Questo sito contribuisce alla audience di

BERLUSCONI E LE RANE

L’attualità della commedia antica secondo Luca Ronconi

Sono tra i fortunati che, sotto il sole canicolare di Siracusa, hanno potuto assistere alla messa in scena delle Rane di Aristofane per la regia di Luca Ronconi

Il teatro greco di Siracusa, uno dei più grandi conservati in Magna Grecia, era gremito di studenti insofferenti per il caldo e per il disinteresse; un barlume di curiosità è balenato alla vista della scenografia: tutto in grigio, automobili dalle fogge antiche, dismesse come in una discarica sulla scena.

Per Ronconi, l’inferno, l’Ade attuale è il traffico caotico in città ed è lo smog, che tutto incupisce e spegne.

Dai vomitatoi continuava ad affluire gente, e le tshirt colorate dei ragazzi, il brusio delle loro voci, gli autorevoli inviti dei docenti a tacere lasciavano presagire un pot pourri di immagini che avrebbero disturbato la messinscena.

Io stessa mi sono sorpresa a sbirciare l’ombra che avanzava lentamente dall’estremo opposto delle gradinate, agognando un po’ di fresco e ad impormi di non alzarmi nonostante la pietra dura mi stesse indolenzendo

“Ne sarà valsa la pena?” mi chiedevo. “Lo spettacolo saprà vincere l’insofferenza di queste migliaia di giovani, soddisferà la spocchia culturale di noi adulti, che ci preoccupiamo di come verrà reso il coro (batratrak coax coax , il fastidioso gridio delle rane, che innervosisce Ercole- Dioniso nella sua tragicomica discesa agli Inferi, è una onomatopea, richiama il termine greco Batrachoi, lo capiranno i nostri ragazzi?), di come i ragazzi interpreteranno questa o quella battuta, etc?”

Poi, puntualissimi, ma dopo un tempo eterno, per noi che dalle 17 avevamo preso ordinatamente posto, Dioniso e Xantia appaiono sulla scena.

Da questo momento il silenzio è perfetto: la performance è accolta con entusiasmo e ci trasformiamo tutti in cittadini ateniesi, pronti a ridere delle situazioni e, sì, anche a riconoscere nel parolaio Euripide i pregi e i difetti del beneamato presidente del Consiglio Silvio Berlusconi .

La polemica dell’amministrazione comunale siracusana che, indignata per la presenza sui cartelloni promozionali delle effigi dei politici più in vista, ha attivato una campagna legale dagli esiti che tutti conosciamo, non ha potuto occultare una realtà palese.

.Mondo è e mondo è stato, diceva Verga.
Nella sicurezza che Euripide millanta, nella sapiente traduzione, che inserisce qua e là, senza caricature, alcuni dei modi di dire del capo del Governo, nell’appoggio incondizionato datogli da un popolo disonesto e corrotto quale quello italiano, nella scaltrezza, nella capacità di effettuare distinguo Euripide è Berlusconi.

Ma da noi è mai esistito un noioso, onesto, monolitico Eschilo?