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ELOGIO DELL'ESCLUSIVITA' (Callimaco in A.P. XII 43

Chi ha detto che la cosa più apprEZZATA è SEMPRE LA MIGLIORE?

Vi presento l’epigramma programmatico della poetica callimachea, conservato nell’Antologia Palatina ed interessante non solo ai fini letterari. Il rifiuto per l’epica, per il poema ciclico, per le grandi storie magniloquentemente raccontate (esemplificato nella formula mèga biblìon, mega kakòn, cioè grande libro, grande porcheria) risponde al canone ellenistico, certo, ma si apre in una dichiarazione di intenti che trascende la letteratura e coinvolge ogni momento del vivere umano.

[i]Èchthairò to poièma to kiùclikon ùde keleùtho
Chaìro tìs pollùs, òde cai òde ferèi
Mìso cai pèrifoitòn eròmenon ùd’apo krènon
Pìno siùnchainò pànta tà dèmosià
Liùsaniè siu de naìchi kalòs kalos àlla prin eìpein
Tùto safòs echo fèsi tis àllos echeì[/i]

“Disprezzo il poema del ciclo e non stimo la strada che porta la folla or qui or lì;odio anche l’amante da tutti amato; né da una fontana monumentale io bevo; aborro le cose del volgo. Lisania sei bello, sì bello tu sei; ma prima che l’eco ripeta, qualcuno mi dice:” un altro lo possiede”.
Litania è chiaramente nomen omen , ed è etimologicamente legato al concetto di “consolatore degli afflitti”; diventa però il simbolo dell’amore pubblico, contrapposto all’amore intimo, personale. Non sappiamo se qui si parli d’amore o se Lisania diventi una metafora della poesia stessa e rappresenti una delusione dell’autore; ci basta però apprezzare i contenuti innovativi e lo stile ammiccante dell’ultimo distico, con la reiterazione di kalòs, che dovrebbe rafforzare l’aggettivo e invece simula l’eco e lo struggimento di un grido inascoltato, e con il gioco di parole tra echo con l’eta e il verbo echo con l’epsilon; resta intraducibile in italiano, ma per un contemporaneo di Callimaco il distico finale doveva essere percepito più o meno come un dialogo del tipo: “Callimaco-Benedetto,tu sei sì BELLO- Eco -bello- Callimaco -ti ho sicuramente, prima di dirlo_ _E’ un Altro che l’ha”.
Per gli studenti, attenzione: l’ultima è una traduzione di senso che viola quattro o cinque regole di sintassi