
Può una donna che comanda un impero non consacrare il proprio amore? Può una ragazza ambiziosa e viziata rinunciare all’unica sua vera ragione di vita?
Per Messalina, sposare Gaio Silio e abitare la splendida villa del Pincio divenne vitale. Claudio, suo marito, era un grave ostacolo, ma poteva essere raggirato.
Il tallone di Achille dell’imperatore era infatti la superstizione: presagi funesti, sogni rivelatori erano da lui considerate come prove inoppugnabili del futuro.
Su questo giocò l’astuta moglie: scarmigliata, una mattina gli si buttò piangendo tra le braccia e, tra i singhiozzi, gli confessò di aver sognato se stessa vedova.
Claudio fu preso dal panico; lo sollevò solo la trovata geniale di Messalina che gli propose il divorzio: sposando un altro, avrebbe gettato sul nuovo marito la infausta sorte e, da vedova, sarebbe tornata dal suo amatissimo e incolume Claudio.
L’imperatore fu felice di questo escamotage e quasi gli dispiacque condannare a morte sicura, concedendo il matrimonio con Messalina, quel brav’uomo di Silio, candidato alle nozze.
Claudio non presenziò ai nuovi sponsali della moglie: impegni improrogabili lo chiamavano ad Ostia, dove stava ultimando, tra mille difficoltà, i lavori di ampliamento del porto.
Non furono nozze discrete; ebbra per il traguardo conseguito, Messalina non badò a spese né a pudore, al punto che Svetonio rafferma costernato che neppure lui avrebbe creduto a questa storia se più fonti (e insieme la testimonianza orale dei contemporanei) non convergessero nel raccontare l’incredibile situazione.
Molte fonti accampano che l’intero matrimonio avvenne all’insaputa di Claudio; sembra impossibile. Novella 3000 non esisteva ancora, d’accordo, ma come poteva un personaggio di grido come Messalina sposarsi con tanto fasto senza che nessuno tra i sudditi si sentisse in dovere di riferire all’imperatore?
A svelare a Claudio la situazione, anche nelle sue più recondite implicazioni politiche, fu Narciso Pare infatti che Messalina non volesse rinunciare al titolo imperiale per ritirarsi tra le fronde del Pincio, ma che al contrario, ucciso Claudio, volesse governare con Silio in attesa della maggiore età del figlio Britannico
Vero o non vero? Sappiamo dall’esperienza di Valerio Asiatico che Claudio, di fronte all’ipotesi di detronizzazione, non era più compos sui
La delazione di Narciso segnò la fine della stella di Messalina: a nulla le giovò correre con i figli piangenti incontro al marito che tornava furente dai cantieri (su un carro per i rifiuti, nessuno essendo disposto a dimostrarle benevolenza in vista della terribile vendetta di Claudio)
Non appena Claudio mostrava cenni di tenerezza o commozione, magari al pensiero di non essere stato per inquieta giovane un buon marito o all’idea che Messalina poteva essere sì sventata ma non fedifraga, subito Narciso esibiva le prove schiaccianti del tradimento, della congiura e dei reati di Messalina.
Non fu Claudio, comunque, a decretare inter cubicula principis la morte di Messalina; Narciso, temendo che un eventuale riconciliazione tra i coniugi sarebbe stata letale per lui, delatore, si presentò alla testa di un gruppo di pretoriani e ordinò a Messalina di togliersi la vita
Dell’assassina, della sgualdrina, dell’immorale, ci rimane, come in una scena plastica, l’immagine di Messalina in lacrime tra le braccia della madre che tenta di pugnalarsi al collo e al petto e non ci riesce, priva com’è di animo e di forza fisica.Sarà un pretoriano ad aiutarla a morire.
Sic transit gloria mundi

Benedetta Colella








