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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:03:33 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Gli effetti dell&#039;educazione secondo Socrate</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/11/gli-effetti-delleducazione-secondo-socrate</link>
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	<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:46:20 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>senofonte</category><category>versioni_assegnate_alla_maturit_</category><category>memorabili senofonte</category><category>versioni greco</category><category>versioni tradotte maturità</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>I <em>Memorabili</em> di <strong>Senofonte</strong> sono un serbatoio ricchissimo di aneddoti ed insegnamenti da cui molto spesso le commissioni d&#8217;esame ministeriali traggono i loro temi di versione.<br />
Sarà lo stile armonioso, saranno i contenuti impegnativi, sarà il livello di difficoltà, basso, ma con qualche insidia soprattutto nel discorso indiretto, sarà soprattutto il fascino che da sempre ammanta la figura di Socrate, ma assai spesso i liceali di Italia si sono dovuti confrontare con questo bel libro. Il mio consiglio spassionato è dunque di leggerlo tutto, almeno in traduzione italiana.<br />
Nel primo paragrafo del quarto libro, Senofonte affronta il problema complesso dell&#8217;educazione, che non andrebbe rivolta acriticamente a tutti, ma solo a quanti dimostrino una propensione particolare agli studi.<br />
Come una pietra filosofale, cioè, la paideia saprebbe trasformare in eccellenza le indoli ben disposte all&#8217;apprendimento. Sottrarsi allo studio è una grave mutilazione non solo al proprio futuro, ma al bene dello stato.<br />
Ecco la versione:<br />
ἐτεκμαίρετο δὲ τὰς ἀγαθὰς φύσεις ἐκ τοῦ ταχύ τε μανθάνειν οἷς προσέχοιεν καὶ μνημονεύειν ἃ {ἂν} μάθοιεν καὶ ἐπιθυμεῖν τῶν μαθημάτων πάντων δι´ ὧν ἔστιν οἶκόν τε καλῶς οἰκεῖν καὶ πόλιν καὶ τὸ ὅλον ἀνθρώποις τε καὶ τοῖς ἀνθρωπίνοις πράγμασιν εὖ χρῆσθαι·<br />
Socrate dimostrava che le indoli buone imparano velocemente le cose a cui si applicano e ricordano ciò che imparano e prediligono, fra tutti gli insegnamenti, quelli attraverso cui è possibile amministrare bene la casa e la città e gestire bene nel complesso gli uomini e gli interessi umani.</p>
<p>τοὺς γὰρ τοιούτους ἡγεῖτο παιδευθέντας οὐκ ἂν μόνον αὐτούς τε εὐδαίμονας εἶναι καὶ τοὺς ἑαυτῶν οἴκους καλῶς οἰκεῖν, ἀλλὰ  καὶ ἄλλους ἀνθρώπους καὶ πόλεις δύνασθαι εὐδαίμονας ποιεῖν.<br />
Credeva infatti che gli uomini cresciuti in questo modo potessero non solo essere felici essi stessi e amministrare bene le loro case, ma che fossero anche in grado di rendere felici gli altri uomini e le città.</p>
<p>οὐ τὸν αὐτὸν δὲ τρόπον ἐπὶ πάντας ᾔει, ἀλλὰ τοὺς μὲν οἰομένους φύσει ἀγαθοὺς εἶναι, μαθήσεως δὲ καταφρονοῦντας ἐδίδασκεν ὅτι αἱ ἄρισται δοκοῦσαι εἶναι φύσεις μάλιστα παιδείας δέονται, ἐπιδεικνύων τῶν τε ἵππων τοὺς εὐφυεστάτους, θυμοειδεῖς τε καὶ σφοδροὺς ὄντας, εἰ μὲν ἐκ νέων δαμασθεῖεν, εὐχρηστοτάτους καὶ ἀρίστους γιγνομένους, εἰ δὲ ἀδάμαστοι γένοιντο, δυσκαθεκτοτάτους καὶ φαυλοτάτους<br />
Non si avvicinava a tutti allo stesso modo, ma insegnava a quelli che si pensava fossero validi per natura e che però snobbavano lo studio che proprio le indoli che sembrano essere le migliori hanno bisogno soprattutto di educazione, dimostrando che fra i cavalli quelli che sono i più puri, animosi e ribelli, qualora siano domati fin da giovani diventano gestibilissimi ed eccellenti, qualora restino indomiti , sono molto ingestibili e molto inutili. <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/fantino.jpg" class="left" border="0" width="116" height="180" alt="" /></p>
 
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	<description>I Memorabili di Senofonte sono un serbatoio ricchissimo di aneddoti ed insegnamenti da cui molto spesso le commissioni d&amp;#8217;esame ministeriali traggono i loro temi di versione.
