MAI SAFFO PER NEMICA

Le rivali di Saffo ridicolizzate in alcuni frammenti

Un giorno vi proporrò una poesia di Saffo, sull’amore dolceamaro, che ha incantato gli studenti di ogni liceo. Oggi però vorrei partire da un frammento attribuito da Efestione a quel contesto, ma, a parere di molti, autonomo per la rabbia malcelata con cui si commenta l’amore per Attis, la fanciulla che le ha preferito una banale Andromeda.

Non so a quanti di voi sia capitato di denigrare il partner della persona infelicemente amata; penso a molti, e, nel novero di questi detrattori, l’umanissima Saffo assume una posizione davvero ragguardevole.
La malinconia traspare già nell’invocazione ad Attis:
Attis, pensarmi ti è odioso e voli da Andromeda

Ateneo sostiene che proprio a questa nuova amica sono rivolti gli astiosi versi che seguono e che si caratterizzano per una struttura metrica incerta e per un poliptoto sul termine agroiotis, “ contadina, hapax al femminile, che testimonia lo sdegno di un’anima nobile per la grossolanità che la circonda.

Che contadina ti ammalia la mente, una che indossa vesti grossolane e non è capace di rialzarsi gli stracci sulle caviglie

E’ un’immagine affascinante: anche Walt Disney segnala la nobiltà delle sue principesse nel gesto vezzoso di rialzare la veste con un morbido movimento della mano, per evitare di inciampare.
Chi non ne ha bisogno, o indossa vesti corte ed è quindi di famiglia poco agiata e di rango ridotto o, pur essendo dell’ambiente del tiaso, è grossolana e rozza.

Immortalata in un gesto, o meglio nel la sua assenza, Andromeda si dimostra sgraziata e inadeguata al ruolo concessole, ma Saffo si rivela vera donna, capace di criticare nei singoli gesti, con sguardo censorio e severo, chi l’ha defraudata del suo amore.

Alla base della sua personalità, Saffo pone dunque la grazia e la poesia, sua massima espressione: la ricchezza, lungi da essere un dono, diventa un intralcio se non è supportata da altre qualità. Ad una donna illetterata, probabilmente sua concorrente nella direzione di un altro tiaso, Saffo ricorda che

Starai stesa morta e non ci sarà nessuna che ti ricorderà mai in futuro: non partecipi delle rose pieridi, ma, tra cadaveri oscuri, te ne andrai fluttuando nella casa di Ade

Per chi conosce Dante, l’immagine dell’anima che vola trascinata dal vento richiama Francesca da Rimini: non è semplice evitare l’associazione della pena con la grandezza della dannata dantesca: qui il verbo ekpotaomai, forma eolica di ekpetomai non indica altro che lo svolazzare senza meta né dimora di chi è condannato all’oblio eterno, dalla malizia stessa della nostra poetessa che lascia innominata la rivale, perché non coglie le rose pieridi ( delicata metafora che indica la Poesia).

Secondo l’interpretazione di alcuni, i tre frammenti esposti afferiscono alla stessa situazione, in cui Attis preferisce al tiaso e all’insegnamento di Saffo quello meno valido di Andromada, scatenando un risentimento tutto professionale da parte della nostra poetessa. In questo caso, l’amore non c’entra nulla: può anche darsi, ma a noi fa piacere pensarte che i moti dell’animo di Saffo abbiano origine da una pena del cuore più che del portafoglio.

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