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onciale romana

Viaggio tra le maiuscole!

Questa scrittura è stata studiata soprattutto da Guglielmo Cavallo (Osservazioni paleografiche sul canone e la cronologia della cosiddetta onciale romana in ASSP 1967 pp.209-220).
L’esempio più importante è il papiro di Hawara, che mostra una scrittura estremamente regolare e calligrafica, con forte tendenza al tracciato rotondo, caratterizzato dall’elegante incurvatura dei tratti obliqui. Lettera individuante è il , i cui tratti mediani, armoniosamente fusi in un’unica linea curva, toccano il rigo di base. Il tratteggio è a volte sottilissimo(se si usa un calamo a punta breve e molto acuta) a volte tenuamente contrastato (con una punta più lunga e larga). Le lettere sono apicate con trattini ornamentali, che si sviluppano in genere dal II a.C al II d.C e caratterizzano la moda dello stile fiorito. Gli esempi più antichi sono P.Oxy. 1090 (Esiodo E) e P.Oxy 2496 (Platone ) , mentre il passaggio alla canonizzazione si ha con P.Oxy.1084 (Ellenico ).
L’onciale romana non ha origine epigrafica, perché anzi fu essa stessa a suggerire la forma del  e del  alla produzione lapidaria. Cisono due diverse stilizzazione nell’ambito della medesima scrittura, riconoscibili dalle lettere ,,,,.