Sarà lo stile[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Una capra allatta un bambino abbandonato</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/10/una-capra-allatta-un-bambino-abbandonato</link>
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	<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 16:37:42 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/10/una-capra-allatta-un-bambino-abbandonato#comments</comments>
    <category>varie</category><category>longo sofista</category><category>versioni greco</category><category>versioni maturità tradotte</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/capra.jpg" class="left" border="0" width="180" height="110" alt="" />Quella proposta nella seconda sessione del 1953 è una versione estremamente semplice, tratta da uno dei primi romanzi al mondo: il bel <em>Dafni e Cloe</em> che sarebbe auspicabile fossero riproposti in una traduzione moderna.<br />
Fornisco qui la traduzione più letterale possibile, convinta che le difficoltà degli studenti siano legate più all&#8217;identificazione di costrutti e sintagmi che all&#8217;effettiva resa in italiano. È notevole, nella versione, l&#8217;utilizzo di un linguaggio semplice, asciutto e il passaggio continuo dal presente all&#8217;imperfetto per simulare le incertezze di un racconto orale.</p>
<p>Ecco la versione: Ἐν τῷ ἀγρῷ νέμων, αἰπόλος, Λάμων τοὔνομα, παιδίον εὗρεν ὑπὸ μιᾶς τῶν αἰγῶν τρεφόμενον.<br />
Mentre pascolava in un campo, un capraio di nome (accusativo di relazione con crasi) Lamone trovò un bimbo allattato da una delle capre.</p>
<p>Δρυμὸς ἦν καὶ λόχμη βάτων καὶ κιττὸς ἐπιπλανώμενος καὶ πόα μαλθακή, καθ´ ἧς ἔκειτο τὸ παιδίον.<br />
C&#8217;era un querceto e un ginepraio di rovi e l&#8217;edera che vi si arrampicava e l&#8217;erba morbida su cui stava il bambino (<em>da notare la concordanza a senso: il verbo  ἦν è utilizzato ek koinou da diversi soggetti, per suggerire l&#8217;unicità del locus amoenus su cui è ambientata la prima parte del romanzo</em>)</p>
<p>Ἐνταῦθα ἡ αἲξ θέουσα συνεχὲς ἀφανὴς ἐγίνετο πολλάκις καὶ τὸν ἔριφον ἀπολιποῦσα τῷ βρέφει παρέμενε.<br />
La capra, correndo là in continuazione, diventava spesso irreperibile e, avendo lasciato il capretto, andava vicino al neonato.</p>
<p>Φυλάττει τὰς διαδρομὰς ὁ Λάμων οἰκτείρας ἀμελούμενον τὸν ἔριφον, καὶ μεσημβρίας ἀκμαζούσης κατ´ ἴχνος ἐλθὼν ὁρᾷ τὴν μὲν αἶγα πεφυλαγμένως περιβεβηκυῖαν, μὴ ταῖς χηλαῖς βλάπτοι πατοῦσα, τὸ δὲ ὥσπερ ἐκ μητρῴας θηλῆς τὴν ἐπιρροὴν ἕλκον τοῦ γάλακτος.<br />
Lamone spia le fughe, avendo commiserato il capretto trascurato, e, proprio a mezzogiorno (<em>attenti al genitivo assoluto: infuriando il mezzogiorno</em>), essendo andato dietro alle orme vede che la capra camminava (<em>participio predicativo  con verbo di senso</em>) attentamente per non ferirlo colpendolo con gli zoccoli e quello (<em>il neonato, che in greco è un sostantivo neutro ed è quindi ben reso da τὸ δὲ</em>) succhiava il flusso del latte come da un seno materno.</p>
<p>Θαυμάσας, ὥσπερ εἰκὸς ἦν, πρόσεισιν ἐγγὺς καὶ εὑρίσκει παιδίον ἄρρεν, μέγα καὶ καλὸν<br />
Essendosi meravigliato, come era prevedibile, arriva vicino e trova un neonato, un maschietto, grande e bello.</p>
 
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	<description>Quella proposta nella seconda sessione del 1953 è una versione estremamente semplice, tratta da uno dei primi romanzi al mondo: il bel Dafni e Cloe che sarebbe auspicabile fossero riproposti in una[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il rosso e il blu</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/10/il-rosso-e-il-blu</link>
