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QUESTIONE DI CANONE

Chi decide quali libri studiare a scuola?

Il libro che stai leggendo oggi, consigliato o imposto dall’insegnante, è solo l’ultimo dei mille compromessi che un testo deve affrontare per diventare un classico, un must della cultura che tu, studente, devi necessariamente conoscere,mentre ti è permesso ignorarne mille altri.

Una prima impietosa cernita è fatta dal tempo; alcuni libri non ci sono stati tramandati, cioè non ne conosciamo nessuna edizione e non possiamo valutarli: altri lo hanno fatto per noi.

Poi ci sono i critici, che con il loro parere possono detronizzare o innalzare un libro nel Parnaso delle opere d’arte.

Il valore, purtroppo, non si basa su canoni meramente letterari, ma riflette questioni sociali che di culturale hanno ben poco: ogni regime ha infatti appoggiato i testi che lo patrocinavano oi ne propagandavano i valori.

Il fascismo con la sua censura, la Chiesa con la sua Inquisizione e mille altri esempi dimostrano che, per avere successo almeno immediato, un libro deve essere consonante con le ideologie in auge al momento della scrittura.

Pensiamo per un attimo alla polemica insorte alle università americane. Per ogni facoltà, negli U:S:A:, è obbligatorio sostenere un esame di Letteratura mondiale in cui si studiano i pilastri della cultura occidentale, da Omero a Shakespeare ad Hemingway.

Recentemente sono insorte le studiose della Genderkritik, ossia della letteratura al femminile, che sostenevano come la segregazione della donna iniziasse proprio con l’esclusione delle autrici dai canoni narrative.

Si unirono alla critica anche gli autori di colore che rivendicarono anche per gli esponenti della propria cultura un posto tra i testi della letteratura mondiale.

Secondo costoro, infatti, il canone occidentale esaltava la figura del perfetto W.A.S:P. , l’uomo bianco, inglese e protestante. Riflettendoci, anche in Italia non possiamo negare che la cultura ufficiale era manipolata dalla Chiesa e che molti autori devono la loro fama ad un atteggiamento servizievole nei confronti della potenza bianca.

Nelle recenti miscellanee, per ovviare ai problemi politici ed ideologici sottesi appunto alla ricerca di un canone, si è preferito sostituire a questa immagine quella della costellazione, dove ciascun gruppo di opere brilla di propria luce senza offuscare gli altri.