217;intreccio, così marcato e vivo in Menandro.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090529202153"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090529202153?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090529202153" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090529202153&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F05%2Flo-stile-di-menandro"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Tanto Aristofane fu provocatore nella ricerca di neologismi e di forzature stilistiche, tanto Menandro ricercò l&amp;#8217;eleganza stilistica, modulando nel più puro atticismo trame dai contorni[...]</description>
	
	</item>
    

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