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	<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 11:03:03 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>scuola_e_didattica</category><category>pillole_rapidi_flash_sulle_mie_letture_</category><category>il rosso e il blu</category><category>marco lodoli</category><category>scuola italiana</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/rossoblu.jpg" class="left" border="0" width="125" height="180" alt="" /></p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p>Marco Lodoli non è soltanto uno scrittore, ma anche un insegnante, un professore nelle scuole superiori. Ogni giorno, in presa diretta si incontra e scontra con la scuola, con gli studenti e con il diffìcile e appassionante mestiere di insegnante. In &#8220;Il rosso e il blu&#8221; abbandona la finzione narrativa e, attraverso brevi ma folgoranti osservazioni, affronta i molti &#8220;cuori ed errori&#8221; che sono disseminati nella scuola italiana, e di cui è testimone quotidiano, esprimendo così il suo punto di vista sui tanti temi che entrano nel dibattito pubblico sull&#8217;educazione scolastica e i giovani di oggi: dal momento topico dell&#8217;esame di maturità alla piaga emergente del bullismo; dalla straniarne e defatigante esperienza delle gite di classe al problema della droga. Dall&#8217;angoscia degli studenti per il loro futuro, alla sintonia magica che talvolta si crea con il loro professore. Si delinea cosi un percorso mai scontato, dove la chiarezza espressiva è contemperata dalla profondità di giudizio. Gli errori della scuola sono solo un aspetto della questione. Non avrebbero senso e importanza, se dietro di essi non ci fosse la passione, insomma i cuori</p>
<p><strong>Breve commento</strong><br />
Pura poesia. La musicalità dello stile avvolge il lettore ed è bello riflettere sospesi in questa nube armonica in cui ogni parola sta al posto giusto in piena eufonia con le altre. I momenti descrittivi sono gustosi, le parentesi di riflessione profonde. L&#8217;unico dispiacere sta nel rinserire il libro sullo scaffale dopo la goduriosa lettura</p>
<p><strong>Frasi estrapolate dal testo</strong><br />
“Ti annoi perché sei noioso” (E. Morante)</p>
<p>Dieci milioni di audience significano solo dieci milioni di persone sole e mute di fronte alla televisione.</p>
<p>Una vita che non si individua è una vita sprecata (Jung)</p>
<p>Il pomeriggio degli adolescenti è una prateria arida e sconfinata dove non c&#8217;è più nessuno a controllarli, a dire fammi vedere il diario, a dire leggi e ripeti la lezione. Nella casa vuota regna la televisione sempre accesa, la chat zampillante di messaggi, il telefonino ululante; regna una libertà improduttiva, mentre lo zaino della scuola ammuffisce in un angolo.</p>
<p><strong><br />
Curiosità</strong></p>
<p>Per la prima volta nella storia si verifica un paradosso difficile da comprendere: manca il necessario e abbonda il superfluo: Il giovane italiano non ha casa sua e forse neanche la desidera, non ha un lavoro stabile su cui fare affidamento, non ha alcuna intenzione di mettere su famiglia, non pensa affatto a risparmiare per raggiungere l&#8217;indipendenza.[&#8230;] Eppure il ragazzo italiano qualche euro lo tira su, un part-timr in un call center lo rimedia, un contrattino volante lo acciuffa, e seicento o settecento euro al mese gli entrano in tasca. Con quei soldi naturalmente non si può aspettare di varare una vita nuova, basterebbero appena per l&#8217;affitto di cinquanta metri quadri, e poi la lavatrice chi la compra, la colazione chi la paga, la rata del riscaldamento chi la copre?[&#8230;] Insomma il giovane italiano non ha in tasca abbastanza soldi per diventare adulto, ma ne ha a sufficienza per togliersi un po&#8217; di sfizi.</p>
 
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	<description>Abstract
Marco Lodoli non è soltanto uno scrittore, ma anche un insegnante, un professore nelle scuole superiori. Ogni giorno, in presa diretta si incontra e scontra con la scuola, con gli studenti e[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;invadente</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/10/linvadente</link>
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	<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:56:39 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>appiccicoso teofrasto</category><category>invadente teofrasto</category><category>versioni teofrasto</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/appiccicoso.jpg" class="left" border="0" width="135" height="180" alt="" />Si sparli purché si parli<br />
Si dica qualcosa, a tutti i costi, perché il silenzio opprime, perché si ha voglia di comunicare.<br />
Bisognerebbe aver la consapevolezza che il discorso preferito della maggior parte delle persone riguarda se stessi e che si tollerano i resoconti altrui solo per poter poi ammannire i propri. Ci sono alcuni, poi, che ritengono degno di memoria ogni singolo episodio della loro povera vita.<br />
A loro è dedicato questo superbo ritratto di Teofrasto.</p>
<p>Ἡ δὲ ἀδολεσχία ἐστὶ μὲν διήγησις λόγων μακρῶν καὶ ἀπροβουλεύτων, ὁ δὲ ἀδολέσχης τοιοῦτός ἐστιν, οἷος, ὃν μὴ γινώσκει, τούτῳ παρακαθεζόμενος πλησίον πρῶτον μὲν τῆς αὑτοῦ γυναικὸς εἰπεῖν ἐγκώμιον· εἶτα ὃ τῆς νυκτὸς εἶδεν ἐνύπνιον, τοῦτο διηγήσασθαι· </p>
<p>L&#8217;invadenza è un&#8217;esagerazione di discorsi lunghi e inconcludenti, l&#8217;invadente è uno tale che, quando si avvicina a uno che non conosce, subito fa le lodi di sua moglie; e poi racconta dettagliatamente ciò che vide in sogno la notte.</p>
<p>εἶθ´ ὧν εἶχεν ἐπὶ τῷ δείπνῳ, τὰ καθ´ ἕκαστα διεξελθεῖν. εἶτα δὴ προχωροῦντος τοῦ πράγματος λέγειν, ὡς πολὺ πονηρότεροί εἰσιν οἱ νῦν ἄνθρωποι τῶν ἀρχαίων, καὶ ὡς ἄξιοι γεγόνασιν οἱ πυροὶ ἐν τῇ ἀγορᾷ, καὶ ὡς πολλοὶ ἐπιδημοῦσι ξένοι, καὶ τὴν θάλατταν ἐκ Διονυσίων πλόϊμον εἶναι, καὶ εἰ ποιήσειεν ὁ Ζεὺς ὕδωρ πλεῖον, τὰ ἐν τῇ γῇ βελτίω ἔσεσθαι, καὶ ὃ ἀγρὸν εἰς νέωτα γεωργήσει, καὶ ὡς χαλεπόν ἐστι τὸ ζῆν, καὶ ὡς Δάμιππος μυστηρίοις μεγίστην δᾷδα ἔστησεν, καὶ πόσοι εἰσὶ κίονες τοῦ Ὠιδείου, καὶ Χθὲς ἤμεσα, καὶ Τίς ἐστιν ἡμέρα τήμερον; </p>
<p>E poi descrive una per una le cose che ha avuto a pranzo, e poi, proseguendo il discorso, dice che gli uomini di oggi sono più meschini degli antichi e che il grano al mercato è stato a buon prezzo e che molti stranieri risiedono qui, e che il mare diventa navigabile dalle Dionisie e che se Zeus facesse piovere di più, le piante in terra sarebbero migliori e che l&#8217;anno prossimo coltiverà il campo e che vivere è difficile e che Damippo ai misteri innalzò un cero grandissimo e quante sono le colonne dell&#8217;Odeon e “ieri vomitai” e “ che giorno  è oggi?” (notate la prosa volutamente involuta, con il passaggio dal discorso indiretto al diretto, con la confusione dei verbi, con l&#8217;uso anomalo del futuro, con la ripresa di molti luoghi comuni, tra cui un proverbio che dichiara “il contadino è sempre ricco, l&#8217;anno prossimo però”)</p>
<p>κἂν ὑπομένῃ τις αὐτόν, μὴ ἀφίστασθαι, {καὶ} ὡς Βοηδρομιῶνος μέν ἐστι τὰ μυστήρια, Πυανοψιῶνος δὲ τἀπατούρια, Ποσιδεῶνος δὲ τὰ κατ´ ἀγροὺς Διονύσια. </p>
<p>E se qualcuno lo sopporta, non va via e (continua a dire) che i misteri ci sono durante il mese di Boedromione (15 settembre- 15 ottobre) e le Apaturie durante quello di Pianiopsione (15 ottobre- 15 novembre) e le Dionisie campestri nel mese di Poseidone (15 dicembre-15 gennaio).</p>
<p>{Παρασείσαντα δὴ δεῖ τοὺς τοιούτους τῶν ἀνθρώπων καὶ διαράμενον ἀπαλλάττεσθαι, ὅστις ἀπύρευτος βούλεται εἶναι· ἔργον γὰρ συναρκεῖσθαι τοῖς μήτε σχολὴν μήτε σπουδὴν διαγινώσκουσιν.} </p>
<p>Bisogna che chi vuole essere tranquillo allontani questo tipo di uomini, levandoseli dai piedi e scappando: è una fatica, infatti trattare con quelli che non capiscono né il tempo libero né l&#8217;impegno</p>
 
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	<description>Si sparli purché si parli
Si dica qualcosa, a tutti i costi, perché il silenzio opprime, perché si ha voglia di comunicare.
Bisognerebbe aver la consapevolezza che il discorso preferito della maggior[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Non basta comprare libri per essere colti (parte II)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/non-basta-comprare-libri-per-essere-colti-parte-ii</link>
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	<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 21:50:33 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/non-basta-comprare-libri-per-essere-colti-parte-ii#comments</comments>
    <category>versioni</category><category>contro un bibliomane ignorante</category><category>luciano di samosata</category><category>versioni di luciano</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/biblioteca.jpg" class="left" border="0" width="180" height="170" alt="" /></p>
<p><strong>πίθηκος γὰρ ὁ πίθηκος, ἡ παροιμία φησί, κἂν χρύσεα ἔχῃ σύμβολα</strong>.<br />
Una scimmia infatti è una scimmia, dice il proverbio, anche se ha paramenti d&#8217;oro</p>
<p><strong> Καὶ σὺ τοίνυν βιβλίον μὲν ἔχεις ἐν τῇ χειρὶ καὶ ἀναγιγνώσκεις ἀεί, τῶν δὲ ἀναγιγνωσκομένων οἶσθα οὐδέν, ἀλλ´ ὄνος λύρας ἀκούεις κινῶν τὰ ὦτα. </strong><br />
E tu certo hai il libro in mano e lo consulti sempre, eppure non sai niente delle cose lette, ma ascolti come un asino la musica muovendo le orecchie.</p>
<p><strong>Ὡς εἴ γε τὸ κεκτῆσθαι τὰ βιβλία καὶ πεπαιδευμένον ἀπέφαινε τὸν ἔχοντα, πολλοῦ ἂν ὡς ἀληθῶς τὸ κτῆμα ἦν ἄξιον καὶ μόνων ὑμῶν τῶν πλουσίων, εἰ ὥσπερ ἐξ ἀγορᾶς ἦν πριάσθαι τοὺς πένητας ἡμᾶς ὑπερβάλλοντας. </strong><br />
Perché, se possedere i libri rendesse istruito chi li possiede, il possesso sarebbe davvero degno di molta spesa e sarebbe proprio di voi soli ricchi se fosse possibile comprare al mercato (i libri) che superano noi poveri</p>
<p><strong>Τίς δὲ τοῖς ἐμπόροις καὶ τοῖς βιβλιοκαπήλοις ἤρισεν ἂν περὶ παιδείας τοσαῦτα βιβλία ἔχουσι καὶ πωλοῦσιν, </strong><br />
Chi potrebbe competere in cultura con i commercianti e i librai che hanno e vendono tanti libri?</p>
<p><strong>ἀλλ´ εἴ γε διελέγχειν ἐθέλεις, ὄψει μηδ´ ἐκείνους πολύ σου τὰ εἰς παιδείαν ἀμείνους, ἀλλὰ βαρβάρους μὲν τὴν φωνὴν ὥσπερ σύ, ἀξυνέτους δὲ τῇ γνώσει, οἵους εἰκὸς εἶναι τοὺς μηδὲν τῶν καλῶν καὶ αἰσχρῶν καθεωρακότας. </strong><br />
Ma se vuoi biasimarli, li vedrai non  molto migliori di te riguardo a ciò che concerne la cultura, ma barbari nell&#8217;eloquio come te, grossolani nel ragionamento, come sembrano quelli che non hanno saputo discernere nulla del bene e del male.</p>
<p><strong>Καίτοι σὺ μὲν δύο ἢ τρία παρ´ αὐτῶν ἐκείνων πριάμενος ἔχεις, οἱ δὲ νύκτωρ καὶ μεθ´ ἡμέραν διὰ χειρὸς ἔχουσιν αὐτά. </strong><br />
Perciò tu, dopo averli acquistati ce ne hai due o tre e quelli notte e giorni li hanno fra le mani.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090930215033"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090930215033?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090930215033" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090930215033&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fnon-basta-comprare-libri-per-essere-colti-parte-ii"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>πίθηκος γὰρ ὁ πίθηκος, ἡ παροιμία φησί, κἂν χρύσεα ἔχῃ σύμβολα.
Una scimmia infatti è una scimmia, dice il proverbio, anche se ha paramenti[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Non basta comprare libri per essere colti (parte I)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/non-basta-comprare-libri-per-essere-colti-parte-i</link>
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	<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:11:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/non-basta-comprare-libri-per-essere-colti-parte-i#comments</comments>
    <category>versioni</category><category>contro un bibliomane ignorante</category><category>luciano di samosata</category><category>versioni di luciano</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/biblioteca1.jpg" class="left" border="0" width="180" height="179" alt="" />Pochissimi, in Italia, leggono più di un libro al mese, eppure le librerie prosperano.<br />
Non solo, tra i gadget più gettonati nelle edicole compaiono collane di bestseller.<br />
Classici del giallo, del thriller, del rosa furoreggiano fra gli acquisti giornalieri degli italiani. Dove finiscono? Perché non si leggono?<br />
Forse per qualcuno i libri sono un oggetto ornamentale più economico dell&#8217;argenteria e per di più dotato, come valore aggiunto, di una patina intellettuale. Comprare libri senza leggerli o, peggio, compulsarli senza capirli, però, non è solo inutile, ma anche penoso.<br />
<strong>Luciano</strong>, nel suo pamphlet “<em>Contro un bibliomane ignorante</em>”, muove un attacco violento ai collezionisti senz&#8217;anima.</p>
<p><strong>Ἀλλ´ ἑνὶ τούτῳ μόνῳ πάντα ἐκεῖνα ἀναδραμεῖσθαι νῦν ἐλπίζεις, τῷ κτᾶσθαι πολλὰ βιβλία.</strong><br />
E adesso speri di annullare tutti questi (limiti n.d.T.) con  un gesto solo, con il possedere molti libri</p>
<p><strong>Κατὰ δὴ ταῦτα, ἐκεῖνα ἔχε συλλαβὼν τὰ τοῦ Δημοσθένους ὅσα τῇ χειρὶ τῇ αὑτοῦ ὁ ῥήτωρ ἔγραψε, καὶ τὰ τοῦ Θουκυδίδου ὅσα περι Δημοσθένoυς καὶ αὐτὰ ὀκτάκις μεταγεγραμμένα εὑρέθη, καὶ ὅλως ἅπαντα ἐκεῖνα ὅσα ὁ Σύλλας Ἀθήνηθεν εἰς Ἰταλίαν ἐξέπεμψε· </strong><br />
Quanto a ciò, tieniti pure, avendoli collezionati, tutti quei libri di Demostene che l&#8217;oratore stesso scrisse con la propria mano e quelli di Tucidide che furono trovati, trascritti otto volte, presso Demostene, e tutti quelli che Silla riportò da Atene in Italia:</p>
<p><strong>τί ἂν πλέον ἐκ τούτου εἰς παιδείαν κτήσαιο, κἂν ὑποβαλόμενος αὐτὰ ἐπικαθεύδῃς ἢ συγκολλήσας καὶ περιβαλόμενος περινοστῇς; </strong><br />
E quale vantaggio guadagneresti da ciò per la tua cultura, se, avendoli raccolti, ti ci addormenti, o dopo averli ammassati e riuniti, te ne vai a spasso?</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090930161122"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090930161122?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090930161122" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090930161122&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fnon-basta-comprare-libri-per-essere-colti-parte-i"/></p>
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	<description>Pochissimi, in Italia, leggono più di un libro al mese, eppure le librerie prosperano.
Non solo, tra i gadget più gettonati nelle edicole compaiono collane di bestseller.
Classici del giallo, del[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Edipo e il mercato del crimine</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/edipo-e-il-mercato-del-crimine</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/edipo-e-il-mercato-del-crimine</guid>
	<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 01:19:42 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/edipo-e-il-mercato-del-crimine#comments</comments>
    <category>greco</category><category>tragedia</category><category>edipo di sofocle</category><category>elogio del crimine</category><category>origine della letteratura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/omicidio.jpg" class="left" border="0" width="180" height="136" alt="" />A che cosa dobbiamo le sublimi suggestioni dell&#8217;<em>Edipo</em>?<br />
Alla fantasia di Sofocle?<br />
Al serbatoio mitologico da cui il drammaturgo attinse?<br />
Alla nostra sensibilità letteraria?<br />
Niente di tutto questo, per Karl Marx.<br />
Ce lo dimostra in un pamphlet intitolato “<em>Elogio del crimine</em>”, recentemente ripubblicato dalla casa editrice <em>Nottetempo</em> con la prefazione di <strong>Andrea Camilleri</strong><br />
Secondo il grande filosofo del comunismo, dobbiamo l&#8217;<em>Edipo</em>, e con lui buona parte della letteratura, al grande mercato del crimine. È ipocrita stigmatizzare il male, fingere di voler cancellarlo dal mondo, esortare al bene.<br />
Il male è componente primaria dell&#8217;agire umano e, quel che è peggio, la più produttiva a livello economico.<br />
Attorno ad un singolo criminale guadagnano le aziende che si occupano di prevenzione (antifurti, salvavita etc), tutte le carriere giuridiche (avvocato, giudice, cancellieri, uscieri del tribunale) e penitenziarie (direttore delle carceri, questurini), tutti i sociologi, gli psicologi, gli interpreti a vario titolo della società.<br />
E poi ci sono loro, gli intellettuali.<br />
<strong>Todorov</strong> affermò che la letteratura nacque il giorno in cui un bambino gridò “Al lupo, al lupo!” e il lupo non c&#8217;era. Nacque con la menzogna, si sviluppò nelle situazioni pruriginose e incerte, si nutrì della paura mista a fascino per il diverso.<br />
Se Edipo non avesse ucciso Laio, se, prima ancora, Laio non avesse abbandonato suo figlio per avidità di potere, se l&#8217;uditorio non avesse vibrato, riconoscendo nel dipanarsi della storia gli istinti sopiti di rivalità tra padre e figlio, la penna di Sofocle certo non sarebbe bastata.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090927011942"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090927011942?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090927011942" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090927011942&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fedipo-e-il-mercato-del-crimine"/></p>
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	<description>A che cosa dobbiamo le sublimi suggestioni dell&amp;#8217;Edipo?
Alla fantasia di Sofocle?
Al serbatoio mitologico da cui il drammaturgo attinse?
Alla nostra sensibilità letteraria?
Niente di tutto[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Requiem per il professor Luigi Enrico Rossi</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/requiem-per-il-professor-luigi-enrico-rossi</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/requiem-per-il-professor-luigi-enrico-rossi</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 17:09:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/requiem-per-il-professor-luigi-enrico-rossi#comments</comments>
    <category>greco</category><category>luigi enrico rossi</category><category>morte prof. rossi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/luigienricorossi.jpg" class="left" border="0" width="137" height="180" alt="" /></p>
<p>Conobbi il prof. <strong>Luigi Enrico Rossi</strong> nel lontano 1995 durante un <em>tour</em> alla Sapienza organizzato dalla nostra docente di letteratura greca, la prof.ssa Palumbo, alla scoperta dei principali strumenti di ricerca filologica.<br />
Di Rossi avevamo letto molto, soprattutto di metrica. Si percepiva dai suoi scritti una passione per la musica, per il ritmo e l&#8217;ordine, per il rigore apollineo che riverberava anche dall&#8217;austerità della persona.<br />
Insigne allievo di illustri maestri ( Gennaro Perrotta, Carlo Gallavotti,  Scevola Mariotti e Bruno Gentili) e insigne maestro di illustri allievi, Luigi Enrico Rossi era potentissimo: il suo nome era pronunciato con verecondo rispetto dagli studiosi, i suoi studi erano citati e imposti nelle scuole.<br />
Proprio alla formazione e alla divulgazione sono stati dedicati gli sforzi letterari dei suoi ultimi anni: un “<em>Letteratura greca</em>” (1995) per i curricula universitari, un <em>Storia e testi della letteratura greca </em>(voll. I-III, 2002-03) per i licei<br />
 Le analisi accurate e taglienti dei suoi saggi, ben strutturati e assai chiari, sono state preziose per la mia formazione. Ricordo una monografia su Omero in particolare: si percepiva che Rossi era più interessato alla forma che al contenuto, che erano le nozioni di metrica e di filologia ad appassionarlo. Eppure, non c&#8217;era aspetto della poesia epica che non fosse trattato con completezza e riguardo.<br />
Il suo imprinting ha condizionato lo status generale degli studi italiani di filologia classica e non solo perchè, nel suo attivismo, il prof. Rossi è stato ideatore e promotore di riviste e associazioni, tra cui spicca “Seminari Romani di Cultura Greca” («SemRom»), su cui si è formato il fior fiore degli intellettuali italiani.<br />
La scomparsa del prof. Rossi è una grave perdita per la comunità classicista: resta, però, aere perennius, il suo dotto e suggestivo corpus di centinaia di articoli che lumeggiano gran parte del mondo antico.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090922170940"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090922170940?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090922170940" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090922170940&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F09%2Frequiem-per-il-professor-luigi-enrico-rossi"/></p>
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	<description>Conobbi il prof. Luigi Enrico Rossi nel lontano 1995 durante un tour alla Sapienza organizzato dalla nostra docente di letteratura greca, la prof.ssa Palumbo, alla scoperta dei principali strumenti di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La moglie dell&#039;uomo che viaggiava nel tempo</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/la-moglie-delluomo-che-viaggiava-nel-tempo</link>
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	<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 19:20:17 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
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    <category>il-giro-del-mondo-in-80-libri</category><category>audrey niffenegger henry e claire</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/greco/demenzasenile_01.jpg" class="left" border="0" width="180" height="180" alt="" /><br />
La vita, per quanto intensa, per quanto piena, è sempre circoscrivibile nello spazio e nel tempo, sempre parziale rispetto alle potenzialità che il mondo offre, sempre dominata dal mistero della morte e della malattia. Molti autori, perciò, hanno sognato di superare le barriere spaziotemporali per offrire all&#8217;individuo la possibilità di volare dall&#8217;uno all&#8217;altro momento della propria vita, scavalcando gli anni, tornando a rivivere scene che non si seppero gestire o proiettandosi in un futuro non più temibile, perché ormai noto.<br />
<strong>Audrey Niffenegger</strong> va ad ampliare la schra degli scrittori che si sono cimentati in questo filone aureo, basando però la narrazione esclusivamente sull&#8217;amore fra Henry e Claire. Lui, in grado di viaggiare nel tempo sia pure con modalità eccentriche, scandisce i rituali di crescita della moglie comparendo ad allietarne infanzia e adolescenza ben prima dell&#8217;incontro reale. Lei, messa di fronte al suo futuro fin da bimba, ad esso condiziona tutta la propria vita. Le prime trecento pagine ripetono e riecheggiano questo schema: l&#8217;apparizione di lui, il disagio che ne consegue, qualche anticipazione sul futuro, la repentina sparizione. Nonostante la maestria stilistica della Niffenegger il racconto alla lunga diventa noioso, ma, proprio quando, estenuati dal continuo replicarsi della stessa scena, dalla vivisezione di ogni battito del cuore e dall&#8217;estenuante individuazione di ogni piccolo cambiamento nell&#8217;aspetto fisico dei protagonisti, stiamo per abbandonare la lettura, un colpo di scena movimenta la storia offrendo il destro a nuove e non futili riflessioni.<br />
Per offrirvi un saggio della prosa dilatata e attenta alle sfumature, riproduco qui un brano sul rapporto di Claire, colpita da un grave lutto, con il sonno: </p>
<blockquote><p>“Dormo tutto il giorno. I rumori volteggiano intorno alla casa: il camion della spazzatura nel vicolo, la pioggia, i rami degli alberi che battono contro la finestra della camera. Dormo. Abito il sonno con ostinazione, me lo impongo e lo controllo, scaccio i sogni, rifiutando, rifiutando. Ora il sonno è il mio amante, la mia smemoratezza, il mio oppio, il mio oblio. […] è pomeriggio, è notte, è mattino. Tutto si riduce a questo letto, questo sonno infinito che rende i giorni un giorno interminabile, che ferma il tempo, dilata e compatta il tempo fino a togliergli senso. A volte il sonno mi abbandona e fingo di dormire, come quando Etta (la nutrice n.d.R.) veniva a svegliarmi per andare a scuola. Respiro lentamente e profondamente. Immobilizzo gli occhi sotto le palpebre, immobilizzo la mente e presto il Sonno, vedendo un&#8217;imitazione tanto perfetta, viene a unirsi al suo doppio.”</p></blockquote>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090915192017"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090915192017?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090915192017" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090915192017&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fla-moglie-delluomo-che-viaggiava-nel-tempo"/></p>
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	<description>La vita, per quanto intensa, per quanto piena, è sempre circoscrivibile nello spazio e nel tempo, sempre parziale rispetto alle potenzialità che il mondo offre, sempre dominata dal mistero della morte[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Zia Mame</title>
	<link>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/zia-mame</link>
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	<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 20:48:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Benedetta Colella</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/greco/interventi/2009/09/zia-mame#comments</comments>
    <category>pillole_rapidi_flash_sulle_mie_letture_</category><category>zia mame patrick dennis</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/greco/ziamame.jpg" class="left" border="0" width="113" height="180" alt="" />Patrick Dennis <em>Zia Mame</em>, Adelphi, 2009 (pp.380)<br />
Letto nel settembre 2009                  Voto:8</p>
<p><strong>Abstract</strong>:<br />
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell&#8217;America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all&#8217;indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica &#8220;Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!&#8221;, e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l&#8217;America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.</p>
<p><strong>Breve commento</strong>: </p>
<p>Un delizioso personaggio, zia Mame. La verve di una Bridget Jones nelle pose raffinate di un arbiter elegantiarum. Alcune scene sono francamente esilaranti, ma è proprio nel frammentismo il limite principale del romanzo. Quando ci si assuefà agli entusiasmi travolgenti e alle immancabili gaffes di zia Mame, la lettura diventa meno allegra. Le situation comedies più divertenti sono, secondo me, lo scontro con i sei bambini, le esperienze lavorative e il primo impatto con il nipotino. L&#8217;erudito saggio in postfazione perde in fascino quanto acquista in consapevolezza. La vita dell&#8217;autore, così diametralmente lontana dagli scintillii di questo romanzo, lascia una nota amara in una lettura molto piccante.</p>
<p><strong>Frasi estrapolate dal testo</strong>:</p>
<p>Se avesse conosciuto quei suoi piccoli compatrioti, Churcill si sarebbe immediatamente alleato con Hitler.</p>
<p>Gli inflisse la versione integrale, e piuttosto articolata, delle sue disgrazie.</p>
<p>Uno stile di vita assiro.</p>
<p>Di qui avanti la libertà si fa licenza</p>
<p><strong>Curiosità</strong>:</p>
<p>Patrick Dennis (pseudonimo preferito di Edward Everett Tanner III) fece precedere al lancio del libro una lettera a tutti i librai così articolata: “ caro libraio, quel cialtroncello di mio nipote Patrick ha scritto un libro su di me che trovo estremamente scurrile e soprattutto per nulla veritiero. Pensa, racconta che una volta mi sarei fatta beccare nuda in un dormitoio di Princeton. Smentisco nel modo più categorico: non era Princeton, era Yale. Dunque, sappi che farò causa a Patrick. Farò causa all&#8217;editore. E, nel caso tu venda anche una sola copia del libro, farò causa anche a te. Baci baci baci. Mame”</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20090914204814"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20090914204814?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20090914204814" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20090914204814&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fgreco%2Finterventi%2F2009%2F09%2Fzia-mame"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Patrick Dennis Zia Mame, Adelphi, 2009 (pp.380)
Letto nel settembre 2009                  Voto:8
Abstract:
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell&amp;#8217;America degli anni Venti.[...]</description>
	
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